Milano, immigrati contro poliziotti, 3 aggressioni in poche ore: “Se osi portarmi in questura ti ammazzo”

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L’ultimo caso, un senegalese di ventitré anni, regolare in Italia per quanto può esserlo un senegalese, è stato arrestato giovedì mattina all’interno di Parco Sempione con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, quando una pattuglia della Questura in bici ha notato uno strano viavai nella zona di viale Ibsen e ha sospettato che ci fosse uno spacciatore in azione.

Ma alla richiesta dei documenti ha reagito: “Tu non sei nessuno. Non ti dico un ca…, se mi porti in Questura domani ti ammazzo”. Non contento, lui stesso ha poi spintonato l’agente e lo ha colpito al braccio, graffiandolo.

A quel punto, il 23enne è stato ammanettato e arrestato. Il poliziotto delle bike è stato visitato e medicato sul posto e ha avuto una prognosi di due giorni.

Poco prima, un uomo di trentotto anni, completamente nudo nella stazione di Villapizzone, si è sdraiato sui binari. Alla vista dell’equipaggio di una Volante – che ha ordinato lo stop alla circolazione ferroviaria – il 38enne ha raccolto un grosso sasso da terra ed è scappato dopo aver minacciato gli agenti.

Raggiunto in via Chiasserini, il fuggitivo – ancora “armato” con la pietra – si è scagliato con violenza contro i ragazzi in divisa, che alla fine hanno dovuto usare lo spray al peperoncino per “contenerlo”.

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7 pensieri su “Milano, immigrati contro poliziotti, 3 aggressioni in poche ore: “Se osi portarmi in questura ti ammazzo””

  1. Forse volevi dire quando arrivano le teste di cuoio armati sino ai denti e col colpo in canna? Non raccontiamoci che é colpa di quella stronza che ha negato il suo appoggio, perché la polizia la gestisce il ministro degli interni.

  2. I “ragazzi in divisa” ,come l’Articolista definisce i poliziotti in maniera affabulatoria ,debbono essere giovanotti preparati ad ogni evenienza altrimenti possono subire la violenza dei malviventi e poi piangersi addosso.

  3. Queste situazioni non le puo e non le deve affrontare un professionista ma il popolo, inquadrato in plotoni dagli 8 ai 12 volontari trasportati da camionette con al seguito olio di ricino e manganelli. Chiamerei ciaacun plotone armato “squadraccia” e alle squadracce delegherei la cura del decoro e dell’ordine nelle nostre strade. Poi ci vorrebbe anche il “Carrettone”, ma sono racconti, memorie di un tempo perduto che mi sono stati tramandati dagli avi.

  4. La differenza dal passato è questa… ora quando li catturano li mandano davanti al magistrato pro-negri che li carcera buttando via le chiavi, perché si sa, i fascisti pagano per tutti, stanno ancora dopo 40 anni a cercare quelli di Bologna.
    Piuttosto una macchina del tempo e mostrare come siamo ridotti ai giorni nostri, il popolo manderebbe via gli americani a pietrate

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