Cercasi Generale che sciolga il Parlamento e ripristini la Democrazia

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Dopo un anno di democrazia, le prostitute della politica vogliono ripristinare lo status quo e rifilare all’Italia il solito governo non eletto dal popolo.

La situazione è oltre i limiti. Vogliono un governo che riapra i porti.

L’Italia sarà invasa da afro-islamici e umiliata dai propri ‘alleati’ Ue. Un governo totalmente succube dell’eurofollia e agli ordini di governi stranieri tornerà a fare quello che facevano prima di Salvini: andare in acque libiche e traghettare in Italia tutti i clandestini.

Le moschee abusive, che sappiamo essere caserme nemiche, si diffonderanno sul nostro territorio: siamo in stato di guerra. Solo che la guerra la dichiarerà un Parlamento ormai illegittimo al popolo che, col voto del 4 marzo prima e con quello di pochi mesi fa poi, vuole un governo sovranista.

Ad una frattura politica di questa ampiezza, tra paese reale e chi vuole umiliare la democrazia piegando la sovranità popolare alle esigenze private di Renzi e della cricca grillina, non si può rispondere che con la sollevazione popolare.

Per questo servirebbe, almeno, la neutralità da parte delle forze dell’ordine, che dovrebbero lasciare entrare il popolo nel Palazzo. Ma l’ideale sarebbe una rivoluzione guidata da qualche generale illuminato. Non un generale da operetta in cerca di potere, ma un patriota che usi la propria autorità per ripristinare la democrazia e portare il paese al voto subito dopo. Immediatamente dopo.

Dice, ma sarebbe un colpo di stato antidemocratico. E invece no. Il colpo di stato è quello di chi vuole formare un governo nonostante il popolo: rimuovere questo Parlamento ormai illegittimo ripristinare la democrazia, dare la parola al popolo. Che è l’unico sovrano.

Un Parlamento dove una forza che ormai rappresenta a malapena il 15 per cento della popolazione, vuole formare un governo con un’altra forza che a malapena supera il 20 per cento della popolazione. Contro un fronte sovranista che è oltre il 50 per cento.

Loro vogliono fare un colpo di stato istituzionale, cacciarli riparerebbe lo strappo istituzionale.

Immaginate. Un generale dei parà che irrompe in Parlamento e lo ‘scioglie’, ridando la parola al popolo.

Ma non vogliamo fantasticare troppo, ne buttarla troppo sull’ironia, perché la situazione è tragica. Ci sono oltre 500 clandestini su due navi ong pronti a sbarcare appena dovesse arrivare il governo degli sconfitti Pd-M5s..

I giovani emigrano mentre gli anziani sono costretti a lavorare per mantenere figli disoccupati. E loro, i sepolcri imbiancati della politica, pontificano. Parlano di democrazia, mentre la stuprano quotidianamente. Parlano di accoglienza, ma col culo degli altri.

Tengono il popolo al guinzaglio con il ricatto della ‘legalità’: ma non vi è nulla di legale in quello che vogliono fare. Non vi è nulla di legale nell’avere chi rappresenta poco più del 20 per cento che vuole fare un governo contro gli italiani. In un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento uscito da un’elezione incostituzionale e grazie ad un premio di maggioranza scattato per poche centinaia di voti (e sappiamo come li hanno contati) che ha reso maggioranza un partito del 26%. E’ emergenza democratica.

Siamo in una situazione in cui la legalità formale viola i principi basilari della sovranità popolare. Ricordiamo: anche Luigi XVI era legalmente dalla parte giusta. Prima di finire sotto la ghigliottina. Ora è il turno degli abusivi che ci vogliono non governare, ma dominare.

Se nascerà un governo contro gli italiani, sarà il tempo della sollevazione. Cercasi generale. Renzi delenda est.




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