E’ lecito ribellarsi contro un governo non eletto dal popolo?

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Ci risiamo. Per la quarta volta negli ultimi anni il Pd tenta di andare al governo senza avere vinto un’elezione. Prima con Monti. Poi con Letta e Renzi. Ora, rappresentando poco più del venti per cento degli elettori, vogliono tornare a Palazzo Chigi con i grillini. Sarebbe una ferita probabilmente irreparabile per la democrazia italiana. Se Mattarella non comprende che oltre il formalismo di una costituzione c’è qualcosa che vale di più, ed è la legittimità data dal consenso popolare, si farà complice del disastro.

Quello che il Pd e l’oligarchia che controlla i media di distrazione di massa vogliono, è un governo abusivo che completi la destrutturazione etnica dell’Italia.

Senza alcun mandato politico, negli ultimi anni il Pd ha traghettato in Italia quasi 1 milione di clandestini. Che sono finiti per le strade a spacciare, stuprare e uccidere ragazzine. Facendole a pezzi. Salvini aveva fermato tutto. Ora, loro vogliono ricominciare.

Un popolo che non si ribellasse in una situazione del genere, e restasse a guardare immobile il completarsi della devastazione della propria identità, della propria cultura e, anche, del proprio benessere conquistato in decenni di sacrifici e lavoro, non meriterebbe di sopravvivere.

E la domanda che si sono posti filosofi e pensatori, davanti all’arroganza di governi abusivi e illegali: è lecito prendere le armi contro un governo che viola le basi della democrazia?

E’ lecito impegnarsi con tutti i mezzi disponibili per abbattere un governo che nasce contro la maggioranza degli italiani?

Al governo vogliono mettere un partito che conta circa il 20 per cento dei consensi. In nessuna democrazia compiuta, un tale partito potrebbe governare insieme ad un altro che è a poco più del 15 per cento contro uno schieramento che supera il 50 per cento. E’ insensato. E se nascerà porterà violenza. E’ inevitabile.

Al Quirinale c’è un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento, quello scorso, giudicato incostituzionale dalla stessa Corte della quale faceva parte l’attuale PdR Mattarella. Quella Corte che, mentre lo giudicava tale, ne ha permesso la sopravvivenza: e, caso strano, uno di loro è finito al Colle.

Non è un semplice voto di scambio: è un colpo di Stato.

Dal PdR fino all’ultimo dei parlamentari, la classe politica che vuole rimanere al potere è tutta illegittima. E’ tutta illegale. Ogni decisione di questo eventuale governo, avallata da questo Parlamento ormai senza legittimità elettorale, è illegale.

E come hanno risposto, nella Storia, i patrioti, ad un governo illegale? Al furto di democrazia che anche noi stiamo per subire? Alla sostituzione etnica portata avanti da un governo di questo tipo? Con le armi.

E’ una cosa che non auspichiamo, ma che prevediamo.

Il bullo Renzi ha governato anni – e prima di lui Letta – senza il mandato popolare. E ora vogliono ricominciare. Questa è la vera violenza.

Ovviamente, Vox invita sempre a non cedere alla violenza. Ma è purtroppo quello che accadrà. Perché il popolo vuole i porti chiusi. E loro li vogliono riaprire. Sarà violenza. E lo avranno voluto loro.




29 pensieri su “E’ lecito ribellarsi contro un governo non eletto dal popolo?”

  1. Ragazzi non scherziamo neanche il governo gialloverde ha mai ricevuto l’investitura popolare infatti il 4 marzo 2018 Salvini si è presentato in coalizione con Forza Italia e il M5S da solo contro tutti anzi aspettando che gli altri tutti facessero le loro avances, il c.d. contratto di governo tra Lega e 5S e una invenzione recente che deriva direttamente dall’impasse del sistema politico tornato al proporzionale, quindi il ragionamento del governo votato non regge, non so se mi sono capito 🙂 Cerchiamo di non essere superficialmente stupidi quando commentiamo i fatti della politica sennò facciamo la fine di quel coglione di Salvini.

    1. La legge elettorale prevede le coalizioni e in base ad essa la vincitrice delle lezioni era il cdx, con la Lega prima, e non il m5s, se vogliamo essere precisi. Se Pazzarella avesse rispettato il risultato avrebbe dovuto dare l’incarico ad essa. Essendo però uomo di parte e prono ai dikat europei fece un gran casino e una perdita secca di tempo di due mesi pur di non seguire la strada più corretta e solo dopo seguire altre strade. Invece vi ricordate che tentò addirittura la carta Cottarelli! Chi cazzo rappresentava costui se non volontà antipopolari ! Messo alle strette (da chi? via Veneto?) rinunciò e dovette arrendersi all’alleanza m5s-lega. Tutto questo pe dire che i formalismi vengono tirati fuori sempre solo per per tirare il carro dalla propria parte. Non dimentichiamo che Pazza fu nominato da un parlam. che la CC, di cui lui stesso faceva parte, aveva giudicato il Parlam. eletto con legge illegittima e quindi avrebbe dovuto solo fare normale amministrazione. Invece…. tre governi! e addirittura ha eletto un pdr che poi ci piglia per i fondelli attaccandosi al rispetto formale della Costit.!
      Quanto al resto di questi giorni siamo al governo della poltrona. Un partito che prima si allea col diavolo (Lega) e ora si allea coll’acqua santa (pd) senza alcun ritegno. Ciò palesa la sua spudorata natura opportunistica, perchè sul problema fondamentale dei rapporti colla LUE l’acqua santa e il diavolo sono su fronti opposti. Un trasformismo così non si era mai visto neppure ai tempi della prima repubblica. Pazza fosse onesto dovbrebbe chiudere uno schifo simile.
      Tutto questo era in preparazione sin dai tempi della campagna elettorale europea e la rottura era inevitabile.
      Ora si prospettano tempi incerti e preoccupanti, come sempre quando c’è una forte dicotomia fra governo e sentimenti maggioritari della popolazione

  2. Ma che vi state ad inventare?? State proprio scadendo…
    M5s prima forza di governo e PD la seconda alle elezioni, e non stiamo parlando di secoli fa, ma manco un anno! Capisco che sbavate per la Lega, ma quel coglione del capitone è il responsabile che ha segato l’amato governo gialloverde, per seguire dei -sondaggi-! I forconi dobbiamo prenderli per darglieli in testa a quel presuntuoso idiota!
    Dobbiamo invocare il ritorno di CasaPound, quello si ch’è coerente!

    1. che CasaPund sia (stato) l’unico partito coerente l’abbiamo capito purtroppo in ragione inferiore all’1% dell’elettorato. Non si tratta ancora di una massa critica per cambiare le cose. c’è bisogno di almeno un 10% di coscienza diffusa e pari consenso elettorale.
      Se abbiamo paura di disperdere il voto col PC o con Forza Nuova, non rimane che votare FdI che almeno a parole sembra il male minore. Nel frattempo la Lega si è molto… legata a Trump e questo jolly ci potrebbe sottrarre dal controllo europoide (per riportarci sotto il pieno controllo USA ma a questo ci siamo abituati…).

  3. Il minimo comune denominatore di M5s e lega era “PD FA SCHIFO”.

    Insieme avevano il 50% ca del consenso appena espresso. Oggi ammucchiata dei due partiti principali vale il 40 %.

    Le elezioni le aveva vinte la destra. Secondi i M5s.

    Spiegami genio politico come era possibile pensare ad un governo cottarelli senza neanche un voto anziché un governo di minoranza dei primi (centro destra) che portasse ad elezioni.

    Come i Spagna fanno ora.

    MA LASCIA PERDERE PER FAVORE DI FARE LO SCIENZIATO ISTITUZIONALE.

    SALVINI NON SARÀ UN GENIO MA CHI NON VEDE QUESTO SCHIFO. ..

    …È UN DEMENTE.

  4. La pressione antieuropeista della presidenza Trump potrebbe indurre il PdR – agente istituzionale USA a garanzia del patto NATO – a indire nuove elezioni. A meno di un esperimento di governo-cloaca Pd a 5 Stelle per saggiare la capacità di tolleranza e sopportazione degli italiani…

    1. I gretini non han capito che non solo le scoregge delle mucche aumentano l’effetto serra…

      Uno sviluppo ABNORME della popolazione mondiale. ..che secondo gli stessi deve esser portata ai livelli nostri di servizi e di tutele…

      QUESTO SI CHE SAREBBE SVILUPPO SOSTENIBILE.

      MA VATTI A FARE UN GIRO COL PRINCIPE DEL PRINCIPATO CHE CONSUMA E INQUINA PRO CAPITE PIU’ ALTO DEL MONDO.

      FARANNO A MONACO 1 VIAGGIO AEREO IN MEDIA ALLA SETTIMANA I RESIDENTI…

      MA ANDATE A CAGARE

  5. Con Salvini anche il russo si è dimostrato solidale in un recente passato, so che sono in buoni rapporti. Tuttavia la vedo dura che i due presidenti prendano una posizione antieuropeista col rischio di un conflitto mondiale per favorire il nostro paese. Andrebbero contro l’Europa unita, potrebbe essere anche la scintilla che causerebbe la disgregazione det tumore, in quanto, molti paesi scottati dal sistema dittatoriale applaudirebbero la scissione lasciando soli Macro e Merkel…che sono due potenze di un certo peso ma si potrebbe sempre ricordare loro, con immagini occulte nei rispettivi pc che nel secondo conflitto i loro rapporti non erano proprio idilliaci.
    Ieri sera, subito dopo il discorso di Mattarella, dopo qualche secondo per riprendermi dal pugno alla bocca dello stomaco, ho postato qua, manifestando il mio sconforto per le parole del capo dello stato ma in risposta al mio “le elezioni si allontanano” Vox ha pubblicato un thread che diceva “le elezioni si avvicinano” non nascondo che sono rimasta perplessa perché le parole di Mattarella non mi sono piaciute per niente. Questa mattina mi pare che tutta baldanza sia scomparsa visto che ci stiamo chiedendo se sia giusto impugnare una decisione che viene dalle alte sfere.

  6. Comprendo perfettamente il timore espresso dalla redazione di Vox e da tanti di voi che pubblicate commenti qui, ma un eventuale governo formato da M5S e PD è certamente una sciagura immane per la Nazione, ma non è un colpo di Stato. L’inciucio che si profila è perfettamente legale e consentito dalla Costituzione, c’è poco da fare, e diciamolo, la responsabilità è solo ed unicamente di Salvini, che preso dall’euforia per lo straordinario risultato delle europee e dalle intenzioni di voto dei sondaggi, ha voluto far cadere questo governo giallo-verde per andare a elezioni anticipate. E invece non ha preso in considerazione due fattori, ovvero che il M5S è in picchiata di consensi e che il PD è stato il secondo partito più votato alle scorse elezioni politiche. Quindi se il PD tornerà al governo, lo dobbiamo più a lui che ad altri.

    Se non ci fosse stato il “rosatellum” come legge elettorale – fatta dal PD, ricordiamolo – avremmo avuto un governo di centrodestra con la Lega primo partito, che a livello di coalizione ha preso più voti, ma non è stato sufficiente perché non è arrivata al 40%. Se ci fosse stato ancora il tanto criticato “porcellum”, il 37,5% delle preferenze ottenute sarebbe stato sufficiente per avere il premio di maggioranza in parlamento, in quanto coalizione più votata. Purtroppo ultimamente in Italia, invece di correggere certi meccanismi che non funzionano, li peggioriamo.

      1. No era il 37.5…

        …ma era pronto un manmdato esplorativo per Cottarelli con NESSUNO disposto a votarlo ufficialmente se non il PD che si sarebbe detto poi sicuramente costretto a farlo RESPONSABILMENTE…

        MA NON SPARIAMO CAZZATE

        FORMALMENTE E’ TUTTO COSTITUZIONALE…

        anche quello che sta facendo Patronaggio…

        FORMALMENTE FAN TUTTO QUELLO CHE VOGLIONO DA SEMPRE.

        E’ UNA DEMOCRAZIA ASIMMETRICA.

        OVVERO UNA TIRANNIA

        1. POI SI ARRIVA MAGGIORANZA AL SENATO SOLO CON I RESPONSABILI DEL GRUPPO MISTO ETC… CHE SE FANNO RIBALTONI A SINISTRA SONO SALVATORI ELLO SPREAD, SE LO FANNO A DESTRA PARTONO INDAGINI SU COMPRAVENDITA DELLE VACCHE…

          MA LASCIA PERDERE…

          1. Certo Antani forse per il rotto della cuffia…

            … ma la sostanza non cambia !

            Il mercato delle vacche è sempre solo quando pare a loro.

          2. E POI DICIAMOLA COME STANNO LE COSE…

            SE LASCIASSERO SALVINI COI PIENI POTERI SOLO PER QUANTO RIGUARDA I CONFINI NAZIONALI …

            …GLI ITALIANI SI FAREBBERO GOVERNARE ANCHE DA UN BIMBOMINCHIA QUALSIASI…

            QUINDI IN PRIMIS RISPETTATE IL VOLERE DI NON ESSER INVASI…CHE E’ CHIARISSIMO …

            …BRUTTA MANDRIA DI COGLIONI!!!

          3. Se accetti un consiglio, non è ancora ora di essere “molto arrabbiato”. Non dimenticare che la loro “comunicazione” tira sempre l’acqua dalla parte che preferiscono. Vediamo come se la cavano fino a martedì.

    1. Salvini non ha che una piccola infarinatura di quello che è la costituzione, le regole vigenti ecc ecc..chi lo definisce qua un “genio stratega” non ha la più pallida idea di come stiano veramente le cose.
      Un impacciatissimo Salvini in un filmato lo riprendeva in aula durante un discorso e veniva attaccato da un opposizione tumultuosa, si sentivano accuse ed il nostro premier replicò a chi li zittiva che per quanto lo riguardava…avevano la facoltà di parlare. Gli fu risposto che non erano loro, ma LUI che doveva fare dichiarazioni inerenti all’interrogazione. Imbarazzante.

      1. Chi infatti definisce Salvini un genio è con le fette SALAME sotto gli occhi…

        Ma il problema è un’altro…

        …CHI HA LA INFARINATURA costituzionale…SI STA INFARINANDO PURE IL SALAME…PER FICCARCELO NEL CULO A NOI…

        …E CHI NON LO SENTE SI VEDE CHE GLI STA BENE O CI È GIÀ ABITUATO !!!

        E NON VI È NESSUNA ALLUSIONE SU GUSTI SESSUALI CHE OGNUNO HA DIRITTO AI SUOI.

          1. Antani spero tanto che hai ragione…

            …io al pensiero di 3 anni ancora col PD…mi sta venendo esaurimento…

            AHAHAHA

  7. omissis…TESTAMENTO POLITICO GENERALE DI RISERVA AIGUSTO PINOCHET UGARTE
    quante affinità quanto mai attuale..Ue marxismo..Ue russia..Allende Renzi e soci..ecc..traslate e leggete..
    Su quell’impresa basti una sola riflessione. Le Forze Armate e dell’Ordine non hanno distrutto una democrazia esemplare, né hanno interrotto un processo di sviluppo e di benessere, né il Cile in quel momento era un modello di libertà e di giustizia. Era stato distrutto tutto e noi soldati abbiamo operato come riserva morale di un paese che si disintegrava nelle mani di quanti lo volevano sottomettere all’orbita sovietica.

    Credo fermamente nell’unità del paese. Tutto quanto ho fatto durante la vita ha avuto come sola ragion d’essere la realizzazione del reincontro dei cileni con il loro superiore destino comune. Sono profondamente convinto che non abbiano mai avuto e non avranno mai futuro i paesi che non riescono a scoprire la missione storica che sono chiamati a realizzare. Sono certo che non abbiano potuto e che non potranno capire le sfide che prepara loro il futuro le nazioni che dimenticano o rinnegano la propria storia. Che non saranno mai felici e non avranno un buon futuro i popoli facilmente sedotti dalla predicazione dell’odio, della vendetta o della divisione.

    Sono un uomo appartenente a un tempo storico e ad alcune circostanze molto concrete. Il secolo che sta per terminare potrebbe essere adeguatamente definito come uno dei più crudeli che l’umanità abbia conosciuto. Due atroci guerre mondiali e una guerra ideologica che ha soggiogato più di mezza umanità lo hanno segnato profondamente, a causa dell’affrontarsi di due visioni del mondo assolutamente opposte. Il dilemma era: o vinceva la concezione cristiano-occidentale dell’esistenza, con il primato nel mondo del rispetto per la dignità umana e la vigenza dei valori fondamentali della nostra civiltà; o s’imponeva la visione del mondo materialista e atea dell’uomo e della società, con un sistema implacabilmente oppressore delle loro libertà e dei loro diritti.

    Nella parte trascorsa di questo secolo si è giunti a perseguire lo sterminio di tutta una nazione con il pretesto di supposti ideali etnici.

    Il comunismo, da parte sua, un’autentica antireligione, è costato all’umanità le vite di milioni di esseri umani in tutta Europa, e di altre decine di milioni di bambini, di donne e di uomini nei diversi paesi dell’Asia. Anche in America il marxismo ha seminato la morte e la distruzione. Non solo con i suoi tentativi rivoluzionari, ma anche con la predicazione universale dell’odio e della lotta di classe, e con l’esportazione della guerriglia e del terrorismo. Per questo gigantesco genocidio, per i sistemi più brutali di oppressione, i peggiori che l’umanità ricordi, nessuno chiede giustizia e probabilmente non l’avrà mai. Al contrario, quanti hanno provocato questi mali, quanti hanno disposto nei nostri paesi di armi e di finanziamenti sovietici per realizzarli, quanti hanno promosso e hanno predicato ai nostri popoli la sinistra ideologia del socialismo marxista, costoro si levano oggi come miei giudici.

    Tutto quanto ho fatto come soldato e come governante l’ho fatto pensando alla libertà dei cileni, al loro benessere e all’unità nazionale, obiettivi superiori al cui conseguimento noi, che abbiamo operato l’11 settembre, abbiamo consacrato tutte le nostre attenzioni. Non abbiamo fatto promesse. Ci siamo solamente proposti di trasformare il Cile in una società di uomini liberi e democratica, nella quale venisse rispettato il diritto dei cittadini a creare e a intraprendere liberamente iniziative, perché divenissero padroni del proprio destino e non schiavi dello Stato e ancor meno di altre nazioni.

    Ci siamo proposti di fare del Cile una grande nazione, e crediamo fermamente di aver contribuito a conseguirlo, benché alcuni paesi al mondo non attribuiscano ancora a questo risultato il giusto valore, così come non valutano il fatto che, dopo una transizione pacifica, il nostro paese abbia oggi un autentico regime democratico, nel quale funzionano pienamente tutte le sue istituzioni.

    Ma i tempi sono cambiati. Il comunismo è caduto. Sono venuti allo scoperto i «socialismi reali» e l’umanità ha potuto conoscere una storia di delitti, d’ingiustizie, di sfruttamento di uomini, di fallimenti e di menzogne che neppure il più acerrimo avversario avrebbe potuto immaginare. In Cile, il risultato della nostra storia è che questo paese sconosciuto e lontano ha potuto superare con successo la prova più grande che abbia dovuto affrontare in questo secolo. Con un’autentica prodezza, che i suoi agenti non ci perdoneranno mai, abbiamo potuto dimostrare prima di qualunque altro che era possibile sconfiggere il potente «impero della menzogna e dell’odio». Abbiamo garantito la nostra libertà e intrapreso tempestivamente e come sognatori l’arduo e difficile cammino della ricostruzione nazionale e l’instaurazione di una società moderna e libera. In quasi due decenni, e grazie al sacrificio di tutto un popolo che ha ricuperato la fede nei propri ideali di progresso e di giustizia, si è costruito un paese diverso. Oggi nessuno può disconoscere che l’11 settembre ha aperto vie di speranza e di possibilità per tutti, che dipende solo dai cileni conservare e rendere pienamente feconde nel tempo.

    Il Cile è oggi un paese diverso da quello che i giovani di molte generazioni hanno avuto di fronte quando aveva un’esistenza cupa, pessimista e fallita. Con il nostro governo, i poveri e gli emarginati hanno cominciato ad avere autentiche possibilità di progredire. Abbiamo sempre pensato che questa priorità sociale doveva essere il nostro principale impegno morale. Oggi non posso nascondere la soddisfazione che mi dà sapere che, per tornare al passato, dovrebbero susseguirsi molte generazioni prima che i cileni tornino a essere un popolo perdente, fatalista, depresso e senza valore, come siamo arrivati a essere all’inizio degli anni 1970. Persone accecate dall’ideologia vollero distruggere il nostro paese. Non vi sono riuscite. Non hanno tenuto conto della riserva spirituale e della naturale dignità di un popolo pacifico e ospitale che, tuttavia, non si è mai lasciato sottomettere né è mai stato piegato da nessuno.

    Commetterei un’ ingiustizia se in queste righe non riservassi un riconoscimento particolare, a testimonianza della mia massima gratitudine, a quanti hanno partecipato all’epopea della ricostruzione del paese; a questa generazione di soldati e di civili, di uomini e di donne, che hanno finito per dedicare la vita al servizio del paese e che quotidianamente danno testimonianza di fedeltà ai propri ideali patriottici; alla gioventù del Cile, che ha ereditato un paese più forte con un destino di grandezza che dovrà continuare a costruire con volontà e con autentica responsabilità patriottica.

    Ringrazio anche quanti non hanno fatto parte del mio governo e, pur essendo suoi avversari, hanno saputo tenere nel debito conto in quel momento, oltre ogni differenza, la difesa della sovranità e della dignità del paese.

    Probabilmente le vie misteriose che il Signore riserva a ogni popolo possono portare a che molti cileni tardino a scoprire la verità di quanto ha vissuto la nostra Patria. Dico loro che nulla potrà impedire che un giorno, forse non così lontano, tornino la pace e la sensatezza negli spiriti che rimangono ancora ciechi a causa della passione, e che nella serenità di altri tempi, quando la storia rivendicherà la nostra opera comune, finiscano per riconoscere il valore e i meriti di essa. Quel giorno è probabile che io non vi sia più. Tuttavia sarà l’ora della vittoria, l’ora in cui gli ideali che hanno illuminato i nostri sogni finiranno per essere comuni a tutti i cileni.

    Oggi sento che il destino ha di nuovo posto sulle mie spalle l’enorme responsabilità di contribuire a seminare semi di pace che rendano possibile la grandezza e l’unità della mia Patria. Oltre i miei dolori e le ferite che porto nell’anima per le ingiuste vessazioni delle quali sono stato oggetto, e oltre l’indignazione che produce in me il vedere il mio paese aggredito in quanto Stato sovrano e indipendente e non rispettato come merita, voglio render noto che accetto questa nuova croce, con l’umiltà di un cristiano e la tempra di un soldato, se in questo modo presto un servizio al Cile e ai cileni. Niente desidero di più che veder superati le divisioni e i rancori sterili fra noi.

    Ormai alla fine della vita, nonostante la stanchezza e le sofferenze che mi hanno provocato tante ingiustizie e tante incomprensioni, voglio dirvi che, anche se dovessi affrontare avversità maggiori, il mio spirito non si sentirà mai sconfitto. Niente piegherà le mie convinzioni né la mia ferma volontà di servire la Patria, come ho giurato il giorno in cui mi sono arruolato nell’Esercito del Cile. Il mio desiderio più profondo in questo momento consiste nell’impedire che nella nostra amatissima terra continuino a esservi altre vittime, più dolore di quello già provocato da ideologie estranee alla famiglia cilena. Voglia Iddio che il mio sia l’ultimo sacrificio. Voglia Iddio che i miei dolori e gli oltraggi di cui sono vittima possano soddisfare i sempre insaziabili sentimenti di vendetta, e che servano affinché quanti continuano a essere appesantiti dal rancore possano trovare la pace per le loro coscienze. Voglia Iddio che possano smettere di vivere così turbati, e che non si sentano più nella nostra Patria le predicazioni rivoluzionarie, che hanno seminato tanta violenza e tanta divisione fra i cileni.

    Noi che crediamo nel perdono e nell’autentica riconciliazione dobbiamo continuare a lavorare duramente per il futuro. Non è lontano il giorno in cui una nuova generazione di compatrioti, volgendo lo sguardo alla storia del loro paese, scoprirà la verità dell’impresa che ha permesso la costruzione di una società di cileni liberi e degni, di una Patria migliore per tutti e non per un settore o per un partito, come siamo stati sul punto di vivere.

    Sono stato oggetto di una macchinazione politico-giudiziaria, maliziosa e vigliacca, che non ha nessun valore morale. Mentre in questo continente, e specificamente nei paesi che mi condannano con giudizi falsi, il comunismo ha assassinato molti milioni di esseri umani nel corso di questo secolo, vengo perseguitato perché l’ho sconfitto in Cile, salvando il paese da una virtuale guerra civile. Questo ha comportato tremila morti, dei quali quasi un terzo in divisa e civili caduti vittime del terrorismo estremista.

    Sono falsamente sottoposto a giudizio in diversi paesi europei, con un’operazione diretta da quanti si dichiarano miei nemici, senza che per altro esista la più remota possibilità che quanti nutrono pregiudizi nei miei confronti e mi condannano giungano a capire la nostra storia e a intendere lo spirito di quanto abbiamo fatto. Sono assolutamente innocente di tutti i delitti e dei fatti che mi vengono irragionevolmente imputati. Tuttavia, temo che quanti lo fanno non siano mai stati e non saranno mai disposti a ragionare e ad accettare la verità.

    Di fronte a una simile aberrazione, e nonostante la mia sofferenza e la mia impotenza, vorrei trasmettere una parola d’incoraggiamento ai miei compatrioti. Non perdetevi d’animo e non arrendetevi mai di fronte alle avversità e alla sventura. Non smettete di lottare per la grandezza e per la sovranità del Cile. Voglia Iddio che possiamo superare presto la nostra condizione attuale di paese debole, piccolo e ai margini, affinché mai più un cileno, qualunque sia la sua condizione, torni a subire le vessazioni e le umiliazioni che oggi subisco, proprio perché non abbiamo forza nel concerto delle nazioni per farci rispettare. Non mi scoraggerò mai. Non l’ho fatto in questo difficile momento critico, né l’ho fatto durante la mia vita, quando ho dovuto affrontare altre ore di prova; perciò voglio esprimere ai miei compagni in divisa, e in particolare a quelli dell’Esercito, la mia disponibilità, la mia fiducia e la mia profonda riconoscenza per il loro comportamento in queste difficili circostanze.

    Conservo intatta la mia fede in Dio e nei princìpi che hanno guidato la mia esistenza. Mantengo la ferma speranza che il Signore, nella sua infinita misericordia, applichi le mie più intime sofferenze a quanti sono morti ingiustamente in questi anni di scontro. Sbagliano quanti credono o sostengono che il dolore per il sangue sparso nella nostra Patria è monopolio di una parte. Abbiamo sofferto tutti per le vittime. Mi consta essere soprattutto grande la sofferenza di quanti non hanno provocato lo scontro, di quanti non l’hanno cercato né tanto meno desiderato, e hanno finito per esserne vittime innocenti. Il soldato cerca sempre di proteggere i propri compatrioti. Non ho mai desiderato la morte di nessuno e provo un sincero dolore per tutti i cileni che hanno perso la vita in questi anni.

    Ho chiesto umilmente a Dio di darmi fino all’ultimo istante della mia vita la capacità e la lucidità di capire e di accettare questa croce e che il dolore che porto nel più profondo dello spirito possa essere un buon seme nell’anima della nazione cilena. Se con la mia sofferenza si può porre fine all’odio che è stato seminato nel nostro paese, vi voglio dire che sono disposto ad accettare tutti i disegni del destino con la più assoluta fiducia che Dio, nel suo infinito amore, saprà rendere fecondo il sacrificio che gli offro perché trionfi la pace, e ormai all’alba del nuovo secolo i cileni siano un popolo unito e riconciliato come ho sempre sognato di riuscire a vedere.

    Amo il Cile sopra tutto e neppure le situazioni più dolorose che dovrò affrontare impediranno che, con tutta la forza del mio spirito, a distanza, ripeta una e mille volte, «Viva il Cile!».

    Augusto Pinochet Ugarte

  8. Vox teme la violenza e probabilmente è una sensazione reale.
    Se il popolo scende in piazza su input dei partiti non se ne fa nulla.Fanno numero e basta.Ma se il popolo lo fa spontaneamente senza seguire le direttive politiche allora diventa estremamente pericoloso.NON lo fermi più.

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