Il progetto dell’Onu per sostituirci con gli africani

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Salvini in questi quattordici mesi aveva messo in crisi il loro piano di sostituzione etnica:

E’ tutto in un libro. Non nascondono il loro progetto di sostituzione etnica

Secondo l’ONU, nel 2050, un terzo della popolazione italiana dovrà essere composta da immigrati. Non una previsione, ma un vero e proprio progetto criminale.

E’ tutto scritto nero su bianco in un libricino che quanto a ‘genocidio’ fa impallidire il Mein Kampf: «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?», l’immigrazione come sostituzione etnica della popolazione italiana ed europea.

E’ stato redatto dal Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu.

Secondo l’ONU, l’Italia avrebbe la “necessità” di far entrare tra i 35.088.000 e i 119.684.000 di immigrati per “rimpiazzare” i lavoratori italiani. Un’idea demenziale, visto che già oggi i nostri giovani sono per il 50% disoccupati.

L’idea che sottende questo progetto criminale, è che tra 36 anni gli over 65 saranno il 35% della popolazione e il tasso di natalità 1,2 bambini non è sufficiente a rimpiazzare chi esce dal mercato del lavoro.

Questo è economicamente demenziale. Un dato su tutti: se oggi avessimo la metà dei giovani, avremmo il 100% dell’occupazione giovanile. Ergo: se tra 36 anni ne avremo meno, non sarà un problema occupazionale, ma questo i pro-immigrazione non lo dicono. Per loro, la disoccupazione giovanile in Italia non esiste.

Si potrebbe poi pensare, se proprio si ritiene imprescindibile una più alta natalità (poi spiegheremo un altro motivo perché non lo è), a sostenerla con politiche a favore delle famiglie per supportare chi vuole far figli. Ma le Nazioni Unite, invece, programmano il nostro genocidio etnico: “sostituire” ai lavoratori italiani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli quelli provenienti dal Terzo Mondo.

Come se, tra l’altro, sostituire lavoratori europei con QI medio di 105 con africani che non arrivano a 75 fosse possibile, senza degradare tutto il tessuto economico: una sorta di futuro alla Idiocracy.

Ma un ‘calo demografico’ non sarebbe male. L’Italia è un territorio densamente popolato: Genova docet. Più spazio: case più grandi, più verde, meno traffico, meno inquinamento.

Ceteris Paribus, nel 2050, secondo il dossier, saremo in 41.197.000, 194mila in più di quanti eravamo 64 anni fa.

Le Nazioni Unite – organo criminale massonico – vogliono «rimpiazzare» (come scritto senza nasconderlo nel titolo del dossier) l’Europa e l’Occidente con una massiccia iniezione di immigrati da Asia, Africa e Oceania. Un crogiolo indistinto e informe di razze, culture, religioni che si trasformerà in un campo di battaglia per la sopravvivenza.

Il tutto, condito con la scusa che ‘sono risorse’ e ‘servono al mercato del lavoro’, a ‘pagare le pensioni’.

Puttanate. Tra pochi anni, e qui veniamo al secondo motivo per il quale anche con un calo demografico il mercato del lavoro non necessiterà di alcun immigrato, vivremo e stiamo già vivendo una ‘rivoluzione robotica’.

Auto e camion che si guidano da soli faranno sparire intere categorie di lavoratori. I robots inonderanno il mercato del lavoro, tanto che, a stento, ci sarà possibilità di occupare una popolazione in calo demografico.

La crescita demografica in sé non è sinonimo di ricchezza, altrimenti l’Africa non sarebbe l’Africa. Dipende, tutto, dalla ‘qualità’ della popolazione.

E questo solo ragionando in termini ‘materialisti’. Perché, anche ‘convenisse’, un futuro senza identità, senza sapere chi sei non vale la pena di essere vissuto.

L’Italia era la pietra angolare del progetto genocida che vede nell’Onu una sorta di coordinamento, dove si incontrano gli interessi dei Paesi islamici e di personaggi come Soros, l’arrivo di Salvini ha scombussolato i piani.

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Ora che un golpe vieta agli italiani di votare, il Pd è tornato in controllo. E il piano potrà ricominciare.

Ma stiano attenti. Scrivevano così i Servizi nel 2017, prima che l’arrivo di Salvini calmasse le acque:

Proteste e rivolte contro il governo e i richiedenti asilo inviati in tutta Italia. L’allarme è nelle analisi dell’intelligence, che avrebbe già rappresentato la situazione al governo.

Il rischio tensioni sarebbe altissimo soprattutto da parte degli strati economicamente più deboli della popolazione, dove la sofferenza per le ripercussioni della grave crisi economica è altissima e gli immigrati rappresentano un vero e proprio nemico che usurpa i diritti e diventa un competitore nel lavoro, nell’assegnazione delle case popolari e nell’accesso ai servizi sociali.

Ora, due anni dopo, volete ricominciare? E credete che il popolo stia a guardare, ora che ha visto che l’immigrazione può essere fermata?




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