Conte: “No porti chiusi: daremo lavoro a migliaia di africani”

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Ospite sabato sera di Italia 5 Stelle, la festa del Movimento 5 Stelle in corso a Napoli, Conte ha promesso: “Risolveremo il problema dell’immigrazione – ha promesso il presidente del Consiglio – non con lo slogan ‘porto chiuso'”, ma “lavoreremo per offrire a migliaia di giovani africani il lavoro”.

Se intende risolverli in Italia, con la disoccupazione di 5 milioni di italiani, è un folle criminale. Se invece intende dare questo lavoro ai giovani africani in Africa, è un ignorante, perché non è la mancanza di lavoro a farli partire, tutt’altro:

Esperta: “Non sono profughi, solo i ricchi salgono sui barconi”

«Quando sento parlare di disperati che scappano dalle bombe, a proposito degli emigranti dall’Africa subsahriana, resto abbastanza sconcertata» spiegava la professoressa Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa.

«Certo arrivano da Paesi dove la democrazia non ha raggiunto vette esemplari, e dove pure non mancano conflitti, ma salvo pochissimi casi sono Paesi che non giustificano una richiesta di asilo, e chi la inoltra infatti raramente la ottiene. Io li chiamo come si sono sempre chiamati: emigranti». Noi invasori o avventurieri (Vox).

«Se parliamo di chi arriva da paesi dell’Africa subsahariana, come il Senegal, il Ghana, ma anche la Somalia e la Nigeria e altri, lì chi fugge da guerre cerca rifugio o in zone più sicure dello stesso Paese oppure in un Paese vicino, non parte per l’Europa. Il caso della Somalia è esemplare. La diaspora somala è tra le più grandi al mondo, però centinaia di migliaia fuggono nel vicino Kenya, e da quando il governo ha sottratto ad Al Shabaab (gruppo terrorista islamico, ndr) le città più importanti, migliaia di somali cercano di rientrare in patria. Chi decide di emigrare, con tutti i rischi e le incognite che questo comporta, lo fa per altri motivi, non perchè è in pericolo di vita, o vive nel terrore di un regime spietato, e nemmeno per la miseria estrema».

«Quelli sui barconi non appartengono ai ceti più poveri della società africana. Le caratteristiche che mi sembrano accomunarli sono: giovani, in prevalenza maschi, sicuramente scolarizzati anche con titoli di studio da scuola media superiore, in grande maggioranza partiti da centri urbani dove avrebbero potuto continuare a vivere, in situazioni che magari ai nostri occhi sembrano invivibili, ma che in Africa rappresentano già un traguardo rispetto alle centinaia di milioni di persone realmente in miseria».

«E poi sono attirati dalla propaganda che dipinge l’Italia e altri paesi europei come l’Eldorado, posti dove risolveranno tutti i problemi, troveranno un lavoro e il benessere. Questo è un aspetto poco considerato, ma come per altre attività redditizie anche il business del traffico di emigranti non aspetta il cliente, se lo va a cercare. E la propaganda è talmente forte ed efficace che i governi, come quelli dell’Etiopia, Tanzania, Mali e Nigeria stanno provando a combatterla con campagne di dissuasione. Nelle strade si trovano grandi manifesti con scritto «Il nostro Eldorado è il Mali», mentre in Nigeria può capitare di vedere un manifesto con un uomo che, sullo sfondo un aereo in volo, dice ad una ragazza: «Ti trovo un lavoro in Italia». E sotto: «I trafficanti di uomini conoscono molti trucchi. Rifiuta!».

I trafficanti vendono speranze per 3-4mila euro a testa: «Anche di più, quelle sono le cifre per chi parte già nei pressi del Mediterraneo, ma tanti partono da molto più lontano, e pagano di più».

«Il fatto che possano pagare cifre molto alte dimostra appunto come, in molti casi, non siano i poveri a partire ma chi è al di sopra della soglia di povertà».

Come ricordato dalla professoressa, i sedicenti profughi pagano oltre 5mila euro a testa per essere traghettati.

Ora. Ricordiamo, che 5mila euro nei paesi dai quali questi signori provengono, equivalgono, a parità di potere d’acquisto, a cifre considerevoli.

Prendiamo il caso del Ghana, una delle maggiori ‘fonti’ di clandestini. E nemmeno il paese più povero tra quelli citati.

Con un euro si prendono circa 3 Cedi – la moneta del posto -, quindi, 5mila euro valgono 15mila cedi. Lo stipendio mensile medio in Ghana è di circa 120 Cedi per un operaio, e circa 300 Cedi per un impiegato: diciamo mediamente 200 Cedi. Visto che in Italia lo stipendio medio è inferiore ai 1.300 euro, facciamo una proporzione:

15.000 : 200 = X : 1.300

Che è quanto, in proporzione allo stipendio italiano, si dovrebbe pagare per essere traghettati dall’Africa all’Italia. Questa cifra ci descrive perfettamente quale sia il reale livello di benessere all’interno dei propri paesi, di questi ‘disperati’ in fuga. Eccola: sono 97.500 euro. Quindi i cosiddetti ‘disperati’ hanno, a parità di potere d’acquisto, circa 97.500 euro per pagarsi il viaggio in Italia. Non proprio dei ‘disperati in fuga’.

Perché in realtà, come dice la professoressa, questi invasori sono figli delle classi medio-alte dei propri paesi: i poveri non viaggiano, non ne hanno i mezzi. Perché gli scafisti africani, a differenza d quello che vive al Quirinale, si fanno pagare dagli immigrati in moneta sonante.

Quanti italiani avrebbero 97.500 euro per pagare uno scafista?

E, nel caso di immigrati da Somalia, Eritrea o altri, tutti paesi più poveri del Ghana, questa cifra sarebbe ovviamente ancora più alta. Parliamo in quel caso di vere e proprie classi ricche che lasciano quei paesi. Che ora, tra l’altro, non sono più nemmeno in guerra da anni.

E allora come mai, questi clandestini, che nei loro paesi sono benestanti, decidono di venire a rompere in Italia ed Europa? Perché vogliono stare ancora meglio, che, per carità, è un istinto umano, ma visto che questo loro ‘desiderio’ collide con il nostro diritto a non impoverirci, a vivere sicuri, senza clandestini e con le nostre tradizioni, allora dobbiamo mettere il nostro diritto davanti al loro desiderio. Perché non sono ‘disperati’ come i media vogliono darci ad intendere, sono solo individui ricchi in cerca di più ricchezza. La cerchino altrove, perché qui ce n’è rimasta poca anche per noi.

Nel caso di quei clandestini che pagano ‘solo’ 3mila euro, la ‘X’ sarebbe, a parità di potere d’acquisto, pari a circa 60mila euro: chi di voi ha 60mila euro ‘cash’?

E non cambierebbe nulla nemmeno se fossero ‘solo’ 1.000 euro: 20mila euro cash vi pare una cifra da disperati?




5 pensieri su “Conte: “No porti chiusi: daremo lavoro a migliaia di africani””

  1. Sono ‘quasi’ convinto che solo il crollo totale delle istituzioni porterà ad una palingenesi. L’alternativa è che Salvini ed epigoni nel resto d’Europa prendano il potere per i prossimi 30 anni, ma lo ritengo improbabile per vari motivi, non ultimo l’ormai massiccio regalo di cittadinanze fatto a popolazioni straniere in tanti paesi europei. Le attuali istituzioni corrotte e prive di nerbo hanno ancora forze armate potenti, ma ormai in quasi tutti i paesi europei sono sempre più professionali, buone per operazioni ‘chirurgiche’ di forze speciali, ma inutili nelle grandi guerre e sollevazioni di massa come ritengo avverranno in tempi non lontani. Immagino che tra pochi decenni, o anni forse, le lotte tra gang immigrate più o meno organizzate, per il controllo del territorio, si farà sempre più aspro ed alla fine i nostri governi cadranno sotto i colpi dell’instabilità. Forse si rinchiuderanno nei loro palazzi, ben protetti, ma perderanno il controllo del territorio e della popolazione. Forse sarà un bene. I liberi cittadini dovranno prepararsi a difendere le loro vite e quelle delle loro famiglie perché nessuno li aiuterà, e da lì, ricostruire le identità nazionali, ma ciò che verrà dopo, se non vinceranno ‘loro’, sarà per forza di cose molto diverso da ciò che vi era prima. E qualcuno alla fine dovrà essere portato alla sbarra di una nuova edizione di Norimberga per rendere conto del male fatto ai popoli europei, per favorire la loro folle ideologia mondialista che ci vorrebbe tutti mulatti in un’unica cultura globale, che significa nessuna identità. Credo abbiano fatto male i conti sperando di mettere il guinzaglio a forti culture tradizionali come quelle africane e nere o orientali. Forse potevano ‘assorbirne alcuni milioni, o almeno credo fosse l’idea, ma si riproducono come conigli ed assorbire centinaia di milioni di individui, sempre più estremisti per giunta, ovvia reazione alla propaganda mondialista, sarà impossibile per certi ‘signori’. Manca solo la scintilla, arriverà da sola tra pochi decenni, al più tardi, o improvvisamente, in caso di guerra esterna tra stati. Gli stati europei non sono minimamente in grado di reggere l’urto di una guerra totale come furono la prima e la seconda guerra mondiale, le società non combatterebbero, tutto si disgregherebbe in pochi mesi.

  2. Non a caso, quel Conte è uno dei golpisti, e dovrebbe stare a vita in una cella accanto a quella di Mattarella.
    Sarebbe tempo di ricordare l’insegnamento della Storia: a suo tempo i partigiani slavi hanno saputo dove scaraventare giù invasori e oppressori, facciamolo anche noi.

  3. Chi parla cosi’ credo che non abbia nessuna intenzione di rispondere ai cittadini alle urne.Evidentemente e’ convinto che in Italia non si votera’ mai piu’,o forse ha qualche arma segreta che noi non conosciamo.

  4. Attenzione… e cerchiamo di essere obbiettivi: queste frasi sono state estrapolate da un intervento fatto da conte ad una manifestazione dei coldiretti in cui paventava la possibilita’ di lavoro per gli africani nel loro paese.
    lungi da me simpatia per conte ma la trasparenza che invochiamo non puo’ basarsi su articoli che alla fine si riveleranno a favore di chi le ha dette potendo magari smentirle in un contesto mediatico molto piu’ ampio. Vox, bisogna controllare le notizie prima di pubblicarle…

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