Ocean Viking, 150 clandestini che dovevano andare all’estero finiscono a Bari

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Con il suo carico di 104 clandestini recuperati venerdì, 50 miglia al largo della Libia, poco dopo essere tornata a pesca, Ocean Viking, nave delle Ong francesi Sos Meditérran?e e Msf, punta l’Italia.

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Ieri è iniziato il solito balletto e la nave ha chiesto un “porto sicuro” a Italia, Malta e Libia. Quest’ultima ha indicato Tripoli ma la nave Ong ha rifiutato con le consuete motivazioni: «Non restituiremo mai le persone salvate in mare alla Libia. E’ contrario alla legge e anche disumano». In realtà a Tripoli non c’è alcuna guerra, e anche la scaramuccia con Haftar è in sonno ormai da mesi.

Le Ong osteggiano da sempre l’applicazione degli accordi Italia – Libia in tema d’immigrazione perché per loro finirebbe il traffico. E il Pd, unico contrario il semicosciente Minniti, vuole ora stracciare quegli accordi per un altro motivo: alle coop mancano clienti.

Intanto, sono stati trasferiti dall’hotspot di Taranto i clandestini che erano arrivati mercoledì mattina a bordo della nave Ocean Viking. Mercoledì hanno scaricato e venerdì erano di nuovo a caricare: con Salvini stavano settimane a bagno maria.

Nel pomeriggio di venerdi’ circa 150 uomini sono stati trasferiti presso il C.A.R.A. di Bari, mentre i presunti minori erano stati accolti dal Comune nei Siproimi, le strutture per minori non accompagnati. Pagano i cittadini. Ovviamente: zero ricollocati all’estero. Ma lo sapevamo.

Nonostante il decreto Sicurezza di Salvini abbia allungato a 30 giorni i tempi per l’identificazione, precedentemente previsti entro le 48 ore, la permanenza a Taranto è stata brevissima: le coop hanno fame.




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