Arriva legge Boldrini per dare la cittadinanza a 800mila immigrati

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Alla Camera riparte in commissione Affari costituzionali l’esame della legge sulla cittadinanze che introduce il cosiddetto ius culturae. Lo dice il presidente della commissione Giuseppe Brescia (M5s), che sarà anche relatore alla riforma. L’esame riprenderà giovedì 3 ottobre. Il testo, a prima firma Laura Boldrini, era stato incardinato in quota opposizioni (Leu) nell’ottobre 2018 e il relatore era Roberto Speranza, ora divenuto ministro.

Hanno fretta.

Ius Culturae è il nuovo nome che il Pd ha dato allo ius soli. E il partito del ribaltone, al governo per la quarta volta in sei anni senza voto popolare, ha già iniziato a raccogliere le firme per la proposta di legge. Per dare la cittadinanza a centinaia di migliaia di immigrati.

Il governo svela il piano: cittadinanza ai figli degli immigrati in tempo per farli votare

“In Italia la cittadinanza segue il principio dello ius sanguinis: sei italiano se almeno uno dei genitori è italiano – si lementano i militanti del Partito Democratico – Un bambino nato da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza ‘solo’ dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento è rimasto in Italia legalmente e ininterrottamente. La condizione dei ragazzi è legata a quella dei genitori e al loro permesso di soggiorno”.

Giuseppe Brescia, presidente di 5 Stelle in Commissione Affari costituzionali alla Camera è d’accordo. “Io credo che sia arrivato il momento di ragionare sullo Ius culturae, che ritengo una norma di civiltà – spiega il deputato del Movimento in una intervista a La Stampa -: un bambino nato in Italia da genitori che siano regolarmente residenti da un certo periodo di tempo nel nostro Paese, che abbia completato un ciclo di studi in Italia, si può ritenere italiano”. Come i terroristi islamici di Bruxelles e Parigi.

“Già a marzo scorso il presidente Giuseppe Conte si era espresso negli stessi termini, auspicando che il Parlamento si potesse esprimere sulla materia nonostante non fosse nell’accordo di maggioranza – ricorda ancora Brescia -. È una questione che si trascina da molti anni ma non se ne è fatto mai niente, forse perché è ritenuta una misura impopolare. Governi di centrosinistra, lo stesso Pd, non sono mai passati dalle parole ai fatti. Ma io ritengo sia una norma giusta”, risponde. Ius culturae e non Ius soli, dunque. “Credo che lo Ius culturae sia un punto di caduta più equilibrato su cui ragionare, anche considerando che nel M5s molti hanno sensibilità diverse su questo tema”. “Noi come Movimento quando ci sono temi divisivi di solito ci affidiamo alla democrazia diretta attraverso la piattaforma Rousseau: per un tema così importante si potrebbero interpellare gli iscritti. Decidere con loro, così come è stato fatto il nuovo governo”.

Ma certo, non interpelliamo gli italiani, interpelliamo i presunti iscritti al sito di Casaleggio: siete criminali fuori di testa che non hanno idea di cosa sia la democrazia.

Vogliono rendere italiani, con un colpo di penna e con il voto di un Parlamento che rappresenta una minoranza di invasati, 800mila figli di immigrati. I futuri persecutori dei vostri figli.

Il piano è ambizioso e criminale: dare la cittadinanza a qualche centinaio di migliaia di figli di immigrati in tempo per le prossime elezioni. Che loro sperano siano nel 2023.

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Praticamente tutti i terroristi islamici, a parte quelli arrivati sui barconi come ‘profughi’, erano figli di immigrati nati e cresciuti in Paesi europei. E tutti con cittadinanza.

L’obiettivo dovrebbe limitare al massimo l’ingresso di figli di immigrati, abrogando i ricongiungimenti familiari, e l’acquisizione della cittadinanza, come Salvini aveva iniziato a fare dimezzandole in 14 mesi. Invece, questi vogliono fare il contrario. Sono criminali. Nemici.

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l relatore sarà Giuseppe Brescia (M5s), presidente della commissione. Nell’ottobre 2018 il testo, a prima firma Laura Boldrini, infatti, era già stato incardinato in quota opposizioni (Leu). Ma di cosa parla questo fantomatico testo? Di ius culturae, di dare la cittadinanza italiana ai figli di immigrati.

“In commissione arriveranno altre proposte di altri gruppi – osserva Brescia – tra cui anche quella del Movimento 5 stelle e le esamineremo. Personalmente credo che lo ius culturae possa rappresentare una soluzione ragionevole, anche perché mette al centro le nostre scuole come potente fattore di integrazione. Spero che la politica tutta maggioranza e opposizione, si dimostri all’altezza di un dibattito che chiama in causa diritti e doveri, appartenenza e inclusione”.

M5S e Pd, quindi, stanno lavorando per permettere l’introduzione dello ius culturae, il principio del diritto per cui i figli di immigrati acquisiscono la cittadinanza italiana, a patto che ne abbiano frequentato le scuole o vi abbiano compiuto percorsi formativi equivalenti per un determinato numero di anni.

E visto che se ne discute e che arriva il primo spint iniziale, i gialli e i rossi iniziano a cantare vittoria perché “il trattamento riservati ai migranti sta cambiando”. “Siamo ancora all’inizio – continua Brescia – ma credo si possa lavorare per introdurre lo ius culturae, legando la cittadinanza alla positiva conclusione di un ciclo di studi, e non alla sola frequenza. Serve una discussione che metta all’angolo propaganda e falsi miti, guardi in faccia la realtà e dia un segnale positivo a chi si vuole integrare”.

Al pensiero grillino segue a ruota quello democrat. “Non abbiamo molto scuse. Se tutti crediamo in quel che abbiamo dichiarato in questi anni lo ius soli si può fare”, dice Matteo Orfini, parlamentare del Partito democratico, in un post su Fb elencando le posizioni a favore dello ius soli espresse da esponenti del centrosinistra nella scorsa legislatura da Renzi a Delrio a Zingaretti. “Se per tagliare i parlamentari ci vogliono solo 2 ore, come dice spesso Di Maio, per fare lo ius soli ci vogliono solo pochi giorni. Pochi giorni – prosegue – per restituire un diritto negato a tante persone. Ieri ho fatto una proposta e sono stato attaccato da Salvini, da Fontana, dalla Santanchè, dalla Meloni, dalla Gelmini. Che ne dite, lo facciamo o ci spaventiamo di Salvini?”

Tutta l’ala rossa, gialla e della Cei, quindi, si dice entusiasta per la proposta. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si lascia pure scappare che “lo Ius culturae è da promuovere, perché l’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto”.

La prima cosa a cui si interessano? Aprire i porti, tassare le merendine e svendere la nostra cittadinanza agli immigrati. Questo governo abusivo va abbattuto senza pietà.




5 pensieri su “Arriva legge Boldrini per dare la cittadinanza a 800mila immigrati”

  1. Voto agli Africani!!!!E’questo il loro scopo,ma che gli frega dei barconi o delle Coop che guadagnano, questi sinistri sono minoranza elettorale,con il voto ai migranti rovesceranno i risultati.

  2. Beh, se si tratta di immigrati islamici, dubito fortemente che costoro voteranno PD come “ringraziamento” per averli naturalizzati ed ottenuto il diritto di voto. Un partito che sostiene le unioni gay, le adozioni gay, l’eutanasia, che difende l’aborto e il divorzio, può mai avere il consenso di costoro, visto che anche per i più “laici” la legge coranica viene prima di ogni cosa? Propendo per il no, e che piuttosto si faranno il loro partito di raccolta.

    Quanto allo ius soli mascherato con lo ius culturae, cosa dire, se non che l’attuale legge sulla cittadinanza n. 91/1992 – uno ius sanguinis combinato ad elementi dello ius soli -è già di per sé generosa, e che un’eventuale modifica in ius soli integrale sarà una catastrofe, perché porterà tanti stranieri ad essere “cittadini italiani” solo nella carta, ma per tutto il resto legati ai propri paesi d’origine.

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