Meluzzi: “Il piano di Grillo era traghettare il M5s a sinistra”

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“L’errore più grande che si possa fare è considerare Grillo soltanto come un comico, o un ex comico, che ad un certo punto si è messo a fare il guru di un movimento politico rivoluzionario. In realtà lui non è stato mai, a mio giudizio, estraneo a quell’establishment che dice di combattere. Il suo percorso parte da molto lontano, ha accompagnato lui stesso la fine della prima repubblica quando in televisione ha iniziato la demolizione di Craxi con la celebre frase ‘i socialisti sono tutti ladri’, sostenendo poi l’annichilimento della Democrazia cristiana e l’avvento di tutte le formule politiche che sono nate sulla scia della crisi dei partiti tradizionali e di Tangentopoli. Non ho problemi a definirlo un agente del globalismo planetario da tempo immemorabile”.

”La fondazione del M5S sta dentro la logica globalista. Si sapeva che il partito globalista e migrazionista per eccellenza, ovvero il Pd, stava in crisi e che serviva una ruota di scorta su cui convogliare la miscela di moralismo, giustizialismo, assistenzialismo meridionale che prendeva sempre più consistenza nel Paese. Una miscela formata dalla saldatura fra elettorati di sinistra e di destra giustizialista e legalitaria alla Di Pietro, per arrivare allo straordinario risultato delle politiche del 2018. Adesso che il Movimento ha svolto la sua missione, lo si può tranquillamente ricondurre e riaggregare all’area del Pd e Grillo sta continuando egregiamente a svolgere la sua funzione, traghettando i 5 Stelle nell’alveo di un nuovo centrosinistra”.

“Sopra a Grillo e Zingaretti c’è chi muove i fili, dividendo e riaggregando le situazioni a seconda delle proprie convenienze ed esigenze. Questi pupari stanno lavorando da tempo per costruire un’Italia asservita all’asse Merkel-Macron, che contrasti il sovranismo e promuova la logica migrazionista che sta trasformando il nostro Paese in un grande campo profughi con la benedizione anche delle gerarchie cattoliche. In questa dimensione dobbiamo aspettarci di tutto, dall’eutanasia alla patrimoniale per costringere gli italiani a dismettere il loro risparmio privato e il loro patrimonio immobiliare in favore di agenzie anglo- franco- tedesche. Guarda caso domani celebreremo l’anniversario dell’armistizio di Cassibile dove svendemmo la nostra sovranità agli anglo americani senza più riacquistarla”.

“Dobbiamo prepararci ad una lunga traversata nel deserto, perché le piazze se non sono rivoluzionarie servono a poco, se non a fare testimonianza. Leo Longanesi diceva che l’Italia era il Paese dove le uniche rivoluzioni erano state fatte con il permesso del maresciallo dei Carabinieri, e Prezzolini aggiungeva che da noi non si fanno rivoluzioni perché ci conosciamo tutti troppo da vicino. Grandi speranze rivoluzionarie in Italia non ci sono mai state e mai ci saranno. Credo invece in una strategia di lunga durata perché, come è ormai evidente in gran parte d’Europa, la linea del globalismo migrazionista esasperato, prima o dopo, produrrà una inevitabile reazione dei popoli”.




3 pensieri su “Meluzzi: “Il piano di Grillo era traghettare il M5s a sinistra””

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    Giggino non è una vittima bensì il carnefice: il carnefice della morte di 15’000 posti di lavoro più indotto dell’ILVA di Taranto,
    15’000 forse era un numero gonfiato per questioni di clientele locali e nazionali ma 10’000 ci stavano tutti più il non trascurabile indotto.
    Quanto ci hanno guadagnato Giggino, Dibba e Grillo?
    Giggino e Grillo recitano le parti in commedia del gatto e la volpe.
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    https://voxnews.info/2019/09/01/salvini-porte-aperte-ai-grillini-di-maio-vittima-di-conte-appello-a-militanti-rousseau-video/?fbclid=IwAR2a4nQmp_rRKeoKlRoQ5M-h4gk8p3LdoxfmiOrGiw_eYPl3bYIA09x8O4c
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    Poi c’è una reazione a catena che si estenderà all’ILVA di Cornigliano che lavora, forse sarebbe meglio dire lavorava quanto prodotto a Taranto.
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    Siamo per davvero un Paese del comunismo con la società descritta sa Orwell 1984.
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  2. “…in gran parte d’Europa, la linea del globalismo migrazionista esasperato, prima o dopo, produrrà una inevitabile reazione dei popoli.”: troppo ottimista, ma spero ci indovini. Nell’Europa del Nord purtroppo le popolazioni hanno il cervello imbevuto di buonismo e progressismo più che da noi, ed è per questo che sono perplesso. La speranza viene dai popoli dell’Est, dove ancora è forte lo spirito identitario, anche tra i giovani.

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