Marcia islamica: 150 clandestini pagano 3mila euro a testa per entrare in Italia

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Per entrare in Italia illegalmente attraverso la rotta balcanica, hanno pagato 3mila euro in contanti.

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Si tratta di 150 clandestini, tutti musulmani.

Le indagini delle polizie di Slovenia, Italia, Bosnia e Croazia hanno consentito di smantellare una rete criminale di trafficanti di clandestini composta da almeno 10 persone.

Venivano fatti arrivare in Italia dai Balcani, attraversando Bosnia, Serbia, Croazia e Slovenia. Dean Juric, della direzione Polizia di Capodistria ha detto che gli attraversamenti illegali dei confini di stato si sono svolti prevalentemente lungo la valle del Dragogna.

Uros Lavric, della direzione generale Polizia slovena, ha spiegato che sul lungo termine, lo smantellamento di organizzazioni come questa “non significa molto. Lo è invece a breve termine perché almeno per un po’ di tempo non sarà più operativa. Lo scopo principale è sempre il profitto, perciò si fa presto a ricostruire la rete e a riprendere l’attività”. Valter Grzeta, della Questura istriana ha sottolineato che grazie agli strumenti previsti dagli accordi bilaterali e dall’Unione europea “anche la Croazia è riuscita a portare a termine questa operazione con l’arresto nel nostro Paese di 3 persone dedite all’organizzazione dell’immigrazione clandestina”.

E’ tutto organizzato.

Guardate questi video: è una jihad sessuale

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Più di 1.000 clandestini sono stati trasferiti dalle zone abitate al campo di Vucjak nella Bosnia-Erzegovina nordoccidentale in due giorni. Un altro migliaio era stato trasferito nei giorni precedenti.

Questo significa che sono stati avvicinati al confine con la Croazia che li porterebbe nell’Unione Europea e quindi di fatto in Italia e Germania. E molti di loro:

Marcia islamica verso la frontiera al grido “Italia, Italia” – VIDEO

Da gennaio 2018, 45.000 clandestini sono stati registrati in Bosnia. Circa 7.500 sono attualmente nel paese. Gli altri, inutile dirlo, hanno marciato verso nord, almeno 5mila di questi sono penetrati in Italia, sono quelli individuati dopo il passaggio della frontiera.

Ed eccoli in marcia al grido “Allah Akbar”:

Sono in marcia verso casa nostra. E pagano 3mila euro a testa. Una piccola fortuna a casa loro.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sottolineato come sia una conferma di come questo genere di azioni congiunte possa funzionare. Un’occasione per lanciare un appello “a intensificare i controlli, dotando le Forze dell’Ordine di uomini e mezzi adeguati, e di rinnovare ogni tipo di accordo”. Il governatore ha parlato nell’occasione di “un potenziale pericolo di invasione che, per i confini del Friuli Venezia Giulia, potrebbe profilarsi quando intervenire rischierebbe di essere troppo tardi“.

Fedriga ha rinnovato allora il quotidiano appello al governo, “affinché si possa bloccare un flusso che, nel corso degli ultimi mesi, è clamorosamente aumentato al punto da lasciare temere il riproporsi delle condizioni di emergenza già verificatesi due anni fa, quando gli ingressi erano nell’ordine di centinaia al mese”.
Non è chiaro perché questa situazione di emergenza sia casualmente comparsa solo quando è avvenuta la crisi di governo, a partire da agosto; o perché si parli d’improvvisa crisi quando la stagione autunnale tradizionalmente vede i flussi migratori assottigliarsi a causa dell’abbassarsi delle temperature e del peggioramento del meteo. Secondo la stessa Polizia le pattuglie miste italo-slovene proposte dal governo gialloverde si sono rivelate un fallimento; a detta del SAP, ma ancor più del prefetto Valenti, che le ha eufemisticamente definite “non di grande successo“.

“Abbiamo l’ennesima conferma – ha concluso Fedriga – che i clandestini in viaggio verso l’Italia attraverso i Balcani pagano migliaia di euro ai trafficanti, un dato che deve fare ulteriormente riflettere su quanto il fenomeno migratorio rappresenti in primis un business per le organizzazioni criminali al quale Italia ed Europa hanno il dovere di replicare con i fatti, recuperando e potenziando quelle soluzioni di prevenzione e contrasto che, a livello nazionale, erano state messe in atto e avevano prodotto ottimi risultati nel primo semestre dell’anno”.




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