Gli perquisiscono casa perché odia i musulmani e lo scrive

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Sui social scriveva contro i musulmani e gli immigrati. Per questo è stato denunciato dalla Digos di Verbania un quarantacinquenne ossolano.

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L’indagine è partita dall’attività di monitoraggio di cosiddetti “gruppi di estrema destra”.

L’uomo frequentava una community internazionale, specializzata nella creazione di meme, foto, video e post di legati ad ideologie sovraniste.

Reato di meme. E il sovranismo come reato di pensiero.

Di buona cultura (è laureato) e politicamente non attivo, l’ossolano non nascondeva la propria ammirazione per Brenton Tarrant, autore della strage di islamici nella moschea che aveva allevato due terroristi di Al Qaida in Nuova Zelanda.

La scelta è stata di entrare in azione per non rischiare che l’uomo dalle parole passasse ai fatti. Giovedì mattina sono così scattate le perquisizioni, in cinque immobili a lui riconducibili. Non sono state trovate armi.

Siamo al ‘pre-reato’, qualcosa che farebbe impallidire qualunque costituzionalista che si rispetti. E qualunque essere vivente con più di un neurone.

L’ossolano ha collaborato con la polizia, ma ha detto di aver semplicemente espresso le sue idee e che non pensava di aver fatto nulla di male.

Invece in Italia esiste lo psicoreato di ‘odio razziale, etnico e religioso’. Sequestrate due bandiere, hard disk, chiavette, cellulari, tablet e dvd.

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Al di là di quello che si possa pensare di Tarrant e che si possa condividere o meno idee contro musulmani o marziani: sono le sue idee, e le idee non sono o non dovrebbero essere reato. Questo, almeno, in un Paese civile.

Ma l’Italia non è, ancora, un Paese civile. Visto che può accadere che la Digos ti entri in casa perché odi qualcuno, come se l’odio potesse essere un reato e non un sentimento.

Qui rivendichiamo il diritto ad odiare chi si vuole, anche gli italiani: è un diritto naturale dell’individuo pensare ed esprimere il proprio pensiero senza dover preoccuparsi che qualcuno ti spii e ti perquisisca casa.

E poi. Seguendo questo ragionamento, l’islam, che propaganda l’inferiorità e l’eliminazione dell’infedele, dovrebbe essere illegale e ogni imam denunciato dalla Digos e arrestato. Invece no. Si ‘monitorano’ italiani con idee che, magari non condividiamo, ma che difendiamo il diritto, sacro, ad essere espresse.

Odi gli italiani? Puoi scriverlo. Vuoi tenere in casa una bandiera nazista piuttosto che il busto di Pol Pot o Stalin? Fatti tuoi.

Anche perché oggi tocca al ‘nazista’, domani può toccare al leghista e dopodomani a chiunque non sia un soldatino del Sistema.

Sempre fanculo il Sistema.

Ps. La Polizia Postale, invece di dare la caccia all’enorme mercato di pedofili che popola il deep web, è costretta ad impiegare le scarse risorse per dare la caccia a ‘pericolosi’ odiatori con bandiere e fruitori di streaming online. Sempre dalla parte del Potere e del Ricco.




7 pensieri su “Gli perquisiscono casa perché odia i musulmani e lo scrive”

  1. Io penso che negli altri paesi europei occidentali la repressione del pensiero, non conforme a quello dominante di stampo liberalprogressista, sia ben più dura che in Italia, specialmente in Germania, dove ancora domina il senso di colpa per il passato nazista.

    1. Assolutamente sì: alla mia domanda diretta un crucco ha negato esistesse il termine “soluzione finale” in tedesco e il suo socio gli ha gentilmente detto “idiota”.

I commenti sono chiusi.