«Mi ha violentata al parco», profugo in carcere per stupro disabile

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Denuncia di una ragazzina con problemi psichici ai carabinieri: mancava da casa da due notti.

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Violentata in un parco da un richiedente asilo afghano. Uno di quelli che passa dalla non frontiera di Trieste.
Lui, ovviamente, dice di non averla mai sfiorata.

A sporgere denuncia ai carabinieri, assistita dal padre, una diciannovenne della provincia di Pordenone che soffre di una disabilità psichica.

In carcere, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, c’è un ‘profugo’ afghano nato in Pakistan di 29 anni, titolare di un permesso di soggiorno e senza fissa dimora. Il Pakistan ospita milioni di ‘profughi’ afghani, visto che sono la stessa etnia Pashtun.

Il 29enne pachistano, difeso dall’avvocato Esmeralda Di Risio, ha respinto le accuse. La diciannovenne è stata sentita dagli inquirenti per tre volte senza mai contraddirsi e ha accompagnato i carabinieri nel sopralluogo al parco Burida a Porcia, in una radura vicino a una siepe: ha asserito che lì si sarebbe consumata la violenza, nella notte fra il 26 e il 27 agosto. L’indomani pomeriggio, il 27 agosto, la ragazza è stata ritrovata dai carabinieri a Pordenone. Era al parco Galvani, in “compagnia” di altri giovani di varie nazionalità, fra i quali non c’era invece il 29enne pachistano.

E’ piuttosto chiaro che questi ‘giovani di varie nazionalità’ si stessero approfittando di una ragazza mentalmente malata.

A lanciare l’allarme era stato il padre: la figlia si era allontanata da casa con l’intento di raggiungere un amico fuori regione e non era rincasata per due notti.

Ai carabinieri la diciannovenne ha detto loro di aver subito un abuso. La ragazza ha indicato agli inquirenti l’aggressore attraverso le fotografie su Facebook. Pochi giorni dopo il giovane pachistano è stato rintracciato al parco Galvani.

Abbiamo fatto entrare bestie fameliche.




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