L’ong della sinistra torna in Libia a pesca di clienti per le Coop: li manda il PD

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La nave dell’estrema sinistra ‘italiana’, dissequestrata col solito trucco da Patronaggio, torna a battere le acque libiche in cerca di carne umana con cui rifornire i propri finanziatori, in primis l’ARCi, che casualmente fa anche business con l’accoglienza.

Nel giorno in cui la Guardia Costiera ferma la Open Arms, già sotto sequestro preventivo, per irregolarità a bordo, la più piccola e peggio equipaggiata Mare Jonio leva le ancore. Abbiamo un ministro dei trasporti – da lui dipendono questo cose – ridicolo.

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Pare che la politica estera e migratoria italiana la decida Patronaggio, per il solo motivo di trovarsi procuratore capo di Agrigento, sotto la cui giurisdizione cade Lampedusa. Non si potrebbe mettere Lampedusa in provincia di Catania?

Intanto, l’altra nave ancora a spasso dopo il sequestro della Open Arms (che comunque non potrà tornare ad operare minimo per mesi per questioni tecniche che dovevano essere individuate prima), la Ocean Viking inizia a lamentare scarsità di rifornimenti e carburante. Ma hanno tempo di sprecarlo per fare questo:




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