Russia pronta a riportare 2 milioni di profughi siriani in Siria: Ong protestano

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“Vogliamo lavorare con la Russia, l’Iran e la comunità internazionale per il ritorno dei rifugiati in una zona di sicurezza nel nord della Siria a est del fiume Eufrate”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del trilaterale ad Ankara con Vladimir Putin e Hassan Rohani. “Stimiamo di potervi reinsediare 2 milioni di nostri fratelli siriani”, ha sottolineato.

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La guerra in Siria è finita, è ora che i veri profughi tornino a casa. Questo è normale, non deportarli in Europa come nei piani dell’organizzazione Sant’Egidio che, infatti, è una dei principali nemici di questo ritorno a casa.

Perché il piano è sempre stato quello di usare le destabilizzazioni in giro per il mondo per favorire la destrutturazione etnica dell’Europa attraverso l’immigrazione.

Invece dei voli ‘umanitari’ che tanto piacciono ai globalisti di Sant’Egidio, il governo italiano si impegni a togliere le sanzioni a Damasco, in modo che venga accelerato il ritorno a casa dei veri profughi.

Chi si oppone lo fa perché vuole che quei profughi vengano in Europa. A fare i lavori che i tiranni non vogliono più fare: eliminare i popoli europei.

Ankara ha avvisato che in caso di opposizione dell’Occidente a questi rientri, potrebbe spalancare le frontiere come nel 2015, quando un’ondata di islamici ha marciato verso l’Europa.

Da Istanbul il flusso è rincominciato, come un avvertimento. Quest’anno nelle isole greche sono approdati oltre 36mila clandestini, contro i 32mila del 2018. Negli hotspot di Lesbo, Samos, Kos e Kios ne sono stipati oltre 20mila. Lo stesso vale per la Bulgaria, dove il “muro” sorto al confine con la Turchia scricchiola sotto i colpi dei quasi mille migranti che sono riusciti a oltrepassare la frontiera aggirando le difese.

Il controllo dei flussi migratori a Est, in fondo, è tutto nelle mani di Erdogan. Qualora Istanbul decidesse di aprire i rubinetti, l’Europa rischierebbe uno tsunami simile a quello del 2015. Nei giorni scorsi il sultano e Angela Merkel si sono sentiti al telefono per evitare una nuova crisi sull’immigrazione. Senza un accordo, a farne le spese saranno Grecia e Bulgaria. E poi tutta l’Europa.

Per questo sia Atene che Sofia si sono scagliate duramente contro il “ricatto” di Erdogan. Ma farebbero bene, invece, a lavorare per il rimpatrio in Siria dei siriani. Ma le Ong protestano.

La Turchia ospita circa 3.6 milioni di rifugiati siriani in tutto il Paese, metà dei quali a Istanbul, a cui è stata offerta una protezione provvisoria. E’ tempo che tornino a casa.

Il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, ha ammonito il presidente turco di non “minacciare la Grecia e l’Europa sui migranti, nel tentativo di ottenere più soldi”. Più duro il ministro della Difesa bulgaro, Krasimir Karakachanov, che oggi ha evocato l’uso della forza per contrastare l’ingresso illegale di clandestini dalla Turchia all’Ue. “Le forze armate sono pronte a reagire se aumenterà la pressione dei rifugiati sul confine – ha detto – Attualmente, la situazione al confine è normale, ma se la pressione migratoria aumenta, è possibile inviare immediatamente fino a duemila militari nella regione. Avranno attrezzature militari, compresi recinzioni mobili”.

Ma forse è proprio questo che vogliono i nostri governi. Dopo i porti, riaprire anche le frontiere terrestri.

Al contrario de, come abbiamo già scritto, la massima autorità buddhista, nonché premio Nobel per la Pace, durante una conferenza in Svezia ha ribadito quanto va dicendo da anni sui profughi: «vanno accolti, aiutati ed educati ma alla fine dovrebbero contribuire a sviluppare e ricostruire i loro Paesi d’origine. L’Europa appartiene agli europei».

Ecco il video:

E attenzione. Lui parla dei profughi, ovvero i siriani (e i tibetani!). Gli africani nemmeno ci dovrebbero venire in Europa.




2 pensieri su “Russia pronta a riportare 2 milioni di profughi siriani in Siria: Ong protestano”

  1. Ho fiducia in Bashar al-Assad come pure in Abdel Fattah al-Sisi.
    Vladimir Putin pure deve assicurare una continuità al giusto rango di potenza che le spetta per i meriti storici nonostante le guerre e le distruzioni subite.
    Se qualcuno soffia e tocca il tasto della “DEMOCRAZIA” si ricordi del regime italiano e delle gabbie che frappone al diritto e alle libertà individuali e collettive.
    D’altronde pure Trump ha detto che Abdel Fattah al-Sisi è il suo dittatore preferito!
    .

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