Mare Jonio vuole tornare a trafficare “Ma abbiamo bisogno di 150mila euro”

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Mediterranea lancia nuovamente la sfida all’Italia. L’ong dei centri sociali, ancora una volta grazie alla toga rossa Patronaggio e al sòla Toninelli che non toglie la bandiera, si prepara a tornare in mare per traghettare altri clandestini in Italia.

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Mediterranea ha annunciato che darà il via a nuove operazioni in mare proprio con la Mare Jonio, la nave dell’ong che è stata dissequestrata qualche settimana fa da Patronaggio.

La nave negriera era stata bloccata prima del decreto sicurezza bis, violato il quale non ci sarebbe appello. Né Patronaggio che tenga.

“Dopo più di 2 mesi di sequestro, la nave Mare Jonio è libera, quasi pronta per salpare alla volta del Mediterraneo centrale. Una nuova missione di monitoraggio e denuncia di quanto avviene nella frontiera più letale del mondo, senza mai sottrarsi all’obbligo di salvare vite e portarle al sicuro. Salperemo nonostante le multe, i divieti e i decreti. Perché l’umanità non si ferma con le minacce o le ingiunzioni”. Ma si ferma con i sequestri.

“Ci sono però serbatoi da riempire, cambuse da rifornire, equipaggi da comporre – prosegue Mediterranea – e attrezzature indispensabili al salvataggio da acquistare. Per tornare in mare, per farlo subito, c’è bisogno del sostegno di tutte e tutti. Per farlo, per riempire Mare Jonio e metterla in sicurezza, servono 150mila euro. Ognuno può dare il suo contributo: donare è un atto di umanità”.

Si dovrebbe prendere nota di chi finanzia questi scafisti umanitari e poi mandare a casa loro il carico.

Il prossimo governo sovranista farà i conti anche con Casarini.

Ps. Con 150mila euro si darebbe cibo e aiuto a 15mila bambini affamati dello Yemen. Che non salgono sui barconi come i palestrati e le ciccione di Casarini.




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