Albanese rapina 18 case: toga rossa lo scarcera dopo 3 mesi perché “si è pentito”

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Per lasciare il carcere e finire ai domiciliari sono bastati duecento euro di risarcimento per ogni famiglia la cui casa lui e la sua banda avevano razziato, portando via migliaia di euro tra denaro e gioielli, un centinaio di euro in più se era stata rubata anche un’autovettura.

Subito dopo, per lui, pochi giorni fa, si sono aperte le porte del penitenziario delle Vallette perché, secondo il giudice per le indagini preliminari, tal Francesca Christillin, c’è stata “volontà di risarcire le vittime” e un “corretto comportamento processuale”.

Quindi, uno razzia venti case, terrorizza venti famiglie, ma poi con poche centinaia di euro si compra la libertà. Queste sono le toghe incistate nel sistema giudiziario italiano, che stanno distruggendo la fiducia degli italiani nella magistratura.

Il protagonista della storia è un 33enne albanese residente a Moncalieri che era stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Rivoli ad aprile 2019 nell’ambito di un’operazione contro i furti nelle abitazioni tra ottobre e novembre 2018. E’ responsabile di 18 colpi sui 20 complessivi attribuiti alla banda in mezza provincia.

Difeso dall’avvocato Roberta Sisimbro, l’uomo ha deciso di dare fondo a tutti i suoi contanti (e anche a quelli del fratello che, dopo l’uscita dalla galera, lo ospita nella sua casa di Torino) per mostrare una volontà di risarcimento, sia pure evidentemente parzialissima, visto che il pm Alessandra Provazza, titolare delle indagini, gli contesta somme a quattro zeri e ha dato parere negativo alla scarcerazione (senza però venire ascoltata).

Il processo si aprirà il prossimo 30 settembre e avrà sei imputati, di cui l’unico in carcere resta un romeno di 42 anni. Oltre all’albanese ora ai domiciliari, ci sono altri quattro banditi, tutti romeni e albanesi, che non sono mai stati rintracciati e che quindi verranno processati in contumacia.

Se vogliamo davvero salvare l’Italia, Salvini deve avere una maggioranza ‘bulgara’.




5 pensieri su “Albanese rapina 18 case: toga rossa lo scarcera dopo 3 mesi perché “si è pentito””

  1. Io intenterei una causa contro lo stato italiano. Non sola certo, tutti i cittadini che considerano di aver subito un torto, si potrebbero costituire parte civile. La tua vita è diventata uno schifo? Non puoi andare ai giardini col cane o coi bambini perché hai paura di essere derubato/a o aggredito/a, la tua casa non vale più niente per la presenza di scimmie, hai subito furti, niente lavoro…ma l’Italia non era fondata su quello? Insomma potremmo stare ad elencare sino a domani, la nostra vita è diventata un calvario. Vogliamo giustizia. La più grande causa del secolo! Altro che pagargli le tasse…e non solo, devono riportare il paese come era prima delle loro malefatte.

  2. L’ho detto per mesi su fb in Salvini Premier, deve sguinzagliare l’esercito nelle strade e intanto con la legge marziale mette fuori gioco i magistrati perché automaticamente anche i processi diventano di pertinenza militare.

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