Clandestini Open Arms chiedono asilo all’Italia via mail

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Le tentano proprio tutte, oltre il limite dello stalking

Ormai siamo alla molestia da parte di stalker professionisti. L’8 agosto per la prima volta nella storia dei traghettamenti Ong, 89 clandestini dei 121 prelevati in due diverse operazioni dalla nave catalana Open Arms in Libia hanno espresso la volontà di fare richiesta di asilo in Europa, mentre sono ancora a bordo della nave.

L’organizzazione non governativa spagnola Proactiva Open Arms ha consegnato queste richieste all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e alla Centrale operativa della guardia costiera di Roma. Non si capisce su che basi una nave battente bandiera spagnola che si trova in acque internazionali di competenza maltese debba consegnare queste richieste alla nostra centrale operativa. E’ evidente l’ennesimo tentativo, per vie legali (illegali) di superare il divieto di sbarco imposto dalle autorità italiane.

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“Di solito queste persone erano considerate soltanto naufraghi, invece sono in realtà dei richiedenti asilo. Questo significa che se fossero riportati indietro in Libia si tratterebbe di una violazione del principio di non respingimento sancito dalla Convenzione di Ginevra, ma anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”, afferma l’operatrice, che insieme all’avvocato Arturo Salerni ha presentato le richieste. L’ong sottolinea che la richiesta dovrebbe sollecitare l’assegnazione di un porto sicuro di sbarco per persone che ne hanno diritto e che sono particolarmente vulnerabili.

Questo Salerni non deve avere studiato molto bene, oppure ha studiato su qualche libro scritto in una lingua che lui non comprendeva. Chiedere asilo da una nave spagnola in acque internazionali, sarebbe identico a chiedere asilo via telefono dalla Nigeria: giuridicamente nessuna differenza.

Ma il ministero dell’interno italiano ha risposto con una nota chiara, e anche piuttosto ovvia “la Open Arms è spagnola” e in base alle convenzioni internazionali “è dovere dello stato di bandiera prendersi cura di coloro che si trovano a bordo, dopo essere stati raccolti o trasportati in acque internazionali: gli esperti del ministero dell’Interno stanno valutando la possibilità di richiamare pertanto la Spagna – anche in ambito giurisdizionale – al rispetto degli obblighi internazionali facendosi carico delle 89 persone”.

L’obiettivo è solo e sempre l’Italia. Urge un governo monopartito che respinga con violenza politica queste provocazioni.




3 pensieri su “Clandestini Open Arms chiedono asilo all’Italia via mail”

  1. Le provano veramente tutte. Certamente le richieste vengono fatte dai trafficanti di persone e dai loro avallatori e foraggiatori).
    Ancora non hanno recepito che i porti italiani sono chiusi agli invasori.
    Poi le navi ONG che prendono a bordo queste persone hanno lo status di appartenenza alla nazione che ha loro concesso la bandiera da innalzare.Quindi facciano rotta su di essa.

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