Il batterio migrante dilaga in Toscana: 36 morti, raddoppiati in 7 giorni

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Il batterio New Delhi dilaga nella Toscana dell’accoglienza diffusa voluta dal Pd: salgono a 90 i casi registrati e, rispetto a una settimana fa, le morti sono raddoppiate: da 17 sono passate a 36. In 7 giorni.

In realtà, Vox:

Batterio New Delhi, già 31 morti in Toscana: “I cittadini devono sapere”

Quindi è probabile che i numeri siano saliti dopo la diffusione di informazioni che non dovevano essere diffuse.

Nel dettaglio, l’Agenzia regionale di Sanità (Ars), che rende noto l’aggiornamento settimanale sul superbatterio Ndm – come si legge sul sito della stessa agenzia -, specifica che tra novembre 2018 e il 15 settembre 2019 i batteri Ndm sono stati isolati nel sangue di 90 pazienti e che «i casi sono risultati letali nel 40% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici» (antibiotici cosiddetti di ultima risorsa, perché indicati quando i più comuni falliscono). Secondo i dati diffusi dall’Ars potrebbero essere, dunque, 36 i decessi sospetti riconducibili al superbatterio.

Il contagio avviene per contatto, motivo per cui la prima minaccia per la circolazione del germe viene riscontrata nello scarso utilizzo di norme igieniche, inclusa un’azione basilare come quella del lavaggio delle mani. Pensate ai trasporti pubblici.

La situazione che si sta verificando in Toscana «è nuova per il nostro Paese e si presenta come un ampio e persistente fenomeno epidemico che coinvolge diverse strutture sanitarie, con un alto numero di pazienti colonizzati o infetti» hanno scritto gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità nei giorni scorsi, specificando come ciò comporti «la necessità di elevare il livello di attenzione».

Ci stanno colonizzando, in tutti i sensi.

Nuova Delhi Metallo-beta-lattamasi (Nd-m1) è un enzima che rende i batteri resistenti a un ampio spettro di antibiotici beta-lattamici tra cui quelli della famiglia dei carbapenemi (antibiotici ad ampio spettro). Isolato per la prima volta nel 2008 in un paziente svedese subito dopo un viaggio nella capitale indiana, fa parte della famiglia delle enterobacteriacee perché il suo luogo di principale colonizzazione è l’intestino.

E’ stato isolato per la prima volta in alcune regioni dell’India e in Pakistan e, poi, probabilmente per turismo sanitario, nel Regno Unito:

LA GLOBALIZZAZIONE E LE MIGRAZIONI SONO IL PARCO GIOCHI DELLE EPIDEMIE E DEI SUPERBATTERI

I super-batteri mettono paura ormai da anni. C’è il rischio di trovarsi a combattere sempre più spesso contro infezioni causate da ceppi in grado di resistere agli antibiotici.

«Fino a un paio di anni fa c’erano solamente venti casi in tutta Italia di ceppi resistenti spiega Roberto Rigoli, direttore della Microbiologia dell’ospedale di Treviso ma adesso siamo arrivati a contare addirittura 35 casi in un anno solo nella Marca. Le infermiere epidemiologiche sono essenziali nella lotta contro questo nuovo problema».

I ceppi che resistono agli antibiotici sono sempre più numerosi. Tra quelli quasi invincibili spicca il New Delhi. Si tratta di un batterio arrivato proprio dall’India.

Torna dall’India con il Superbatterio senza cura: terrore contagio

«Tutto è iniziato con i viaggi in India – dice Rigoli – per gli interventi a basso costo». Qui hanno trovato terreno fertile a causa dell’abuso di antibiotici. Adesso si stanno espandendo in modo esponenziale.

Ce ne siamo già occupati. Generalmente arriva per ‘turismo sanitario’: i migranti indiani vanno ad operarsi in India dall’America (perché costa meno) o dall’Europa e poi tornano: con il superbatterio.




3 pensieri su “Il batterio migrante dilaga in Toscana: 36 morti, raddoppiati in 7 giorni”

  1. Anche qua loro si preparano da anni, le morti sono studiate a tavolino. Somministrando massicce dosi di antibiotici agli animali che poi finiscono sulla tavola hanno reso inefficaci gli stessi quando i bacilli ci attaccano. Le malattie che arrivano da lontano sono cosi tante che il nostro corpo è letteralmente bombardato, la tbc e la meningite sono focolai attivi altrettanto pericolosi. L’unico modo di combatterle è l’igiene, rinunciare se possibile a mangiare alimenti confezionati da altri, pochissima carne bianca e rossa, poco pesce per via dell’inquinamento, evitare locali pubblici, ma come si può vivere sotto una campana di vetro?

    1. esiste anche carne proveniente da allevamenti al pascolo o da cacciagione che non è contaminata da antibiotici né da ormoni.
      I pesci – almeno quelli oceanici di piccola tagli predatori e non – sono ancora da preferire a cibi industriali, o quanto meno se anche possono veicolare plastiche e metalli, almeno non contengono antibiotici. Peraltro i metalli possono essere eliminati in gran parte sottoponendosi periodicamente ad un ciclo di chelazione più o meno naturale (dalla zeolite all’EDTA nei casi più gravi come per le sindromi autistiche) e per quanto riguarda le plastiche, che sono tutte interferenti endocrine, è possibile assumere cibi ed integratori mirati a ristabilire l’equilibrio ormonale. Non è certo privandoci della carne che preserviamo la nostra salute. Un sistema immunitario perfettamente efficiente non ha (quasi mai) bisogno di antibiotici per difendersi dagli agenti patogeni. E poi esistono anche potenti antibiotici naturali come l’aglio – nonostante ne facciamo largo uso – che non dà nessuna assuefazione, almeno se assunto in quantità ragionevoli.

  2. speriamo , Utopisticamente , che almeno dia una ripulita a quei debosciati e dementi che hanno permesso questo attacco sanitario pestilenziale , e almeno su questo possiamo confermare che è solo colpa del PD .

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