Sputi, sassi e poliziotti pestati: immigrati dettano legge

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Sul poliziotto a cui i clandestini hanno spezzato due dita:

Poliziotto ferito da immigrati in rivolta: “Ne ho pieni i coglioni”

“Gli ospiti sono pregiudicati per reati connessi al traffico e allo spaccio di droga – spiega Pietro Di Lorenzo, segretario generale provinciale del Siap – e questo rende di per sé il Cpr una polveriera”. Se poi ci si aggiungono i pochi poliziotti a disposizione, la frittata è fatta. Un dato su tutti: nel centro ad oggi opera lo stesso numero di divise di quando “la capienza era un quarto” dei 200 ospiti attuali.

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Il rischio è che alla fine si arrivi alla “guerriglia” subita dal poliziotto ferito. L’agente ha riportato 30 giorni di prognosi, “una bella frattura scomposta di due falangi” e si è ritrovato con “due monconi malamente appesi”. La “pericolosissima” sassaiola è durata “un tempo interminabile”, con il poliziotto e un “manipolo” di cinque carabinieri costretti a subire le violenze degli immigrati. Solo l’intervento della Mobile ha evitato il peggio. Oggi il giudice ha convalidato il fermo di tre stranieri: due marocchini finiranno in carcere, mentre un tunisino è stato rispedito al Cpr perché “le sue responsabilità considerate meno gravi”.

Restano, però, le polemiche. Una fonte di polizia del Giornale.it fa notare che nell’ultimo anno le rivolte degli immigrati sono state “innumerevoli”, almeno “una ventina”. Solo a Torino. Casi simili si sono registrati poi anche a Bari e Potenza. Gestire la sicurezza un strutture così complesse è difficile: i migranti non sono “detenuti”, ma solo “trattenuti”. E così si permettono di fare la voce grossa. “L’autorità viene messa in discussione”, spiega l’agente ferito: gli ospiti deridono i poliziotti e le loro funzioni vengono “prese in giro e a sputi”. E non è una metafora.

Solo la sera prima delle violenze, sempre a Torino i migranti avevano dato fuoco ai materassi e divelto gli arredi per gettarli contro i poliziotti. “Il controllo dell’ordine pubblico – scrive l’agente su Facebook – è diventato una chimera impostato essenzialmente sull’opera di mediazione dei singoli ispettori”. In pratica le autorità sono costrette a “parlamentare” e scendere a compromessi con “extracomunitari provocatori pregiudicati”.”Lì dentro non contiamo niente – rivela una fonte al Giornale.it – non ci sono pene per chi non ci rispetta e per far andare avanti la baracca bisogna cercare di convincerli” a non creare troppi problemi. Sembra una barzelletta: state buoni, se potete.




3 pensieri su “Sputi, sassi e poliziotti pestati: immigrati dettano legge”

  1. Poliziotti! Carabinieri! Vigili! Lasciate sfogare i migranti! Se amate l’Italia dovete fare in modo che il popolo si svegli dal torpore a cui 70 anni di propaganda Giudaico-Massonica l’hanno ridotto. Se la sveglia deve essere una orda di negro liberi per le strade impuniti wialunque siano gli eccessi compiuti, che rubino, che stuprino, che ammazzino. E’ il prezzo che dobbiamo pagare per capire, davanti a noi non c’e’ lo spread o la patrimoniale ma l’annientamento. Ma prima di sparire vogliamo conbattere.

  2. Talvolta non è l’impossibilità di evitare il peggio ma il mancato interesse a farlo. Prendiamo l’incidente del povero Hubert, 22 anni, con le moderne tecnologie, che dovrebbero essere obbligatorie ovunque, un semplice cicalino suona su tutte le auto avvertendole di un problema sulla pista. Questi costosissimi bolidi possibile che non adottino semplici misure per salvaguardare
    giovani vite? Eppure è sucesso ancora una volta.
    Allora cosa vuol dire, che lo stato ha stabilito che non solo i normali cittadini sono sacrificabili, ma anche tutte le poche forze di cui si dispone. A rinforzare la tesi che non vogliano combattere il fenomeno c’è il fatto che invece che armarli meglio venga intimato loro di non reagire pena… il licenziamento? Questo i civili non lo sanno. Quale potrebbe essere la pena peggiore per un capofamiglia se non rimanere a spasso? Ai vertici della ue gli stranieri li vogliono sempre più consapevoli del loro potere e della loro impunità. Facciamo fuori questi criminali, il mostro è a Bruxelles.

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