Nessun pietismo per chi sale su un barcone e pretende di essere ‘accolto’

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L’unico modo per evitare i morti in mare è bloccare i barconi prima che partano. A noi, a differenza di ong e buonisti, non piace contare i cadaveri dei clandestini, a noi piace sapere che stanno a casa loro.

Ma quando vi mostrano le immagini pietose di un barcone naufragato, pensate che anche Oseghale è stato su uno di quei barconi. Che anche lui è arrivato così:

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Perché sui quei barconi ci sono clandestini se va bene, spacciatori, stupratori e assassini se va male. Nessuno li ha costretti a salirci per venire, pagando migliaia di euro, in Italia. Senza che nessuno ce li voglia.

Chissà quanti di quelli presenti sul barcone rovesciatosi a diverse miglia da Lampedusa erano buoni.

E da ieri è ricominciata la propaganda. Gli italiani, secondo i media di distrazione di massa e quell’assurda cosa che si fa chiamare governo, dovrebbero sentirsi in colpa perché degli adulti che nessuno ha chiamato sono saliti, pagando, su un barcone per venire a casa nostra: non richiesti.

I media di distrazione di massa si stanno scatenando col solito falso piagnisteo dei ‘migranti morti in mare’: come se li avessimo costretti noi a pagare migliaia di euro per ‘fuggire’ dalla noia in Nigeria e Pakistan per imbarcarsi in Libia.

Ma noi ce ne freghiamo. Noi siamo in lutto ogni qual volta un mezzo da sbarco carico di clandestini, meglio sarebbe definirli ‘invasori’, approda entro i nostri confini. E il lutto spesso si trasforma in totale disgusto per le immagini di presunti militari tutti intenti a facilitare l’invasione.

E’ disgustosa è la propaganda che si costruisce su questi eventi. Tutto per ricreare le condizioni di un massiccio traghettamento di clandestini in Italia stile ‘Mare Nostrum’.

Questa è gente che sa di non essere benvenuta né cercata, nei paesi nei quali è diretta, ma forza questi paesi all’accoglienza attraverso l’uso strumentale della pietà. E funziona. Con alcuni.

Nei loro ‘carichi’, gli scafisti mettono sempre qualche donna – a proposito, ma non era ‘sessista’ definire la donna come ‘diversa’ dall’uomo? – e un gruppetto di bambini: come scudi umani. E i giornalisti sono sempre solerti a fare da megafono alla propaganda degli scafisti: “sono 300 ‘migranti’, tra loro anche donne e bambini”, è la frase tipo che accompagna ogni sbarco. Media che sono complici di questa invasione nel dare le notizie in ‘un certo modo’, nel nasconderne alcune, e nell’amplificarne altre.

Questa è gente che nel 99% dei casi, è stato dimostrato, non viene qui per fuggire da guerre, ma per spacciare o, al massimo, migliorare la propria posizione già ottima in patria: sennò non avrebbero i soldi per imbarcarsi. Legittimo per loro, dannoso per noi che dobbiamo mantenerli e subirne l’esportazione di crimini e degrado. Nonché l’effetto calmiere in un mercato del lavoro che, certo, non ne avrebbe bisogno.

IL TRENO DELLO IUS SOLI – “Questo treno è nostro”, ecco il video nel quale i migranti, tra i 17 e i 27 anni, tutti arrivati coi barconi, minacciano più volte e poi aggrediscono i passeggeri. A pugni e sputi:




4 pensieri su “Nessun pietismo per chi sale su un barcone e pretende di essere ‘accolto’”

  1. Ne sono così “dispiaciuta” … che ribalto la frase che si usa vergognosamente verso i nostri italiani dell’arma quando muoiono per colpa dei clandestini

    Non li abbiamo chiamati noi, quindi chi se ne frega

  2. Ai barconi avrei intimato di girare la prua, se continuavano facevo fuoco…ma quale pietà! Chi c’è c’è. Sono nemici affondiamoli, siluriamoli. Questo sin da subito, dovevamo proteggerci.

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