Corinaldo, i “bravi ragazzi modenesi” sono maghrebini e stanno infettando i nostri

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Monica Garulli, il procuratore della Repubblica di Ancona, parlando della strage di Corinaldo:

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Dal punto di vista sociologico «è stato evidenziato un fenomeno che è abbastanza inquietante e che non riguarda solo questo gruppo criminale che viene da Modena è che l’esistenza di bande di ragazzi che hanno una operatività criminale molto simile e che usano lo spray urticante approfittando di concerti o eventi pubblici con una vera spartizione dei territori. È un fenomeno che si realizza al Centro-Nord italiano».

Chissà come mai, questo fenomeno “si realizza al Centro-Nord italiano”. Quale altro fenomeno si sta realizzando nella stessa zona?

Le gang di questo tipo hanno tutte origine etnica evidente. Da quella che ha fatto centinaia di feriti e vittime in piazza San Carlo a Torino a quelle che terrorizzano Venezia e dintorni. Per non parlare delle gang sudamericane di Milano e Genova.

A Torino, ad esempio, la banda dello spray al peperoncino era formata da criminali maghrebini, diversi già ‘italiani’. Per quei fatti, sono stati condannati Sohaib Boumadaghen, detto “Budino”, considerato il leader della gang, Hamza Belghazi e Mohammed Machmachi ed Es Sahibi Aymene. Devono scontare dieci anni per omicidio preterintenzionale, lesioni, rapina e furto. Avevano fatto blitz del genere a Torino e anche all’estero.

Ma i media italiani si sono guardati bene dal notare questa evidente correlazione: tra immigrazione e gang. Con Sky che, come sempre, ha insistito nel definire “bravi ragazzi modenesi” Sohuibab Haddada, 21 anni, nato in Marocco, Moez Akari, 22 anni nato a Tunisi, Badr Amouiyah, (detto Badi) 19 anni nato a Modena.

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Derto, c’erano anche Andrea Cavallari, 20 anni, nato a Modena, Ugo Di Puorto, 19 anni, nato ad Aversa (il padre viene ritenuto un esponente di spicco dei Casalesi), Raffaele Mormone, 19 anni, nato a Modena.

Ma il marchio è evidente: i delinquenti maghrebini cooptano teppaglia locale. Il che è un altro preoccupante fenomeno. L’integrazione funziona solo al ribasso.

Una banda strutturata. Ognuno, con un compito da assolvere. Chi doveva distrarre la vittima, chi spintonarla. Due dei 6 arrestati per la strage di Corinaldo erano già stati arrestati in Francia lo scorso 6 luglio dopo il furto di alcune collane a Disneyland. È quanto scrive il gip di Ancona nell’ordinanza di custodia cautelare. I due, Moez Akari e Andrea Cavallari, erano con 2 ragazze: i 4 sono stati bloccati e, dopo esser stati processati davanti al giudice di Chessy con il rito direttissimo, sono stati rilasciati. Il 9 luglio, dice ancora il Gip, «sono rientrati in Italia ed hanno ripreso la loro attività illecita». Grazie alle rapine compiute con lo spray al peperoncino la banda di giovanissimi che ha provocato la strage nella discoteca di Corinaldo riusciva a mettersi in tasca circa 15mila euro al mese.

Stanno infettando anche i nostri ragazzi. Perché permettiamo che entrino nelle nostre scuole.




2 pensieri su “Corinaldo, i “bravi ragazzi modenesi” sono maghrebini e stanno infettando i nostri”

  1. Credo che i casi che vedremo in un prossimo futuro riguarderanno italiani che loro malgrado saranno costretti a delinquere. Il reddito di cittadinanza è infatti finalizzato ad arginare questa ondata di piccoli reati commessi unicamente per sopravvivere ma a pochi viene realmente erogato, non mi riferisco al tema del thread naturalmente ma all’uomo della strada che dopo che si è venduto tutto ciò che era vendibile in casa sua, essendo in una fase problematica della vita, quale l’età avanzata per un lavoro ma lontani dalla pensione si vedono puntualmente sorpassati dallo straniero appena arrivato che fresco fresco, giusto perché ha 4 o più figli, lo stato e la chiesa lo sistemano prontamente. I cosiddetti colletti bianchi sono un fenomeno in aumento.

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