Profughi rifiutano volontariato ma rimangono in Italia: “Meglio uscire la sera”

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In questi giorni un paio di sentenze vergognose hanno imposto la permanenza sul territorio italiano di due richiedenti asilo ai quali è stata data risposta negativa, perché, scrivono le toghe rosse responsabili delle ignominiose sentenze, “sono integrati e lavorano”.

Intanto: il richiedente asilo si presume venga in Italia non per cercare lavoro ma piuttosto per fuggire da una situazione di pericolo, finita la quale torna a casa. Se non fugge da nulla deve tornare a casa e, diciamo noi, dovrebbe anche rimborsare quanto è costato fino a quel momento. Invece è un mezzo utilizzato da clandestini per venire a farsi mantenere e rubare il lavoro, con la complicità di sentenze come queste.

Ad esempio quella del Tar che ha consentito la permanenza a Bergamo di un clandestino.

Funziona così, il Pd fa assumere i clandestini al posto degli italiani, ovviamente sottocosto, e poi fa intervenire qualche giudice ideologicamente compiacente che li fa restare in Italia: il tutto ‘grazie’ alla famigerata ‘Accademia dell’Integrazione’ creata dal sindaco di Bergamo Gori, il signor Parodi.

La commissione territoriale respinge la richiesta di asilo a un immigrato? Che problema c’è: la sinistra ha già trovato il “trucchetto” per farlo restare in Italia:

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Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori è addirittura andato a Radio Alta a vantarsene:

Il tutto tramite questa famigerata Accademia dell’Integrazione, un progetto pilota dell’amministrazione targata piddì per inserire gli stranieri nel modo del lavoro a spese degli italiani. È infatti bastato che all’immigrato a cui era stata appunto rigettata la richiesta di asilo, fosse insegnato l’italiano e trovato un lavoro per convincere il Tar ad accordargli il permesso di soggiorno. Ora il primo cittadino spera che questo possa valere anche per gli altri 34 che fanno parte del progetto e dei 50 che entreranno l’anno prossimo. E perché no anche le altre migliaia che Salvini avrebbe espulso e che il PD, invece, vuole prima fare lavorare al posto degli italiani e, poi, magari, trasformare anche in ‘italiani’:

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Ma è tutta una farsa. Lo dimostra quanto accaduto mesi fa. Quando si è appurato che solo 30 sui 500 presenti a Bergamo, avevano aderito al progetto di volontariato predisposto dal Comune con la cooperativa che li gestisce. In previsione di formarli e poi farli lavorare al posto degli italiani.

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Quando hanno sentito parlare di lavorare ‘volontariamente’, per ricambiare il vitto e l’alloggio, solo 30 hanno aderito: poco più del 5 per cento. Ma non è finita.

Diversi tra loro hanno già rinunciato: “Tre ragazzi hanno abbandonato l’Accademia” dice Bruno Goisis, presidente della cooperativa Ruah.

Quindi, su 500, solo 27: il 5,2 per cento.

I ragazzi selezionati hanno un’età media compresa tra i 25 e i 30 anni: “Le prime perplessità sono nate quando hanno saputo che non avrebbero avuto il cellulare a disposizione tutta la giornata – spiega Goisis -. Questo, sommato al fatto che nei primi mesi non potranno uscire la sera, li ha convinti a mollare”.




2 pensieri su “Profughi rifiutano volontariato ma rimangono in Italia: “Meglio uscire la sera””

  1. Se pensate che vengano alloggiati in pensioncine a 1 o 2 stelle vi sbagliate (questa era anche la mia convinzione) pensavo al massimo 3, invece questa mattina proprio davanti al casello dell’autostrada di Ge-ovest c’è un 4 stelle di una nota catena, pieno di nordafricani.
    Li trattano con i guanti bianchi eh!

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