Un’altra Ong torna in Libia: nuovo governo libera Open Arms

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Senza Salvini tutte le Ong hanno campo libero:

Oltretutto viene anche a rifornirsi in Italia. Perché se va in Spagna rischia il blocco e la multa. Il governo Pd-M5s è eversivo.

La nave era stata bloccata dal Viminale:

Magistrati dissequestrano Open Arms, ma Salvini non la fa partire

Secondo il deputato spagnolo di Vox ed ex generale della marina, Agustín Rosety Fernández de Castro, l’ong Open Arms pattuglia le coste libiche alla ricerca di barconi di clandestini con l’unico intento di scaricarli poi in Italia.

Perchè, sempre secondo il deputato spagnolo, questo per loro è un vero business e grazie a questo ottengono sovvenzioni private e pubbliche.

Dei circa 3,5 milioni ricevuti dal 1 Settembre del 2017 al 1 Settembre del 2018 circa il 90% proviene da donazioni private ( delle quali l’associazione del finanziere Soros fa la parte del leone) ed il 10% deriva da aiuti istituzionali. Proprio a tal proposito sta destando, in queste ore, molto clamore la notizia secondo cui i municipi di Madrid e di Barcellona avrebbero sovvenzionato la Ong con 700.000 euro per effettuare il recupero di immigranti illegali, contravvenendo a quelle che sono le regole di Bruxelles e dei governi spagnoli ed italiani.

La nave “Open Arms” non è abilitata al salvataggio, per questo rifiuta il ritorno in Spagna, l’attendono confisca e multa da 1 milione di dollari.

Il direttore di Frontex Fabrice Leggeri ha accusato la “Open Arms” di essere “ una associazione a delinquere per facilitare la immigrazione clandestina.” La ex sindaca di Madrid Manuela Carmena solo nel 2017 finanziò la fondazione “Pro Activa Open Arms” con più di 70.000 euro con il proposito di finanziare il recupero di immigranti che transitano sulla rotta Libia-Italia. La risoluzione porterebbe la firma di Javier Martin Nieto vicedirettore generale della cittadinaza, per conto e nome della sindaca. Allo stesso tempo, solo dal sindaco di Barcellona, Allo stesso tempo dalla sindaca di Barcellona Ada Colau, l’ONG ha ottenuto nel 2019 una sovvenzione di 497.020 euro per il progetto “Protecció per presència, rescat humanitari i comunicació d’emergència”. In questo modo, si finanziava un terzo della missione di 1,4 milioni. A questa cifra, secondo alcuni media catalani, vanno aggiunti circa 100.000 euro del precedente esercizio 2018. Sembra evidente perciò come tutte queste sovvenzioni, secondo quanto denunciato anche dalle forze di opposizioni in giunta municipale, siano irregolari, considerando anche che la Open Arms ha subito già due confische dal governo italiano. Inoltre sia Spagna che Italia hanno multato la medesima Open Arms, per quella che viene considerata a tutti gli effetti una azione illegale di trasporto di clandestini dalla Libia alle coste italiane e spagnole. D’altra parte la fondazione spagnola creata dal catalano Oscar Camps, da sempre rifiuta di rendere pubblici i propri conti, pur maneggiando grandi quantità di denaro.

Secondo quanto riferisce il giornale spagnolo OkDiario, lo stesso Camps pagherebbe 4000 euro al mese per due mutui accesi alla Deutsche Bank, per finanziare l’acquisto di un chalet di lusso, con piscina e palestra personale, poco fuori Barcellona, e una palazzina a Girona:

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Solo nell’ultimo anno da organizzazioni spagnole avrebbe ricevuto, infatti, quasi 1 milione di euro. Buona parte di questo denaro proviene dal Fons Català de Cooperació al Desenvolupament (Fondo catalano per la cooperazione allo sviluppo), un ente pubblico formato dall’unione di 287 consigli comunali catalani, 14 consigli regionali e quattro consigli catalani, tra gli altri. Secondo il suo statuto, la sua missione è di finanziare azioni umanitarie con denaro proveniente dalle casse comunali “nei villaggi dei paesi più svantaggiati”.

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Nel 2018, Proactiva Open Arms ha ricevuto sovvenzioni dal Fondo catalano per le operazioni di “salvataggio marittimo” nel Mediterraneo centrale, sulla rotta di Malta, nell’ambito della missione nota come Astral. La maggior parte dei comuni partecipanti fa parte del movimento per l’indipendenza in Catalogna.

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Che secondo inchieste giornalistiche collaborano con gli scafisti.




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