Bergoglio si fa montare barcone di immigrati in Piazza San Pietro

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In piazza San Pietro è approdato un barcone di clandestini. Una ‘scultura’ in bronzo voluta da Bergoglio per simboleggiare il piano a lungo termine supportato dall’attuale Papa: meticciare l’Europa attraverso l’immigrazione.

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In questi giorni in Vaticano qualcuno si era allarmato per la presenza di questo obbrobrio sia artistico che simbolico che sfregia una piazza unica la mondo, un gioiello del rinascimento pensato da Bernini per celebrare la grandiosità del luogo e immaginare l’abbraccio ideale alla folla dei fedeli.

La statua però verrà spostata all’interno del Vaticano, in uno spazio apposito, ancora da individuare dentro ai giardini. Dove se la potrà gustare solo Bergoglio. Visto che, dentro il Vaticano, circondato da alte mura, non entra nessuno senza permesso.

L’enorme opera di bronzo è stata realizzata da uno scultore canadese Timothy Schmaltz, che ha realizzato per Bergoglio anche la scultura bronzea che raffigura un barbone che dorme su una panchina e che ora fa è nelle vicinanze della casa del cardinale Konrad Kraiewski, l’elemosiniere pontificio noto per avere riattaccato la luce in uno stabile occupato a Roma da centri sociali e immigrati.

Pensate, in Vaticano, in assenza di barboni veri, che respingono a Roma, se li devono fare scolpire. Ridicoli.

E l’idea di far realizzare la statua sui clandestini sembra sia stata proprio di Kraiewski. In ogni caso resta un’opera oscena dedicata all’invasione dell’Italia. A dimostrazione che la Chiesa di Bergoglio è sempre più un “altro Cristianesimo”, una sue perversione. Un’eresia.

Urge una seconda breccia a Porta Pia. Stavolta definitiva.




Vox

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