Guerra all’Italia: raffica di gommoni lanciati contro l’Italia

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L’ultimo attacco è iniziato il 25 Luglio, quando diversi gommoni carichi di clandestini sono stati lanciati dalla Libia verso l’Italia.

Tre sono stati bloccati dalla guardia costiera libica, intervenuta anche sul barcone affondato al largo di Al Khoms, sono stati riportati indietro almeno 518 clandestini.

Altri tre gommoni hanno invece bucato il blocco navale e proseguito la navigazione entrando all’interno della zona SAR maltese. Abituati alla presenza delle ong, ormai gli scafisti vanno al risparmio, e i gommoni cinesi non hanno l’autonomia per raggiungere la zona SAR italiana.

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Le autorità de La Valletta hanno soccorso un gommone con circa 100 clandestini e richiesto nel contempo collaborazione all’Italia che ha inviato – su indicazioni del Ministero dell’Interno – due motovedette, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, che hanno assistito 141 clandestini. Una cinquantina gentilmente offerti da loro:

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Successivamente 6 clandestini per ragioni sanitarie sono stati portati a Lampedusa. Gli altri 135 sono ora Nave Gregoretti della Guardia Costiera dotata di un team medico del Cisom in grado di assistere adeguatamente i clandestini in attesa che la Ue trovi i Paesi pronti a farsi carico dei clandestini.

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In previsione del peggioramento delle condizioni meteo la nave ha fatto rotta verso la Sicilia Orientale, raggiungendo un punto di ancoraggio fuori dal porto di Catania dove è stata rifornita di viveri e medicinali. Nella serata di ieri, allo scopo di consentire riparo dal peggioramento delle condizioni meteo in zona è stato disposto a Nave Gregoretti, su concorde parere del Ministro Toninelli e previa informazione al Viminale, di dirigere verso il porto di Augusta – zona militare – dove l’unità è giunta intorno alle ore 03:00 di ieri mattina.

Attualmente i clandestini permangono a bordo assistiti dall’equipaggio e dal team medico in attesa, come confermato dal Ministero dell’Interno, delle determinazioni politiche e del riscontro positivo dell’Unione Europea sulla ricollocazione dei clandestini. Fino ad allora, non scenderanno.

L’accesso all’area è vietato alle zecche e ai giornalisti, che molto spesso sono la stessa cosa, anche a quelli bendati:

Comunque, la soluzione, in attesa di potere direttamente respingere i clandestini in Libia, sono le navi prigione:

Si potrebbero rinchiudere lì tutti i clandestini che riescono a bucare il blocco a largo della Libia. Potrebbero anche chiedere asilo, ma solo se provenienti da Paesi in guerra, quindi in pratica nessuno. E comunque resterebbero a bordo fino a conclusione dell’esame. Da lì poi verrebbero direttamente rimpatriati.

Appena si dovesse spargere la voce che i clandestini non vengono mai portati a terra, ma su una prigione galleggiante, le partenze si azzererebbero.

Intanto è di nuoto arrivata in acque libiche la Alan Kurdi, nave dell’ong tedesca Sea Eye, in attesa della mega nave di Msf, che prima deve passare da Marsiglia per un saluto a Macron:

La guerra contro l’Italia è dichiarata. Ma almeno abbiamo un ministro.




2 pensieri su “Guerra all’Italia: raffica di gommoni lanciati contro l’Italia”

  1. E’ guerra dichiarata. Ci vorrebbero misure adeguate al largo della Libia, ma questo governo non ha il sostegno e la forza per attuarle. Dovremo quindi abituarci a questo tira e molla con LUE, ONU e compagnia cantando. Abbiamo forze potenti contro e quelle più pericolose sono quelle intestine.

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