Il pescatore che ha respinto Gere e i trafficanti di Open Arms: “Non collaboro con voi”

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Camicia azzurra, pantaloni grigi e cappellino color corda, Richard Gere era tutto chiccoso, ieri, durante la conferenza stampa organizzata per lui dai trafficanti umanitari dell’ong catalana Open Arms: «Sono venuto a Lampedusa solo per aiutare queste persone. Anche negli Stati Uniti la gente che arriva dal Messico, da Panama, dall’Honduras da El Salvador viene demonizzata: è ora di dire basta».

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Perché lo dice lui, ex attore milionario con ville vuote in giro per il mondo. E’ vero, è ora di dire basta allo squilibrio che consente a pochi di guadagnare milioni e miliardi a scapito delle masse ormai diseredate dell’Occidente.

Il giorno prima, Gere, aveva avuto il primo contatto con la realtà italiana, così diversa da quella che lui si era immaginato o aveva letto sui giornali, quando si è sentito dire no da un uomo che, con la propria barca, doveva portarlo sulla Open Arms con l’aiuto cuoco Rubio e i trafficanti umanitari della Ong catalana. Secondo l’ong, la motivazione addotta dal pescatore sarebbe stata un “invito da parte della polizia a non collaborare”, in realtà l’uomo non sarebbe stato a conoscenza del vero scopo del ‘passaggio’, e una volta appreso ha rifiutato.

E non ha avuto seguito, da parte di Gere, la provocazione del ministro Salvini: «Richard Gere è incredulo per l’approvazione del decreto Sicurezza Bis: sicuramente è colpito favorevolmente dalle scelte a favore delle forze dell’ordine e contro scafisti e criminali. L’Italia le attendeva da anni. In compenso, visto che il generoso milionario annuncia la sua preoccupazione per la sorte degli immigrati della Open Arms, lo ringraziamo: potrà portare a Hollywood, col suo aereo privato, tutte le persone a bordo e mantenerle nelle sue ville».

Non se ne è portato via nemmeno uno, dei suoi migranti. Perché parlare è una cosa. Fare è tutt’altro.

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Un pensiero su “Il pescatore che ha respinto Gere e i trafficanti di Open Arms: “Non collaboro con voi””

  1. Lo dico sempre che a questi ricconi che giocano a fare i comunisti e poi se ne tornano nelle loro aree protette, gli ci vorrebbe un po’ di sano comunismo, di quello tosto; di quello dove chiunque avesse posseduto una mucca, sarebbe stato considerato un affamatore del popolo e giustiziato. Non che fosse giusto, sia chiaro, ma a questi ipocriti che ci giocano, fargli prendere una bella strizza sarebbe quello che meritano; fortemente voluto.

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