Profughi stuprano “perché si annoiano”: “Colpa Salvini, ha tagliato fondi al giardinaggio”

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A Udine permangono alcune centinaia di richiedenti asilo alla ex caserma Cavarzerani. Si tratta per lo più di pakistani e bengalesi che arrivano attraverso la frontiera orientale.

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In questi ultimi giorni ci sono stati diversi casi di ‘profughi’ che commettono reati, anche molto gravi, fino a quello più grave a parte l’omicidio:

Ragazzina stuprata dal branco a Udine: sono stati i profughi pakistani

Ora, secondo la sinistra e i media locali, questo avviene perché:

Escono sempre più spesso perché i fondi sono stati tagliati. È rimasto solo il cricket, la Prefettura tenta di rimediare

Invece di rimandarli a casa, li dobbiamo sollazzare, sennò escono e stuprano le ragazzine. Quasi come una sorta di pegno da pagare al minotauro.

Il sindaco leghista Pietro Fontanini, invece, ha un’altra idea. E ha annunciato che a breve saranno installate delle telecamere e ha auspicato più controlli per fare in modo che i sedicenti profughi rispettino le regole e gli orari, cosa che al momento non accade.

E ora sentiamo come la racconta il giornale locale del gruppo Espresso:

All’interno dell’ex caserma il tempo scorre lento, scandito soltanto dai pasti e dalle preghiere. Dall’agenda dei richiedenti asilo (giovedì erano 308, ma il numero degli ospiti cambia ogni giorno) sono scomparsi i corsi e anche i lavori socialmente utili

E non ci sono altri appuntamenti. Così, la maggior parte degli ospiti, appena può, esce. Molti dopo la colazione se ne vanno e rientrano solo per cena saltando anche l’appuntamento con il pranzo che pure viene garantito a tutti gratuitamente.

E anche dopo l’orario fissato per il rientro serale, tanti scavalcano le mura di cinta e tornano verso il centro. Per i gestori, che anche in passato avevano lanciato l’allarme, e per le forze dell’ordine è quasi impossibile, impedire le uscite fuori orario.

Attività cancellate. La prefettura conferma che al momento non sono in programma. «Stiamo cercando di organizzare qualcosa per il prossimo anno – dice il viceprefetto Gloria Allegretto –, ma non sarà facile. D’altra parte con le nuove convenzioni al ribasso qualsiasi iniziativa al di fuori del vitto e dell’alloggio non è percorribile».

Così, fatta eccezione per qualche partita a cricket (all’interno dell’edifico adibito a luogo di preghiera) o a pallone, da mattina a sera i profughi non hanno niente da fare. Fino a qualche mese fa la Croce rossa riusciva a proporre tutta una serie di iniziative anche in collaborazione con enti e associazioni del territorio: dai corsi di italiano a quelli di artigianato, fino a quelli di giardinaggio. Tutte iniziative che sono poi state accantonate. Al posto della Croce rossa sono subentrati nella gestione dell’ex caserma prima il raggruppamento temporaneo d’imprese Matrix/Stella di Gragnano (Napoli), che ha preso in consegna la struttura lo scorso marzo per poi cederla da metà settembre alla cooperativa sociale Medihospes di Bari, che si è aggiudicata l’ultimo bando.

Compensi ridotti.

Le condizioni, soprattutto economiche, sono però radicalmente cambiate in virtù del decreto Salvini che ha ridotto il compenso giornaliero dovuto alle realtà che si occupano di accoglienza da 34 a 21 euro. La cooperativa oggi riceve 22,64 euro pro capite al giorno comprensivi anche di 2, 50 di pocket money e tessera telefonica (0,027 euro al giorno). Tanto che la stessa Croce rossa, insieme ad altre realtà del territorio, aveva presentato ricorso denunciando il fatto che in questo modo sarebbe stato ridotto il personale educativo. Ma il ricorso è stato respinto e le attività cancellate.

Addio Aura. La nuova amministrazione di centrodestra ha cancellato anche il progetto Aura per l’accoglienza diffusa che in passato ospitava circa 300 profughi in appartamenti gestiti da diverse associazioni. Oggi è direttamente la Prefettura a gestire l’accoglienza diffusa e il Comune chiede il rispetto delle quote stabilite dall’accordo Anci-Ministero che prevedono per ciascun municipio di non superare la soglia dei 2, 5 migranti ogni mille abitanti. A Udine quindi non si dovrebbe superare la soglia delle 250 presenze, mentre in passato si era arrivati ben oltre quota mille solo all’interno della caserma.

Caccia al wi-fi. Fino a tre anni fa, quando i profughi lasciavano la Cavarzerani, andavano soprattutto alla ricerca di un wi-fi ad accesso libero per poter navigare su internet gratuitamente attraverso il cellulare e contattare i familiari e gli amici. Tanto che il Comune, all’epoca guidato dal centrosinistra, è stato costretto a ridurre l’intensità del segnale in alcune zone, tra cui anche Palazzo D’Aronco, sede del Comune, per evitare assembramenti. Poi, nei primi mesi del 2017, è stato realizzato un ponte radio e anche la caserma è stata dotata di wi-fi.

Panchine e cartelli. Nonostante il wi-fi, diverse zone della città sono diventate dei punti di ritrovo abituali per richiedenti asilo e l’amministrazione, questa volta di centrodestra, ha risposto via via con le fioriere anti-seduta posizionate all’esterno di Palazzo D’Aronco, le panchine anti-bivacco in piazzetta del Pozzo e con i cartelli anti-camminata in piazzale D’Annunzio e altre aree verdi.

Insomma, si annoiano perché tagliando i fondi non possono più essere impegnati in attività di sollazzo, e quindi escono. E stuprano.




2 pensieri su “Profughi stuprano “perché si annoiano”: “Colpa Salvini, ha tagliato fondi al giardinaggio””

  1. che paese di merda governato di merda
    siamo e ci obbligano a mantenere merda come la merda di politici parassitari come i parassiti che manteniamo noi fessi italiani
    vaffanculo non voglio vivere in un paese incivile come il nostro dove mantiene fancazzisti del cazzo quando si possono rimpatriare lo stesso giorno dello sbarco.
    che schifo

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