L’orda islamica alle porte di Trieste: sono entrati 5mila clandestini

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Cinquemila immigrati irregolari in otto mesi. Oltre duecento nei primi dieci giorni di settembre.

Il nodo dell’immigrazione non è più soltanto il Mediterraneo, ma anche lungo i 240 chilometri del confine orientale. Non passa giorno che tra Trieste e Udine non vengano fermati clandestini che cercano di arrivare in Italia, e che ci riescono: non ci sono frontiere. L’ultimo caso è di ieri:

Assalto alla frontiera: un centinaio di islamici penetra confine italiano

E se oggi possiamo ragionare sui dati concreti legati all’effetto dell’immigrazione in Friuli Venezia Giulia, lo si deve al monitoraggio e alle registrazioni che, diversamente da quanto accadeva in passato, sono diventate consuetudine nell’ultimo anno di governo”.

Lo afferma l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, che coglie l’occasione per ringraziare, anche a nome del governatore Fedriga, le Forze dell’Ordine per il lavoro svolto e per chiarire quanto “prima del 2018, le uniche statistiche a disposizione fossero quelle relative ai migranti accolti: un numero che in 16 mesi è stato ridotto del 40,6% ma che, con ogni probabilità, non offre un quadro complessivo dei flussi che hanno interessato il territorio negli anni precedenti”.

Guardando al futuro, Roberti rende noto che, già nella giornata odierna, l’Amministrazione regionale chiederà al ministro dell’Interno un ulteriore potenziamento dei controlli, anche avvalendosi di tecnologie avanzate e barriere fisiche.

“L’obiettivo – chiarisce l’assessore – è quello di non accontentarsi di drastiche riduzioni nell’ingresso di irregolari, ma di lavorare invece all’impermeabilizzazione della fascia confinaria ricorrendo anche, quale ultima soluzione, alla sospensione di Schengen”.

Perché sono migliaia i clandestini islamici che stanno marciando verso l’Italia lungo la via dei Balcani, quella che in questi anni ha portato in Europa milioni di immigrati.

L’allarme: “Senza decreto Salvini sarà invasione: 25mila islamici in marcia”

Con la chiusura della frontiera ungherese dopo il grande muro di Orban, ora la nuova rotta scorre più a ovest, pericolosamente più a ovest, con la Bosnia-Erzegovina come crocevia. E poi la Croazia. La Slovenia.

E dopo aver attraversato la Croazia e la Slovenia, Trieste è a un passo. Trieste è dove vogliono passare per dilagare nella pianura padana, come gli Unni di Attila:

Islamici in marcia: “Vogliamo andare in Italia” – VIDEO

In particolare, è la Bosnia-Erzegovina che si trova ad affrontare una situazione di vera emergenza.

Le stime sulle attuali presenze, che includono solo chi è stato registrato, stimano un piccolo esercito di oltre diecimila clandestini che premono verso la Croazia. E poi Trieste.

Anche perché non ci sono controlli:

Militare sloveno ammette: “Lasciamo andare i clandestini in Italia”

E statene certi, quando sapranno che non c’è più Salvini, si riverseranno come cavallette verso l’Italia del Pd. Che è già pronto a riaprire la mangiatoia.

Serve il muro. Non possiamo fidarci degli sloveni. Ma, soprattutto, non possiamo fidarci di un governo Pd-M5s.




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