Il governo del ribaltone non ha la maggioranza per cambiare le leggi: “Sarà un Vietnam”

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Sorpresa, il governo del ribaltone non ha la maggioranza nella commissione Affari costituzionali del Senato. Presieduta, come tante altre, da un leghista.

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“Se il governo volesse intervenire, per esempio, sul tema immigrazione, è da lì che deve passare…”, spiega il vicepresidente leghista di Palazzo Madama, Roberto Calderoli, promettendo una guerra senza esclusione di colpi.

Secondo Calderoli, la presidenza di undici commissioni tra Camera e Senato e la maggiore complessità del regolamento di Palazzo Madama riguardo l’esame dei provvedimenti in commissione, renderà la vita impossibile a questo governo di minoranza.

“La nascita del nuovo governo è un aborto, nasce morto quel feto perché frutto di un rapporto contro natura tra i partiti perdenti; però vogliono fare un governo delle minoranze… dei minorati. Gli faremo sputare lacrime e sangue”.

Roberto Calderoli sta preparando il Vietnam per il governo del ribaltone. Da esperto di regolamenti parlamentari è pronto a disseminare di “trappole” il percorso dell’esecutivo.

“La Lega è l’unica forza politica in grado di fare davvero opposizione. Sotterrerò il governo sotto milionate di emendamenti”, aveva spiegato giorni fa.

“A Palazzo Madama la maggioranza è risicata e noi controlliamo molte commissioni. Se anche l’esecutivo dovesse nascere, sarà facile metterlo in difficoltà. Non durerà”.

Ricordiamo che è grazie a Calderoli se lo Ius Soli non è legge.

“A parte la sessione di Bilancio, dove abbiamo i presidenti delle commissioni Bilancio alla Camera e Finanze al Senato – fa notare Calderoli – su qualunque tipo di provvedimento è facile mettere in crisi il governo”.

Il potere di un presidente di commissione, che non per nulla viene eletto dalla maggioranza ad inizio legislatura – ma in questo caso con il ribaltone è tutto invertito – può ritardare il percorso di un disegno di legge e, quando si tratta di un decreto legge, addirittura bloccarlo del tutto facendolo arenare nelle pieghe della “burocrazia” delle due Camere. Si scordino, quindi, blitz su immigrazione e ius soli.

“Inoltre – fa notare Calderoli – ricordo che mentre sull’ammissibilità degli emendamenti, alla Camera, c’è sempre la possibilità di fare ricorso al presidente dell’Assemblea, al Senato no”.

Non ne usciranno vivi.




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