Ong e Onlus chiamano la Polizia perché le difenda dagli immigrati

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Le sigle sono le stesse che per anni si sono battute contro la “militarizzazione” di via Padova, il coprifuoco dell’allora vicesindaco Riccardo De Corato e contro il cliché di una banlieue dominata da una immigrazione fuori controllo, nelle mani di spacciatori e gang etniche.

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Solo che stavolta quelle stesse sigle – da Legambiente ai comitati residenti di via Padova, via dei Transiti, via Arquà, via Stazio, associazione via Padova Viva, genitori del Parco Trotter, associazione Casa del Sole – chiamano la Polizia per proteggerle dal degrado portato dall’immigrazione.

“Seguo con molto interesse la querelle all’interno della sinistra sul contrasto al degrado e all’insicurezza in via Padova”, Commenta Samuele Piscina, Presidente del Municipio 2 di Milano. “Fa piacere che le stesse associazioni schierate politicamente che fino a pochi anni fa contrastavano la nostra idea di spostare il Comando della Polizia Locale di zona in via Padova, oggi si siano ricredute e sostengano la proposta”. “D’altronde, avevano alzato le barricate ideologiche anche contro la cancellata di via Mosso che abbiamo realizzato come Municipio 2, finché non si sono accorti del grande miglioramento che ha portato nel quartiere, nel parco Trotter e nella scuola”. “Via Padova ha bisogno di più sicurezza e di lotta al degrado, di un aiuto alle forze di Polizia che con pochi uomini fanno un grande lavoro e di meno ideologia per partito preso. Il Sindaco e l’Assessore Scavuzzo – conclude l’esponente leghista – smettano di tergiversare e realizzino la nostra proposta!”.

Ma questi sono tutti palliativi. Il problema non è di ordine pubblico, è demografico: dobbiamo abrogare i ricongiungimenti familiari. Ogni anno ci portano 200mila problemi in più. Così i nostri quartieri diventano banlieus.




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