Toga rossa blocca espulsione senegalese: “Tornare in Senegal viola i suoi diritti”

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L’abolizione della famigerata protezione umanitaria per i richiedenti asilo, che ci ha fatto mantenere per anni personaggi come Oseghale e gli assassini di Desirée, nonché una pletora di spacciatori e criminali della mafia nigeriana, costituisce uno dei fiori all’occhiello della gestione Salvini.

Come abbiamo più volte scritto, quella decisione sta facendo uscire migliaia di fancazzisti e finti profughi dagli hotel: oltre 70mila nei soli 10 mesi da quando il primo decreto Salvini è legge.

Si stima che siano circa 120mila i finti profughi che alla fine usciranno dagli ‘hotel per profughi’, portando il numero attuale a meno di 40mila: erano oltre 200mila al tempo del Pd..

Di fatto, i due decreti sicurezza varati nei mesi scorsi hanno l’effetto di mostrare la realtà: per anni la sinistra ha trasformato dei clandestini in ‘profughi’ solo per foraggiare le Coop. Tutto questo in complicità con altri succhiasoldi: quelli del Vaticano.

Ora da Milano arriva una bizzarra sentenza che cerca di mettere i bastoni tra le ruote a questo processo di liberazione dai fancazzisti. Una sentenza della Corte d’Appello ha ‘salvato’ Samba, giovane clandestino senegalese a cui era stato negato lo status di rifugiato, perché aveva imparato l’italiano e conseguito la licenza media.

Come potremmo fare a meno di Samba che ha la licenza media?

Con il progetto europeo LabourInt, promosso in Italia dall’Anolf-Cisl di Milano, Samba ha frequentato un corso di formazione e poi praticato un tirocinio professionalizzante, ottenendo alla fine un contratto di lavoro per tre anni in un fast-food.

Perché a questo servono i ‘richiedenti asilo’ che non fuggono da alcuna guerra: a rifornire prima le coop e la Chiesa di 35 euro al giorno per ognuno di loro, e poi le multinazionali di lavoratori low-cost coi quali sostituire i giovani italiani.

La Corte d’Appello milanese ha ritenuto che “negare a Samba la possibilità di rimanere legalmente in Italia ed eventualmente rimandarlo in Senegal avrebbe avuto gravi conseguenze per la sua integrità personale, escludendolo dai rapporti sociali costruiti nel frattempo e ributtandolo in uno stato di povertà tale da privarlo di diritti fondamentali, come l’accesso al cibo e a un tenore di vita dignitoso”.

Avete letto bene: tornare in Senegal viola i diritti umani di un senegalese. Quando tornerà un governo eletto, si dovrà fare i conti con le toghe rosse: e magari mandare qualcuno di loro in Senegal.

Se questa bizzarra re-interpretazione delle norme si diffondesse, altri richiedenti asilo potranno rimanere in Italia per la gioia di vari sfruttatori e a danno dei disoccupati italiani.




6 pensieri su “Toga rossa blocca espulsione senegalese: “Tornare in Senegal viola i suoi diritti””

  1. ” escludendolo dai rapporti sociali costruiti nel frattempo”
    Mi permetto di sottolineare questo periodo. Sono anni che sostengo proprio questo: il pericolo maggiore vengono da questi legami e ‘rapporti sociali costruiti nel frattempo’, anche di carattere sentimentale e sessuale, con tanto di ‘bambini’ al seguito, Oshegale insegna.
    Se non si spezzano, con le buone cercando di far capire a questi disadattati che gli africani, salvo un numero limitatissimo di persone che potrebbero davvero arricchire la nazione (ma credo che di scienziati e ricercatori neri ce ne siano ben pochi, e se ce ne sono, quelli validi, non laureatisi per rispettare demenziali ‘quote nere’, sono ancora meno), o con le cattive, nel senso di apparire cattive rompendo presunte amicizie, amori o ‘famiglie’ di comodo nel frattempo formatisi, allora non se ne uscirà mai. Ci sarà sempre una frazione, sempre più ampia, di Bianchi che si metteranno dalla parte dei neri per non perderli. E’ tutto un fattore psicologico, molto più potente di imprenditori delinquenti che vogliono trattenere il loro esercito di riserva. Tutto questo, s’intende, salvo che una grande guerra totale, esterna ed interna, non metta le ali agli estremismi.

    1. Completo la parte dimenticata, purtroppo non si possono modificare o eliminare i messaggi su vox: salvo quel numero limitatissimo, gli altri, che siano spacciatori, lenoni, mafiosi nigeriani, o anche fossero onesti lavoratori di manovalanza, non hanno un futuro stabile in Italia per mettere radici. Il loro futuro è in Africa, la loro patria. L’Africa agli africani, ma l’Europa agli europei, ognuno nella sua libera nazione.

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