Giornalista chiede a Salvini di scusarsi con la “zingaraccia”, la risposta

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L’errore più grande che possa fare un politico è scusarsi per una frase ritenuta politicamente scorretta dai media di distrazione di messa. Se lo fai, non ti riprenderai più. Perché la gente adora chi dice quello che tutti pensano. Ma odia chi lo dice e poi ritratta. E’ la prima lezione di Trump, che Salvini dimostra di avere assorbito in modo perfetto.

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Intervistato da La Stampa, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rivendicato la frase sulla “zingaraccia” che ha sconvolto molti benpensanti e ha scatenato una prevedibile ridda di polemiche. Scuse? “Macché. Mi assumo la responsabilità delle mie parole”, dice il vicepremier. Insomma Salvini tira dritto e non crede affatto di aver esagerato neppure per la rissa verbale con il videomaker. “Io bado alla sostanza e non alla forma”.

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Poi Alberto Mattioli de La Stampa prova a incalzarlo: “Ma lei è un ministro della Repubblica, non l’uomo della strada”. Ma il leader leghista non si scompone: “Già, ma nessun politico o giornalista dice mai che questo ministro ha ricevuto più di duecento minacce di morte. Quanto alla signora che si augura la mia scomparsa, pare che abbia numerosi precedenti”.

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