Gregoretti, non saremo sovrani finché non riporteremo i clandestini indietro

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E alla fine i clandestini a bardo della nave della Guardia Costiera Gregoretti sbarcano. Andranno in Francia, Germania, Irlanda, Portogallo e Lussemburgo. Qualcuno resterà in Italia, anche se ospite – poi fuggiranno come quelli della Diciotti – dei vescovi, coi soldi dell’8 per mille.

I clandestini a bordo della nave Gregoretti della Guardia Costiera ‘italiana’ sono, infatti, tutti maschi. E provengono da Costa d’Avorio, Nigeria, Senegal, Guinea Bissau, Niger, Gambia, Mali, Sudan e Ciad.

Non si capisce, quindi, perché non possano essere presi e imbarcati sul primo volo verso questi paesi. Tra i più stabili e ricchi dell’Africa.

Salvini ha vinto il braccio di ferro con la Ue. Almeno in parte. Perché finché i clandestini non verranno riportati sulle spiagge da cui sono partiti, o direttamente in volo – meglio se in manette e bendati – verso casa loro, l’Italia non sarà un Paese sovrano.

Un Paese sovrano deve potere decidere chi entra e chi no. Deve avere delle cazzo di frontiere. E delle frontiere non si devono occupare i magistrati.

Del resto è stato dimostrato: il governo ha il potere di tenere i clandestini bloccati quanto vuole, anche in acque italiane su una nave militare italiana. Andando allo scontro con la magistratura rossa: basta poi votare contro l’autorizzazione a procedere. Perché il Parlamento sta sopra la magistratura, è bene ricordarlo: e sta sopra perché, almeno in teoria, rappresenta il sovrano, ovvero il popolo.

Ma è evidente che per andare allo scontro totale non puoi essere al governo con altri. Il popolo deve dare a Salvini un pieno mandato. Una sorta di ‘dittatura’, non in senso moderno e totalitario, ma nel tipico senso della Roma repubblicana: non puoi risolvere un problema esiziale come l’immigrazione, dovendo dipendere da alleati di governo, media ostili e magistrati. Non è possibile.

E’ il limite della cosiddetta ‘democrazia liberale’, che altro non è se non una democrazia amputata. In cui la maggioranza non ha la libertà di governare, perché imbrigliata da poteri non democratici come magistratura, Ue e una Costituzione ormai obsoleta.

Del resto, la democrazia liberale è nata come concessione delle élites al popolo, e ha una serie di contrappesi che impediscono al popolo di essere sovrano. Il popolo vota, poi loro piazzano i propri uomini nei gangli del sistema, così da bloccare e annacquare la volontà popolare.

E’ tempo di una ‘democrazia illiberale’, in cui tra la volontà del popolo e la messa in pratica non esistono ostacoli.




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