Libri di testo: “euroscettici ignoranti”

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Un nostro sostenitore ci ha inviato questa foto, che ritrae una pagina tratta da un libro di testo adottato per le…

Posted by Forza Nuova on Monday, September 2, 2019

E’ vero il contrario. Gli euroscettici sono più informati. Ma probabilmente c’è un altro fattore: le classi privilegiate sono favorite dall’appartenenza alla Ue e dall’Euro, visto che possono importare l’autista filippino o il muratore romeno e delocalizzare la fabbrica. Sono le classi medie e povere a dovere entrare in competizione con gli schiavi e a non potere delocalizzare. Per questo poi emigrano.




16 pensieri su “Libri di testo: “euroscettici ignoranti””

  1. L’unica salvezza per l’educazione scolastica è nelle scuole paritarie (che non vanno confuse con le scuole private), in particolare le scuole paritarie di matrice cattolico-tradizionalista.
    La scuola statale serve solo a formare il pensiero dei giovani conformemente al potere in carica: è pessima e faziosa quando regna la sinistra, ma non è detto che sarebbe meglio quando governasse il sovranismo.
    E’ meglio che siano i genitori a scegliere liberamente in quale scuola mandare i propri figli, scegliendone una vicina al proprio orientamento ideologico. Anche perchè la verità in tasca non l’ha nessuno.

    1. Luigi ho studiato in una scuola privata ma era gestita dal clero. Suppongo che i miei essendo credenti abbiano fatto questa scelta per rimettere in riga l’unica figlia troppo fuori dagli schemi, ma non ha sortito alcun effetto.
      E poi temo che siano i libri di testo tendenziosi che dovrebbero parlare di fatti storici in modo neutrale. Autori scelti non per le idee che portavano avanti, ma solo per la gradevolezza dei contenuti.

      1. Lavinia, la neutralità non esiste. Pensa solo ad un argomento storico come il Risorgimento: la scuola statale lo glorifica, mentre tanti storici, specialmente quelli cattolici, ne mostrano l’altra faccia della medaglia.
        La colpa maggiore della scuola statale invasa dalla sinistra oggi non è la faziosità in sè, ma la banalizzazione di tutto. E’ una scuola che produce somari omologati senza spirito critico.
        Avendo 43 anni, ho vissuto una scuola differente, seppur già fortemente aggredita dai sinistrorsi. Però anche le mie lezioni di Storia o di FIlosofia al liceo erano intrise di ideologia politica, spesso coincidente con quella del professore. Questo è normale.
        Quello che rilevo è che generalmente le scuole cattoliche formano meglio gli studenti, li fanno applicare di più ed è questo che poi fornisce loro gli strumenti anche per contestare l’impianto ideologico impartitogli.

        1. All’epoca il clero non era colluso con la sinistra, filosofia ne facevamo poca, c’era tanta pedagogia e psicologia.
          Il professore, mio cugino, di cui parlavo qualche tempo fa, finito nelle grinfie delle sudamericane era un comunista convinto e aveva insegnato filosofia all’istituto Andrea Doria come vice preside. Si, sono tutti politicizzati, ma un giovane ha la capacità di discernimento? Credo di si, non parliamo di bambini.

          1. D’accordissimo con te. E’ per questo che parlavo di scuole di impianto cattolico-tradizionalista, quindi non certo postconciliari o addirittura bergogliane (quindi legate alla teologia della liberazione dell’america latina comunistoide da cui viene Bergoglio)
            Troppi giovani la capacità di discernimento la perdono proprio nella scuola statale. Perchè trasformano la Storia in storiella.

  2. Io sono (felicemente) ignorante. Ma che dico, ignorante…di più. Una ignorantona. Ah! a proposito, mi viene in mente Repubblica che ha scritto ai responsabili della piattaforma Rousseau per avvisarli che il “no” prima del “si” non è corretto. Allora le emerite teste di c. si sono adeguate. E domani avremo come prima opzione il SI. questi comunisti sono di una viltà senza pari. Secondo Repubblica uno fa la scelta in base alla risposta più comoda e in bella vista, non per convinzione personale e ponderata.
    Ma va a cagar@!!!! Mi ci pulisco il c. con un giornale simile!

    1. Guarda, mi fa piacere che Repubblica abbia denunciato l’inversione delle caselle attribuendole ad una faziosità di chi ha indetto il referendum.
      Speriamo che almeno così i grillini più fanatici, quelli trinariciuti stile vecchio PC che seguono sempre e comunque la linea del partito, capiscano che effettivamente l’inconfessabile speranza di Di Maio e Casaleggio sia che vinca il NO e che votino di conseguenza.

      1. …. aspetta Luigi non mi far confondere, la domanda è: vuoi che i 5s governino insieme al pd?
        Prima era NO
        SI
        Poi dopo l’intervento di Repubblica SI
        NO
        che differenza fa? Noi non vogliamo che governino insieme quindi premeremo sul NO
        Mica c’è scritto vuoi andare alle urne… Evidentemente, come dicevo, Repubblica pensa che uno prema il primo che capita a tiro pertanto spostarlo sotto in luogo “scomodo” per loro è già una mezza vittoria.

        1. OK, ma se Repubblica insinua che il M5S volesse spingere a votare NO avendolo anteposto al SI’ nella scheda, spero che al grillino più sprovveduto venga il sospetto che effettivamente il NO sia il desiderio inconfessabile di Di Maio.

          1. P.S. Ormai DI Maio si è giocato la possibilità di tornare con Salvini, avendo rifiutato pubblicamente l’offerta.
            Salvini ieri a chiarito che l’unica strada sono le elezioni; non parla più di rifare l’alleanza cambiando la squadra.
            E’ Di Maio che ha scelto di segarsi le gambe così. E difatti adesso è ostaggio di Grillo e del PD.
            Ma il piano A di Salvini era proprio il rimpasto.

      2. Il fenomeno di cui parli, è dato dalla mancanza assoluta di supporto da parte della famiglia del ragazzo. In passato i genitori avevano il tempo di coltivare nei figli una struttura morale che ora manca per tanti motivi. I genitori costretti a lavorare entrambi, anche in famiglie che un tempo avremmo definite borghesi, lasciano solo il virgulto tutto il santo giorno poi quando tornano a casa storditi da una giornata pesante non hanno più voglia di fare discorsi profondi, limitandosi al “mi passi il sale perfavore” la ristrettezza lessicale è da imputarsi anche al fatto che, specie nelle classi meno abbienti, lo stretto rapporto con gli stranieri e la conseguente commistione di lingue farà mutare non poco la purezza di quella italiana, con una prognosi infausta.
        Per la questione voto, non credo che abbiano considerato quello che potevono presumere i votanti. Semplicemente abbraccerei la tesi del “primo più comodo da premere” abbiamo a che fare, nella stragrande maggioranza, con tipi alla “ciao 77”

  3. I libri di testo dei bimbi/ragazzini sono pieni di disegnini con negri e arabi e informazioni ridicole. I peggiori sono i manuali storici. Fatevi due risate se ne avete uno in casa e leggete degli Egizi. They were kangz, come dicono gli Americani. Battaglia di Poitiers? Scaramuccia e poveri Arabi che ci portavano la civiltà.

    1. La maiuscola in Arabi è voluta o casuale? Scherzo! Perché io da qualche tempo ho l’abutudine di usarla a piacere, pertanto quando leggo il mio nike name minuscolo sono portata a pensare che quel particolare utente non mi stimi poi tanto ahahh

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