L’ultimo affronto di Macron all’Italia: vie dedicate ai soldati delle Marocchinate

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L’ultimo sfregio di Macron all’Italia. La richiesta ai sindaci francesi di dedicare ai goumiers, soldati africani dell’esercito francese responsabili in Italia di inenarrabili crimini di guerra, di strade e vie in Francia.

Ricordiamo che la Francia non ha mai riconosciuto o chiesto scusa per questi crimini di guerra. Guerra che, tra l’altro, loro sono sempre convinti di avere vinto.

Si potrebbe scrivere per ore sul numero delle vittime delle marocchinate. Gli stupri di massa delle truppe coloniali francesi, alle quali, addirittura, si è permesso di riposare in cimiteri italiani e alle quali si sono eretti monumenti di ringraziamento.

Le vittime furono migliaia: giovani, anziane, bambine e bambini. Non facevano discriminazioni i famigerati goumiers, le truppe coloniali francesi sotto lo sguardo soddisfatto dei liberatori. Lo stesso sguardo che, è bene ricordare, ebbero anche i franchisti durante gli stupri delle truppe coloniali spagnole contro le donne repubblicane.

Si potrebbe scrivere, dicevamo, per ore sulla striscia di sangue e miseria che hanno lasciato mentre ci ‘liberavano’. Ma basteranno le parole dello scrittore Frédéric Jacques Temple, allora soldato dell’esercito francese.

Scrive Temple in “Les Eaux mortes”: “Stesa sui cuscini sventrati, ancora giovane, con la gonna alzata fino al viso, un viso di cenere incorniciato da bei capelli neri. I neri, grandi e grossi, si lavoravano metodicamente quella donna aperta a forza, ora silenziosa e inerte, che aveva da molto tempo smesso di lamentarsi sotto le violente spinte. Nessuna tregua tra un uomo e l’altro. Erano più di cento, con i pantaloni abbassati e la verga in mano, in attesa del loro turno. Un ufficiale se ne stava vicino alla porta”.

Oggi non è cambiato molto. Solo che i liberatori li chiamano profughi. E gli ufficiali vicini alla porta sono i nostri politici. Oggi all’opposizione, fino a ieri abusivi al governo.




3 pensieri su “L’ultimo affronto di Macron all’Italia: vie dedicate ai soldati delle Marocchinate”

  1. In Francia ormai i francesi sono meno della metà. I nomi delle vie li decide chi comanda. Ad esempio, se io fossi il capo, via Rita Levi Montalcini non ci sarebbe. Nemmeno Via Gramsci. O simili.
    E prendersela con Micron è inutile. Lui non comanda nemmeno a casa.

  2. Qua nella mia città poi non se ne parla, sono i miei concittadini che hanno chiesto i nomi più chiacchierati, Gastaldi dalla fulva barbetta, di cui mi raccontava le nefaste gesta un alpino che ho conosciuto…il rosso imboscato per tutto il tempo della guerra usciva coi compagni di notte come gli scarafaggi e verso la fine hanno ucciso tutti i bambini di quelli che non erano con loro.
    Si potrebbe sostituire la parola “liberatori” con sovversivi. Certe definizioni irritano.

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