Parroco esalta Salvini: «Rosario in mano?Si è anche inginocchiato in chiesa, magari facessero tutti così»

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«Salvini con il rosario in mano? A Cortemaggiore si è anche in ginocchiato in chiesa, magari facessero tutti così»

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Il parroco è anche corso a stingere la mano a Matteo Salvini, presente a Cortemaggiore domenica scorsa per l’inizio della campagna per la liberazione dell’Emilia-Romagna.

Don Giancarlo Plessi, è stato immortalato in una foto poi apparsa sui canali web ufficiali del senatore della Lega.

«Era alla “Festa Granda” degli Alpini qua a Cortemaggiore, era appena terminata la Messa celebrata dal vescovo monsignor Gianni Ambrosio e me lo sono ritrovato davanti. Per gentilezza si salutano le persone e semplicemente è quello che ho fatto. Io suo sostenitore? Da bravo sacerdote voglio bene a tutti, sono diplomatico (sorride, nda)».

E ai suoi “colleghi” che non vedono di buon occhio il leader leghista che estrae il rosario durante i comizi in piazza, risponde: «Rispetto sempre le scelte delle persone. Molti ci leggono un’evidenziazione un po’ esagerata, ma non penso che sia così: anche perché dopo tutte le critiche che gli sono state rivolte avrebbe già smesso di fare propaganda in questo modo, invece lo fa tranquillamente. Ad esempio anche ieri è entrato in chiesa (“Che bella la vostra basilica! Posso visitarla?” – ha detto al consigliere regionale Matteo Rancan, nda), si è inginocchiato ed è stato lì un po’. Magari facessero così tutti, soprattutto i sedicenti cattolici».

E sull’immigrazione: «Vedo i commenti dei vescovi africani che continuano a dire di non (errore nel giornale locale ndr…) emigrare e questo mi dà abbastanza sollievo. E conosco bene le persone che seguono e aiutano le missioni cristiane in quel Continente: altroché Ong, loro sembra che non esistono, non “escono” dalle bocche di nessuno. Invece operano sul campo, agiscono e lavorano, dovrebbero avere un po’ di sostegno. Senza dubbio l’accoglienza è una cosa seria, io ne accolgo molti e non solo del Terzo Mondo che in certi casi si manifesta anche qua da noi: ho tante famiglie in difficoltà che cerco sempre di aiutare. Ma di questo non se ne parla. Così come non si parla, e bisognerebbe avere il coraggio di porsi in modo critico, di chi in quel Continente sfrutta, come le multinazionali: la Chiesa dovrebbe essere più chiara nel definire con il loro nome chi ha provocato le crisi nei Paesi dove c’è molta miseria. I nomi non si fanno mai, nemmeno da parte della sinistra che è sempre stata antimperialista».




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