Mamma e figli massacrati da branco di 10 albanesi per una sigaretta negata

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Una madre e i suoi due figli sono pestati a sangue da un gang di una decina di immigrati, per una sigaretta negata.

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L’episodio è accaduto a Bellaria-Igea Marina, ridente cittadina in provincia di Rimini, nella notte tra il 15 e il 16 agosto. A farne le spese, è stata un’intera famiglia lombarda che aveva deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza sull’Adriatico.

Una mamma cinquantenne e i suoi figli, uno di 18 e l’altro di 15 anni, sono finiti in ospedale.

Lungo la strada verso il bar, i due ragazzini vengono avvicinati da un branco nutrito di circa 10 stranieri. Chiedono una sigaretta. Gli italiani devono dare, funziona così. Alla risposta negativa, scatta il brutale pestaggio.

La mamma si precipita in soccorso dei figli ma, neanche a dirlo, la gang assalta anche lei.

Volano schiaffi, pugni e calci. I tre vengono poi lasciati pesti e laceri sul ciglio della strada mentre la banda di immigrati si dà alla fuga e la famiglia viene soccorsa dai residenti del quartiere.

Di tutti, quello a riportare le ferite di entità più severa, è il ragazzo di 18 anni tanto da essere trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Rimini in codice rosso. Il giovane, infatti, ha riportato una importante frattura del setto nasale e tumefazioni sul volto con una prognosi di 25 giorni. La madre e il fratello più piccolo, invece, hanno presentato ecchimosi dolorose e contusioni.

Da una ricostruzione preliminare della vicenda, sembrerebbe trattarsi di circa dieci ragazzi albanesi. La solita banda di figli di immigrati arrivati coi ricongiungimenti familiari.

“Una brutta storia, su cui presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Salvini – aggiunge Eugenio Zoffili, deputato della Lega – Un espisodio grave che ha visto vittime innocenti una mamma con i suoi due figli in quella che sarebbe dovuta essere una tranquilla serata d’agosto in vacanza. Esprimo la mia massima solidarietà alla famiglia di Erba accerchiata e aggredita per una sigaretta non data da un gruppo di dieci balordi, descritti come albanesi. Via dall’italia e galera per questi criminali”.“

Intanto sarebbe di aiuto abrogare i ricongiungimenti familiari. E ripristinare i visti dall’Albania. Altrimenti, pestaggi sanguinosi, come quello della foto in alto avvenuto per mano di un altro immigrato a Milano, saranno la nuova ‘normalità’.




4 pensieri su “Mamma e figli massacrati da branco di 10 albanesi per una sigaretta negata”

  1. E gli Italiani cosa fanno? Si mettono la coda tra le gambe e vanno anche mano nella mano con questi bastardi figli di cagne, io metterei sù in ogni città Italiane gruppi uomini con caratteristiche ben definite pur punire tutti questi cani vermi, come si dice a casa mia comando io e pestare brutalmente questi escrementi semi umani, questo scarto dell evoluzione umana

  2. Se è solo se la notizia è Vera, allora Pistole elettriche e non di acqua anche se a Rimini. E forse è meglio oltre. Le spese mediche per la famiglia italiana DEVONO ESSERE RISARCITE TRAMITE L’AMBASCIATA ALBANESE E I BASTARDI LASCIATI A DIGIUNO IN CARCERE FINO A PENTIMENTO. Poi ACCOMPAGNAMENTO MILITARE A TIRANA. SE POI LI BECCHIAMO ANCORA IN ITALIA SI RITROVANO PER ERRORE IL SETTO NASALE ROTTO COME HANNO FATTO AL RAGAZZO DI 18 ANNI ITALIANO

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