Di Maio non ferma export armi verso Turchia: “Ci pensi UE”

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L’Italia chiede all’Unione europea di bloccare la vendita di armi alla Turchia dopo l’offensiva militare contro i curdi nel nord-est della Siria.

Dopo che Olanda, Norvegia, Finlandia e da ultimo la Germania hanno annunciato il bando delle forniture militari verso Ankara, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio da Napoli, dove si trovava per festeggiare i dieci anni del Movimento 5 Stelle, ha spiegato quale sarà la linea che porterà lunedì al suo primo Consiglio degli Affari Esteri a Lussemburgo.

Ipocrita. Gli altri hanno annunciato il bando, lui e i suoi non lo fanno e chiedono alla Ue di farlo. Come sulla Cittadinanza sposta la responsabilità su altri.

Gli attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta “Basta armi al Governo turco”. Di Maio ha preso la palla al balzo per sostenere la richiesta: “Con me sfondate una porta aperta: basta armi alla Turchia”.

Ma lo deve decidere la Ue. E poi: perché alla Turchia no e all’Arabia Saudita che sta sterminando migliaia di bambini in Yemen sì?




3 pensieri su “Di Maio non ferma export armi verso Turchia: “Ci pensi UE””

  1. Avevo capito che i Kurdi facevano parte del piano Israeliano di distruggere e ricomporre gli stati arabi su linee etniche, e che il Kurdistan serve solo a spezzare la Siria e minacciare la Turchia; i Kurdi erano alleati degli USA anche, per scomporre sempre la Siria insieme agli altri gentiluomini dello stato islamico. I kurdi ora verranno massacrati dai Turchi? La soldataglia Turca sfinirà di stupri le fiere soldatesse Kurde? O, come mi dispiace…

  2. Beh, visto che il “sultano” voleva una bella striscia di terra con tre città e forse non ha la paglia per prenderne nemmeno due direi che è la solita diachiarazione da spaventapasseri. Alle volte mi chiedo se questo tizio sa che lavoro fa.

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