Scuola: l’invasione dei figli degli immigrati, ogni giorno ne sbarcano 750

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Per le dimensioni assunte, la costante crescita e la diffusione sul territorio, ha tutte le connotazioni di un tumore. Parliamo della presenza di immigrati nelle scuole italiane.

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Nel 1983/84 gli alunni stranieri erano appena 6.104 e nell’ultimo anno, solo 38 anni dopo, erano 841.719 su una popolazione studentesca complessiva di 8.664.000 : quasi il 10 per cento, concentrati nella parte bassa, come una marea di melma che monta che invade la sorgente.

Il Focus ministeriale pubblicato pochi giorni fa, infatti, evidenzia come gli alunni stranieri iscritti alle scuole primarie sono 307.818, nelle scuole dell’infanzia 165,115, mentre gli studenti nella scuola secondaria di primo grado ammontano a 173.815 e nelle secondarie di secondo grado 194.971. Gli ordini con una crescita nelle iscrizioni sono la primaria e la secondaria di secondo grado. Il che dimostra che non salgono la china dell’istruzione.

Sempre dai dati ministeriali la Lombardia si conferma la regione italiana che ospita il maggior numero di alunni immigrati pari a 213.153, seguita da Emilia Romagna, Veneto , Lazio e Piemonte. Non vi sfuggirà che due delle prime tre regioni sono governate da decenni dalla Lega, che si culla nell’illusione che mentre l’immigrazione clandestina è cattiva, quella regolare sia buona. Come se farsi sostituire da un marocchino avesse esito diverso a seconda che sia clandestino o regolare.

Il quadro ricavabile dai dati nazionali riflette una vera e propria babele incistata nelle aule scolastiche del Paese. Sono oltre 200 le nazionalità degli alunni una babele non integrabile di lingue, culture, etnie.

Piccolo terrorista islamico è già tornato a scuola!

Registrato il sorpasso delle seconde generazioni. La costante (ora stabilizzata) crescita degli studenti nati in Italia da genitori emigrati nel nostro paese caratterizza significativamente l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio.

Nel quinquennio 2013/2014 – 2017/2018 questo gruppo di studenti è passato da circa 415 mila unità a 531 mila con un incremento di quasi 116 mila unità (+28% circa). Nell’ultimo anno la crescita è stata di oltre 28 mila unità (+5,7%). Sul totale degli studenti con cittadinanza non italiana la quota dei nati in Italia supera il 63% mentre in rapporto al totale degli studenti rappresenta il 6,1% (era 4,7% nel 2013/2014).

E la soluzione non è certo l’integrazione forzata. Molto meglio classi solo di immigrati da una parte che un infernale melting pot dove i bambini italiani si sentono stranieri in patria. L’idea leghista del ‘tetto’, ad esempio, è una stupidaggine: il tetto va messo nel non farli entrare in Italia, non nello sparpagliarli sul territorio e nelle scuole.

E non è solo una questione qualitativa:

Troppi immigrati in classe, ‘francesi’ somari d’Europa

Più il cancro multietnico è concentrato, meno intacca il corpo sociale. Più semplice sarà curarlo. Così il degrado multietnico rimane circoscritto e concentrato.

Ci stiamo avviando verso la società di tipo americano: completamente atomizzata. Putnam, studioso di Harvard per primo analizzò con dati e numeri, il fenomeno della frammentazione sociale causata dall’immigrazione. Non c’è ritorno.

Robert Putnam ha dimostrato come, più una comunità è “diversa” dal punto di vista culturale e razziale, più questa diviene non cooperativa ed emotivamente frammentata.

Ogni anno anno, con i ricongiungimenti familiari, entrano oltre 200mila figli di immigrati: è un processo folle di sostituzione etnica. Oltre che un costo immane e privo di senso. Salvini, su questo, non ha ancora fatto nulla: è come se, ogni giorno, arrivasse un barcone carico di 750 immigrati. Solo che non lo vediamo. Ce ne accorgiamo però nel degrado che cresce nelle nostre città. E nelle nostre scuole.

Eppure sarebbe semplice: un tratto di penna.




2 pensieri su “Scuola: l’invasione dei figli degli immigrati, ogni giorno ne sbarcano 750”

  1. “Non vi sfuggirà che due delle prime tre regioni sono governate da decenni dalla Lega, che si culla nell’illusione che mentre l’immigrazione clandestina è cattiva, quella regolare sia buona. Come se farsi sostituire da un marocchino avesse esito diverso a seconda che sia clandestino o regolare.”: a me personalmente non è mai sfuggito, ed è per questo che la Lega non può definirsi un partito seriamente identitario.

    Per la Lega l’immigrazione regolare è buona perché porta introiti allo Stato sotto forma di tasse – anche se è vero in parte – in piena sintonia col pensiero liberale liberista. In realtà l’immigrazione massiccia e regolare è più dannosa e snazionalizzante di quella irregolare, perché dal momento in cui uno straniero è regolare può meglio reclamare i propri “diritti” ed essere assecondato. Un esempio: a chiedere la costruzione di nuove moschee, non sono i musulmani clandestini, ma quelli regolari, che lavorano e che sono “perfettamente integrati”.

    1. Purtroppo FdI è ricca di “impresentabili” nella zona in cui vivo: vecchi rottami ex forzisti accompagnati da uno stuolo di ignoranti. Quando io ero già fascista (si parla di prima repubblica, ventesimo secolo profondo) questi se va bene erano nella DC e gli ignoranti manco erano nati.
      (29/07/1883 – 29/07/2019 Vai Benny!)

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