Bergoglio ‘apre i porti’ ma chiude le parrocchie agli immigrati: boom B&B

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I profughi non rendono più. In attesa della svolta Pd, i tagli all’accoglienza hanno reso l’ospitalità dei richiedenti asilo un business non più redditizio. E così, la Chiesa preferisce darsi al turismo.

Secondo dati del Vicariato di Roma, solo 38 tra parrocchie e istituti religiosi presenti nella Capitale, ad esempio, ospitano richiedenti asilo.

Si parla di 121 immigrati. Trentotto su 332 parrocchie e 700 istituti religiosi. Circa il 3 per cento.

Un risultato decisamente deludente se paragonato al numero delle strutture nella disponibilità del clero.

In verità la freddezza con cui la macchina della Chiesa risponde alle richieste di ospitalità è legata anche ad un altro fattore: il turismo, ora, rende di più.

All’esercito di turisti e pellegrini che scende nella città eterna per soggiornare poche notti nel cuore di Roma, la Chiesa offre ha una vastissima possibilità di scelta. Per citarne solo qualcuna, l’ Istituto Sacro Cuore, La Casa di Procura delle Suore Missionarie Pallottine, la Nostra Signora di Lourdes, tutte strutture con camere dotate di ogni comfort come il bagno interno e l’aria condizionata. E i prezzi non sono certo calmierati. Una camera singola può costare anche 60 euro e una doppia 90, cifre che non si discostano di molto dal mercato turistico romano degli alberghi e dei bed and breakfast.

Dunque per gli ordini religiosi che sembrano guardare con maggior interesse al mercato più che alla carità.

Ma attenzione, non hanno abbandonato del tutto il business.

Il rapporto della Caritas indica indica nel 17% il numero degli immigrati ospitati dalla Cei nelle innumerevoli case di accoglienza e strutture religiose: complessivamente si tratta di 26mila individui. Ma solo circa 5mila grazie a fondi ecclesiastici o donazioni. Gli altri, il restante 83% la Chiesa li accoglie, utilizzando i fondi dello Stato italiano. Il documento di economia e finanza dello scorso anno parla infatti di 1,8 miliardi dati alle confessioni religiose. Un capitolo che l’Ufficio bilancio del Senato cita in cima alle spese per l’accoglienza.

Se volesse, il Pontefice potrebbe attingere tra le riserve dell’Obolo di San Pietro, ma sembra impossibile intaccare il tesoretto vaticano.

E tutto questo spiega l’esultanza dell’apparato vaticano per l’uscita di Salvini dal governo.

Il programma di un governo sovranista: esproprio patrimonio immobiliare della Chiesa (parliamo di immobili non religiosi o che non servono direttamente ai parroci) che deve essere destinato ai poveri italiani, eliminazione 8 per mille tranne quello necessario al sostentamento dei parroci. La Chiesa deve essere patriottica. E povera.




Vox

2 pensieri su “Bergoglio ‘apre i porti’ ma chiude le parrocchie agli immigrati: boom B&B”

  1. La chiamano “carità pelosa” a Genova, ossia l’interesse personale travestito da generosità. Si sa che i travestiti piacciono al clero, comunque secondo me se mandassero tutte le suorine, che tanto non servono ad una beata cippa, in africa, potrebbero usufruire di tutti i conventi, che sono spesso strutture settecentesche di una bellezza commovente da sindrome di Stendhal, come B&b oppure approfittare del “ritorno” effettivo del pd per ospitare magari in quelli più fatiscenti i negri a 35 euro il giorno, salvo aumenti esponenziali della retta naturalmente.
    Anche i frati dalle scarne vocazioni potrebbero seguire il trend. Cambiando leggermente la traettoria del discorso, oggi Mattarella vuole tassare i mostri sacri di internet. Infatti google ed il purpureo censore per antonomasia sarebbero nel mirino. Voi direte ma sono americani… vabbè non gli frega, ormai il delirio di onnipotenza del porco ha raggiunto vette inesplorate. Dice che si passerà ad un piano kalergiano più elevato, e poi i consumi languono ed è necessario inventarsi subito qualcosa. Qualcuno dovrebbe spiegare al rimbambito che c’è stato, negli ultimi 30 anni, un elevato benessere che ha spinto la gente a comprare cose di cui non aveva alcun bisogno. Ora a causa di questa frenesia ci ritroviamo le case piene di oggetti inutili, acquistate magari in aste prestigiose o da antiquari. I consumi è normale che subiscano una contrazione, sono ciclici con dei momenti di stasi. Ma l’anziano è testardo.

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