Carabinieri salvano 400 agnelli dalla mattanza islamica: “Li stavano per sgozzare”

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I carabinieri forestali hanno scoperto e denunciato cinque persone in un allevamento a Sesto Fiorentino.

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L’accusa è di uccisioni illecite di animali, che avvengono in particolare infliggendo gravi e inutili sofferenze agli esemplari perché non vengono utilizzati strumenti per stordirli e vengono ammazzati tagliando la giugulare: è il famoso sgozzamento halal.

I controlli, ordinati dal ministro Salvini ai prefetti e questori, erano in occasione della Festa islamica del Sacrificio o dello Sgozzamento, che prosegue fino al 15 agosto. Migliaia gli animali che saranno brutalizzati in questi giorni dai musulmani residenti in Italia.

Nell’allevamento scovati immigrati di religione islamica che hanno detto di aver dato un acconto per l’acquisto di capi di bestiame ancora non macellati: i carabinieri forestali allora hanno proceduto al sequestro preventivo d’iniziativa di più di 500 capi fra ovini e caprini presenti. Che sarebbero finiti sgozzati all’islamica.

Sono stati contestati i reati di uccisione di animale ai sensi dell’art. 544 bis del Codice Penale e la macellazione clandestina prevista dall’art. 6 comma 1 del d.lgs. 193/06. Si tratta di pratiche non autorizzate e che provocano gravi sofferenze non necessarie all’animale macellato, non essendo utilizzati strumenti di stordimento.

Oltre a questo anche i rischi di carattere igienico sanitario, sia per quanto attiene la sicurezza del prodotto alimentare che per la salubrità dei luoghi. I militari della Stazione CC Forestale Ceppeto, con la collaborazione della Stazione CC forestale di Barberino di Mugello e coordinati dal Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare del Gruppo CC Forestale di Firenze, hanno effettuato un controllo presso un allevamento ovicaprino a Sesto Fiorentino.

Inizialmente i militari hanno constatato sin dal primo mattino l’ingresso nell’allevamento di numerose autovetture condotte da soggetti di evidente nazionalità estera. Dopodiché, uditi svariati lamenti provenire dall’interno, hanno fatto irruzione verificando che erano in atto attività di macellazione islamica in luoghi del tutto inidonei alla stessa da un punto di vista igienico-sanitario, che la macellazione avveniva in assenza del preventivo stordimento degli animali.

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I militari hanno riscontrato in loco l’avvenuta macellazione di nove esemplari di ovini di cui alcuni già eviscerati ed erano presenti una pecora ed una capra con le zampe legate, in attesa di essere macellate, di cui gli operanti disponevano la immediata liberazione. I militari hanno notato che molti dei soggetti avevano i vestiti coperti di sangue a dimostrazione del compimento delle attività di macellazione, compiuta anche direttamente sul terreno.

Le parti non commestibili degli animali quali le pelli, le viscere, le teste e le zampette venivano accatastate nella benna di un mezzo meccanico messa a disposizione dal titolare dell’allevamento. Il terreno ed il pavimento dei locali dove erano avvenute le operazioni di macellazione erano completamente intrisi di sangue.

Non è poi strano che siano più propensi a fare questo:

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