Pamela morta per nulla, procura chiede archiviazione per i ‘profughi’ nigeriani

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La procura di Macerata, che in teoria dovrebbe rappresentare l’accusa, ha deciso di chiedere l’archiviazione per Lucky Desmond e di Awelima Lucky. Il gip si è riservato la decisione.

Quello che però i parenti della ragazza uccisa e fatta a pezzi a Macerata sperano di non dover affrontare è una chiusura “rapida” di un omicidio “diabolico”. “Questo è il processo del secolo e va celebrato fino in fondo – dice al Giornale.it Marco Valerio Verni, legale della famiglia e zio di Pamela – Dalla procura mi sarei aspettato più coraggio. Non è possibile archiviare senza cercare di conoscere tutta la verità su quanto successo”.

Secondo la procura, Oseghale avrebbe fatto tutto da solo. Lui l’unico responsabile della morte di Pamela. Decisione contestata dalla famiglia, che si è opposta: “Onestamente su Awelima non sono emersi elementi particolari, ma su Desmond abbiamo sospetti e vorremmo che venissero fugati”.

Secondo l’accusa, invece, i due un tempo imputati sarebbero ‘solo’ i soliti ‘normali’ profughi spacciatori. Già per questo condannati. Spacciatori che, casualmente, almeno nel caso di uno dei due, condividevano la stanza di hotel con alcuni degli spacciatori colpiti da Luca Traini durante il suo raid.

Secondo Verni, avvocato della famiglia e zio di Pamela: “Oseghale non può aver fatto tutto da solo. Mi chiedo perché Osegale si sia impegnato 6-8 ore per depezzare chirurgicamente il corpo di Pamela per poi abbandonarlo sul ciglio della strada dove avrebbero potuto trovarlo un secondo dopo. Non ha senso”. L’obiettivo dei parenti di Pamela non è quello di “mettere in mezzo a tutti i costi qualcun altro che magari non c’entra”, ma avere la certezza che effettivamente sia così. Evitare cioè “che ci sia una dissonanza tra verità storica e verità processuale”. Il rischio c’è. “Le indagini, secondo noi, sono state lacunose sotto diversi aspetti”, attacca Verni. Un esempio su tutti: “Le sembra normale che non abbiano messo una microspia nella cella di Oseghale?”.

“Oseghale ha lo ha indicato come corresponsabile – spiega l’avvocato – e alcuni elementi sono stati raccontati anche da un collaboratore di giustizia e da un carcerato (ex poliziotto) che era in cella con il nigeriano”. Per la difesa di Desmond si tratta di “testimoni non attendibili”. Ma se le versioni dei teste non sono ritenute veritiere dalla procura, allora – si chiede Verni – “perché non sono stati indagati o denunciati per calunnia, Oseghale in primis?”.

“La richiesta di archiviazione del pm è sbagliata – attacca il legale – si fonda, secondo noi, su presupposti che contraddicono alcuni atti di indagine e dibattimentali, emersi nel processo principale. E non solo”.

“Al di là del coinvolgimento di Desmond, noi insistiamo affinché la procura di Macerata invi la documentazione alla Direzione Distrettuale Antimafia perché dalle indagini sono emersi, secondo noi, degli indizi che permettono di sospettare che i tre nigeriani facciano parte di una associazione mafiosa”. Perché è solo scoperchiando “la ferocia” della mafia nigeriana che, conclude Verni, “riusciremo a non rendere inutile il martirio di Pamela.”

Ma è questa ferocia che non si deve conoscere. Perché l’ha fatta entrare in Italia il Pd, traghettando con le Ong oltre 80mila nigeriani negli anni di governo: e ora vogliono ricominciare.




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