Marocchino morto di freddo, italiano condannato a 8 mesi perché non lo cura

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Funzionario della Croce Rossa condannato perché non ricovera nella sua struttura un marocchino

È stato condannato a 8 mesi di reclusione (pena sospesa), l’allora lavoratore della Croce rossa finito a processo in seguito alla morte di Mohamed Hamed, 43 anni, il clochard deceduto per malnutrizione e freddo la notte del 22 gennaio 2018, tra le mura fatiscenti dell’ex piscina del parco della Pellerina. L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Mattalia, è stato assolto «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di omissione di soccorso, ma condannato per omissione d’atti d’ufficio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Barbara Badellino, l’uomo non si sarebbe attivato nonostante fosse stato informato da altri due immigrati dello stato di salute della vittima. Che però, fu la versione difensiva, aveva rifiutato il ricovero nella struttura della Croce rossa. «Siamo soddisfatti per l’assoluzione dall’omissione di soccorso — dice l’avvocato Mattalia — e ora aspetteremo le motivazioni».

Assurdo. Uno viene in Italia dal Marocco e va ad occupare un edificio pubblico, ti condannano perché non l’hai curato.

Un tribunale serio condannerebbe chi l’ha fatto entrare in Italia senza un lavoro, chi l’ha traghettato sulle nostre coste e poi scaricato, semmai.




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