Milizie nigeriane in Italia armano i ‘profughi’ per la guerriglia: e il governo riapre i porti

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La Mafia nigeriana è arrivata sui barconi, traghettata in Italia da Pd e Ong:

“Bande di immigrati si stanno appropriando di intere aree del territorio e si stanno preparando alla guerriglia etnica in stile africano”

“Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano”, a rivelarlo un articolo del “Times” del 29 giugno 2017, a cui si sono aggiunte pubblicazioni del “The Guardian” dell’agosto del 2018. Parlano di gang criminali nigeriane e centrafricane che operano in Italia, già soprannominate dall’intelligence britannica “I Vichinghi”:

“I membri sono soliti portare il machete come arma – riferiscono le fonti britanniche – hanno prima controllato il traffico di esseri umani, ed oggi usano il capoluogo siciliano come punto d’approdo e smistamento in Italia per centinaia di migliaia d’immigrati clandestini”.

Secondo la stampa inglese il territorio italiano sarebbe ora a forte rischio di “tribalizzazione territoriale”, ovvero le bande di migranti potrebbero appropriarsi di aree e difenderle come usano fare nelle zone del centro Africa già attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali.

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Rodolfo Ruperti, capo della polizia di Palermo, aveva dichiarato al Times che “la gang dei Vichinghi è sorta mentre la polizia sgominava l’organizzazione dell’Ascia Nera (struttura mafiosa nigeriana in Italia): quando elimini una gang, subito altre vengono a colmarne il vuoto”. Secondo le fonti britanniche si sarebbe ormai a cospetto di “organizzazioni molto gerarchiche, con capi presenti in ogni città”.

Il rischio secondo gli inglesi è che, messi alle strette (o progettando una supremazia sugli italiani) potrebbero anche armare i centri d’accoglienza, e coloro che vivono nei palazzi occupati, per fronteggiare le forze dell’ordine in eventuali focolai di guerriglia urbana: l’esempio dello sgombero nei pressi di Roma-Termini avrebbe potuto avere di queste conseguenze.

L’ulteriore restrizione dei flussi migratori verso la Gran Bretagna sarebbe stata operata dal governo di Londra dopo le relazioni dell’intelligence. Di più, il caso italiano sarebbe oggetto di studio e preoccupazione, al punto che Scotland Yard avrebbe consigliato maggiore controllo sui voli in entrata dall’Italia, e perquisizioni accurate sui vettori su rotaia e gomma che attraversano il canale. Dal canto loro i francesi hanno già in due occasioni fronteggiato gruppi paramilitari nelle banlieue parigine, ricorrendo all’esercito in supporto alla Gendarmerie.

Ma la politica italiana sarebbe quella di non allarmare la popolazione circa il rischio d’assalti da parte di gruppi “paramilitari extracomunitari”. Anche se bande sudamericane avrebbero già il controllo d’una decina di edifici a Milano e d’una zona non ben definita a Genova. Va rammentato che lungo l’Adriatico sarebbero già state segnalate bande di africani. Qualche funzionario di polizia ventila che ordini superiori avrebbero minimizzato il fenomeno, etichettandolo come ininfluente sotto il profilo dell’ordine pubblico. Evidentemente necessita attendere che si manifestino con i fatti, e cioè non basta qualche stupro o rapina per gridare al fenomeno diffuso.

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Occorre che bande paramilitari di migranti assalgano aziende agricole e piccoli centri rurali, che s’approprino arma alla mano di pezzi del Paese… allora forse lo Stato democraticamente sonnacchioso si desterà, forse proponendo di dialogare con gli eventuali nemici. Il Papa ci dirà di perdonare loro ogni peccato, ma soprattutto qualcuno ci rammenterà che prima di tutto sono rifugiati politici.

Così, il giornale inglese di sinistra Guardian. Prima dell’avvento di Salvini abbiamo importato una massa di sedicenti profughi con traghettamenti quotidiani dalla Libia, rifornendo queste bande criminali nigeriane in particolare, e africane in generale, di nuovi accoliti. Di soldati. Di sempre nuova manovalanza criminale.

Tanto che ora possiamo parlare di ‘bande paramilitari’ che iniziano a controllare il territorio e a creare enclave etniche che difendono con le armi. A quando la richiesta di indipendenza guidata da un imam di Boko Haram nei dintorni di Castel Volturno, già oggi occupata da decine di migliaia di clandestini africani?

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I criminali che erano al governo e che ora sono tornati, hanno creato le condizioni per una brutale guerra etnica che insanguinerà la penisola. L’unica speranza è rimpatriare il mezzo milione di clandestini che è la spina dorsale di queste bande di criminali africani che occupano il territorio. Invece hanno riaperto i porti.

Con la Ocean Viking che sbarcherà a Messina i 182 clandestini recuperati in tre diverse occasioni in Libia.
Portando il totale a circa 2mila clandestini sbarcati in soli 22 giorni di governo Pd-M5s.

Già oggi, per evitare la guerriglia delle bande paramilitari che occupano intere palazzine e quartieri (noto il caso delle palazzine olimpiche di Torino), le cosiddette autorità pagano i ‘migranti’ per ‘stare buoni’ e regalano loro case. Minniti lo disse: trovare case prima di sgomberarli.

Stiamo creando piccole Gaza sul nostro territorio ‘grazie’ al delirante e criminale progetto targato PD-Vaticano-Casaleggio di ‘ripopolamento’ del territorio. Verrà il giorno in cui la guerriglia deflagrerà, e allora i patrioti avranno libertà di liberare il territorio. Sarebbe intelligente liberarlo prima. La guerra non è in Africa, è nelle nostre città: dobbiamo metterci in testa di combatterla.

Il Pd, dal 2013, ne ha scaricati in Italia quasi 100mila di nigeriani, quasi tutti arrivati sui barconi: è come se avessimo traghettato un esercito ostile in Italia.

Fino al 2013, anno in cui il Pd ha preso in mano il governo da solo, con un golpe di palazzo, i nigeriani non erano nemmeno tra le prime dieci nazionalità di ingresso. Poi il boom. In un crescendo che ne ha portati nel 2017 quasi 30 mila in un solo anno. Come se volessero accelerare questo trasferimento in vista dell’arrivo di un nuovo governo.

Ma nessuna procura si è mai sognata di indagare su questo.

Se fosse un processo, l’accusa evidenzierebbe il fatto che per favorirne la permanenza in Italia, dopo averli traghettati, la stessa parte politica aveva inventato una nuova figura di asilo, la ‘protezione umanitaria’, fatta su misura per i nigeriani: che non fuggendo da alcuna guerra, non avrebbero potuto essere accolti.

Accuserebbe poi il Pd di averlo fatto per rifornire le Coop del partito di clienti a spese dei contribuenti. Un accusa particolarmente brillante, potrebbe poi sostenere che lo strano aumento di nigeriani sui barconi, coinciso con l’inizio dell’operazione Mare Nostrum fortemente voluta dal Pd, non sia stata casuale: possibile che il Pd abbia svenduto la sicurezza dei cittadini ‘solo’ per arricchire le coop? O c’era dietro dell’altro?

Detto più chiaramente: qui abbiamo un’organizzazione criminale che vuole trasferire in Italia migliaia di propri soldati, dall’altra parte abbiamo un governo che organizza una sorta di servizio taxi dalla Libia all’Italia, a cui poi si unisce quello privato delle Ong, tutte dai finanziamenti opachi: qui prodest?

Fatto sta che, alla fine, l’esercito della mafia nigeriana è stato trasferito in Italia. Ragazzine sono state uccise. La droga circola a prezzi sempre più stracciati con una distribuzione capillare.

Qui abbiamo il movente. L’arma. E la vittima. Di tutto questo dobbiamo ringraziare il Pd.

Ma pare che nessun magistrato se ne interessi. Vogliono processare Salvini. Colui che questo flusso di soldati della mafia nigeriana ha bloccato:

Salvini ha azzerato gli sbarchi di nigeriani: 21 in 6 mesi

Ovviamente, il PD non ha avuto e non ha alcun rapporto con la mafia nigeriana. Quindi una bella commissione di inchiesta servirebbe a mettere a tacere chi dice che i 100 mila nigeriani sbarcati in questi anni siano un do ut des con Benin City.

Però, poi, appena torna al potere, per la quarta volta in sei anni senza voto popolare, la prima cosa che fa qual è? Riaprire i proti. Ricominciano subito ad importare mafia nigeriana.




2 pensieri su “Milizie nigeriane in Italia armano i ‘profughi’ per la guerriglia: e il governo riapre i porti”

  1. insomma… quando Salvini era al governo un giorno si e l’altro pure I nostri attuali reggenti (non governanti) gli ricordavano ossessivamente che non aveva fatto nulla per rimpatriare i 500000 o giu’ di li “immigrati” dimenticando sistematicamente di dire che questi erano entrati tutti con la loro benedizione e compiacenza.
    ora per non smentirsi e dire che si stanno adoperando per il rimpatrio, ne faranno venire altri 500000 o giu’ di li cosi fanno conto pari… mfc…

  2. Una volta terminata la guerriglia urbana ed extraurbana avremo raggiunto il numero che i politici riterranno accettabile, faranno ripartire l’economia. Ma calcolando che i nostri non hanno mai preso un arma in mano al 85% (guarda caso) l’obbligo di leva non c’è più da tempo… considerando la poca motivazione o inesperienza alla lotta, dei nostri ne rimarranno pochini.
    A proposito di perire, cambiando totalmente tema, la legge sulla donazione degli organi come saprete è attiva sino a che non diamo al comune ordine contrario. Il tacito assenso ci sottoporrebbe all’espianto. I nostri legislatori si sa che lavorano con i piedi, di cervello ne hanno ben poco, perché non sarebbe prevista la facoltà nonostante il diniego di favorire comunque l’espianto a favore di un figlio. Ossia, se non dai il consenso in generale e successivamente ti trovi in condizioni di non essere vigile e non più in grado di retificare, gli organi non possono essere utilizzati per una persona cara prestabilita la quale magari muore perché il cogli@ne in parlamento non ha previsto questa opzione.

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