Dipendente Google confessa: BigTech farà di tutto per fare perdere la destra

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Secondo le dichiarazioni di un ex dipendente Google potrebbe influenzare i risultati delle elezioni ai danni di Trump.

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L’ingegnere ed ex dipendente di Google Kevin Cernekee, afferma di essere stato inserito nella black list del gigante dell’IT perché di destra, e che, secondo lui, la multinazionale cercherà di influenzare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020. Cernekee ha raccontato a Fox News che Google rafforzerà la censura per assicurarsi che Trump perda le elezioni. Tra gli strumenti, la censura della pubblicità politica e l’applicazione di filtri ai risultati delle ricerche online per promuovere la propria agenda politica.

Rich Tehrani, consulente aziendale sulla sicurezza informatica negli Stati Uniti in un’intervista a Sputnik ha analizzato quanto realisticamente Google, che è di fatto monopolista sia nelle ricerche web che nei video con YouTube, oltre che nella pubblicità online con AdSense, potrebbe influenzare gli elettori.

– Kevin Cernekee, un ex ingegnere di Google che dichiara di essere stato inserito nella lista nera del gigante della tecnologia per la sua posizione politica, ha detto che “loro (Google) vogliono utilizzare tutto il potere e le risorse che hanno per controllare il flusso di informazione al pubblico e assicurarsi che Trump perda nel 2020”. Quanto è veritiera la dichiarazione di Cernekee?

– Google ha tenuto un incontro con centinaia di dirigenti di alto livello dopo le elezioni, la cui registrazione video è entrata in possesso di Breitbart. Basandosi sui fatti del video, non c’è dubbio che Google non voleva e non vuole Trump come presidente.

Project Veritas ha riportato di documenti interni di Google che spiegano “l’ecosistema delle news” di Google che dà all’azienda l’abilità di modellare le informazioni che vede il mondo.

– Secondo Cernekee, Google userà la censura come metodo per assicurarsi che Trump perda le elezioni, incluse la censura della pubblicità politica e l’applicazione di filtri ai risultati delle ricerche per promuovere la propria agenda politica. Da un punto di vista tecnico, quanto è realmente possibile fare una cosa del genere? Quali altri strumenti potrebbe usare Google per influenzare le elezioni.

– Google ha gli algoritmi, può dare quello che vuole per cambiare i pensieri e le percezioni per far oscillare i voti. Qualcuno stima che il risultato potrebbe essere l’alterazione di 10 milioni di voti.

– Quanto questo potrebbe costare a Google in termini finanziari?

– Non è chiaro se ci siano perdite finanziarie nell’alterare le informazioni in modo da influire sulle elezioni.

– Quanto è politicamente motivata la dirigenza di Google?

– Non è possibile fare un’affermazione generalizzata su tutta la dirigenza di qualsiasi corporazione, ma il video dell’incontro dopo le elezioni mostra centinaia manager di Google visivamente inorriditi dalle elezioni di Donald Trump. Hanno mostrato chiaramente quali siano in generale i loro sentimenti.

– In che misura le azioni di Google potrebbero influenzare i risultati delle elezioni?

– Dieci o più milioni di voti potrebbero essere modificati dall’azienda alterando gli algoritmi di ricerca e tutto questo potrebbe essere fatto in nome della giustizia sociale o di altro tipo.

Google ha smentito. Ma è anche troppo evidente l’agenda politica e culturale di queste multinazionali. BigTech è la più grande minaccia alla democrazia occidentale. Ma i governi non sembrano essersene accorti.




3 pensieri su “Dipendente Google confessa: BigTech farà di tutto per fare perdere la destra”

  1. factcheck del finto factcheck

    – la foto in testa all’articolo e’ di James Damore, non di Cernekee
    – Cernekee lasciava commenti di estrema destra nazionalista nei forum google interni
    – Sputnik e’ un’agenzia di notizie controllata dal governo russo

    1. Ha fatto uno scoop!

      Ovviamente lo sappiamo…visto che la foto ha questo nome (https://voxnews.info/2017/11/goolag-damore.jpg) lo sanno tutti quelli che parlano del tema. Infatti da nessuna parte c’è scritto che si tratta di Cernekee. Si chiamano ‘foto illustrative’, non per nulla vengono poste in cima e fuori dall’articolo e non all’interno dell’articolo.

      Ad esempio, nella foto illustrativa di questo articolo: https://voxnews.info/2019/08/06/le-suore-sovraniste-rimproverano-le-sorelle-dei-porti-aperti-pensate-a-pregare/
      Le diamo una notizia: non sono le suore che hanno scritto!

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