Difende ragazza da immigrato che gli spacca la testa a sprangate

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Ancora un grave episodio di violenza migrante, è accaduto nella notte tra domenica e lunedì a Cisterna, Latina.

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Un giovane di 21 anni del luogo è stato aggredito a colpi di spranga alla testa da un 42enne di nazionalità tunisina.

Il giovane italiano è stato poi soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in gravi condizioni all’ospedale Goretti di Latina. Dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

In base alla ricostruzione dei carabinieri, l’aggressione sarebbe scaturita dall’atteggiamento del tunisino versa una ragazza nel quartiere San Valentino, difesa dal ragazzo italiano.

C’è ancora chi difende il proprio territorio e le ‘proprie’ donne. Ora c’è da fare un passo in più: colpire per primi, perché questi sono brutali.




12 pensieri su “Difende ragazza da immigrato che gli spacca la testa a sprangate”

  1. Va riconosciuto e lodato il coraggio del ragazzo ma il suo operato e’ controproducente sul piano politico: la donna italiana massacrata avrebbe reso l’Italia molto più fascista, avrebbe dovuto fare un video delle violenze e delle angherie subite dalla connazionale e mandarlo a vox. Ora abbiamo un giovane eroe patriota con la testa rotta, ossia un dramma inutile, e se la testa rotta l’avesse avuta il negro avremmo una capretto propagandistica con l’informazione scatenata contro i nazisti. Le nostre armi sono i telefonini e le nostre donne e anziani umiliati come cristo in croce. La guerra che gli Ebrei e’ questa, dobbiamo rispondere con le loro armi, ossia suscitando pena e commozione. Si puo’ essere attivi, ossia si devono provare le angherie dei NEGRI col complice patriota nascosto a filmare. Treni, bar, no go area. Poi verranno anche i tempi dell’olio di ricino, ma adesso con la stampa che abbiamo pagano di più le botte prese che date.

  2. Non sono d’accordo per vari motivi, uso delle maiuscole improprio poi qua è un continuo subire: le forze dell’ordine, i comuni cittadini tutti le prendono da questi negri di merda, anzi di Merda, così la mia fa il paio con la vostra.
    L’olio di ricino è nella vostra fantasia, (purtroppo) un ricordo di quando eravamo padroni in casa nostra. Siamo diventati degli zerbini, ospiti scomodi nel nostro stesso paese e lo siamo per il malcostume e l’ipocrisia della non violenza, porgendo l’altra guancia, quella che ancora non ha subito l’onta del disonore.
    Io dico no! Non è questo il sistema per avere rispetto dalle bestie. L’unica falla della storia da voi raccontata è che l’italiano non era armato e guarda caso le ha prese. Il lato positivo è la reazione ad un ingiustizia.

    1. concordo Lavinia666… a malincuore ma concordo in quanto questa e’ sola l’ennesima aggressione fisica a chi cerca di fare ripsettare le regole. non sappiamo i dettagli, ma gia’ il fatto che e’ un algerino che “fugge dalla guerra” di 42 anni la dice lunga..

      1. Meglio di no. Almeno, non nei dettagli. Diciamo che ho organizzato una successione di “forti rumori” nei pressi di una “struttura” senza comunque usare materiale pirotecnico o proibito. Diciamo che il rumore potrebbe essere paragonato ad una piccola mina moltiplicato per venti ed alle tre del mattino. Ho usato la tecnica “Atocha”, quindi un paio di botti per “direzionare” le vittime dello scherzo verso i botti grossi. Si sono incazzati di brutto quando hanno capito che era solo un innocente scherzo e siccome erano passati ormai venti minuti dal primo botto c’erano già anche le forze dell’ordine. Speravo di finire sul giornale ma non mi hanno nemmeno denunciato per “procurato allarme”, che era quello a cui puntavo.

  3. Viaggi per l’Italia da nord a sud e non vedi altro che persone di colore, ben vestite, con Cell. di ultima generazione e, a far niente, sembrano stanchi, annoiati, dal far niente e pagati dagli italiani. Che bella vita questa. Se prova a farla un italiano, dopo quattro giorni lo trovano stecchito per fame. Che vita di Merda in Italia per noi italiani.

  4. Qui in Italia abbiamo molte isolette che un tempo erano adibite a carcere!
    Tra le tante ce anche l’isola di Pianosa ex carcere,dove tuttora ci so le strutture abitative.
    Allora perché questi clandestini (parassiti)
    Che arrivano , non vengono trasferiti in questa isola?
    E se è necessario si possono trasferire anche i furbetti buonisti?
    Questa sarebbe una ottima soluzione.
    Però devono lavorare per vivere , oppure farli mantenere dai signori buonisti!!!

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