Guerriglia a Reggio: immigrati assaltano la stazione e pestano passeggeri – VIDEO

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Sulla notizia del richiedente asilo ubriaco che ieri si è fatto investire da un treno a Reggio Emilia:

Richiedente asilo ubriaco investito dal treno

Ci sono da registrare le violente reazioni dei suoi colleghi.

La morte di Illyasa Badjie ha fatto scoppiare una vera e propria guerriglia alla stazione, con momenti di violenza e lo spiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

«Vogliamo la verità sulla morte di Illyase. Non crediamo alla versione dell’incidente. Vogliamo che la polizia indaghi». Aveva una birra in mano e ondeggiava sui binari, c’è poco da indagare.

La guerriglia è scoppiata alle 18.30 in piazzale Marconi, quando decine di immigrati – tutti del Gambia – hanno iniziato a vandalizzare la stazione.

Quando sul piazzale sono arrivatele prime pattuglie della questura, ben presto raggiunte da polizia municipale e carabinieri, la protesta si era già trasformata in guerriglia.

Un africano ha scagliato una bicicletta; un altro si è denudato e disteso a terra; altri ancora hanno gridato in faccia agli agenti. I rinforzi sono aumentati ma i rivoltosi si sono sparpagliati e hanno iniziato a muoversi lungo i sottopassaggi, spostandosi sui binari e nel piazzale antistante la stazione in un disordinato andirivieni.

Alla fine, com’era prevedibile, la situazione è precipitata: nel sottopasso all’uscita di piazzale Europa un passante, un uomo che stava filmando con il cellulare, è stato aggredito e colpito a calci e pugni da otto stranieri, finendo a terra.

Salvato dalle forze dell’ordine, è stato trasportato al pronto soccorso. Più tardi il treno locale, che arrivava da Guastalla alle 20.25, ha fischiato per far allontanare gli africani dal marciapiede. «Quelli hanno iniziato una sassaiola contro il convoglio, con i viaggiatori chiusi dentro. Una follia», ha raccontato un passeggero.

La polizia ha allora circondato i manifestanti diventati oltre una cinquantina, mentre il dirigente della Digos Luigi di Chicco, invece di ordinare una carica e una bella selva di manganellate, ha intavolato una trattativa con i volenti. Trattativa che si è protratta fino alle 21.30, tenendo in scacco la stazione ferroviaria per tre ore.

Abbiamo un dirigente della Digos che invece di arrestare chi pesta un povero passante, intavola improbabili trattative con decine di richiedenti asilo.

Ripetiamo: urgono rastrellamenti e deportazioni di massa di clandestini e delinquenti.




6 pensieri su “Guerriglia a Reggio: immigrati assaltano la stazione e pestano passeggeri – VIDEO”

  1. Tolleranza zero.
    Vogliono la guerra e guerra sia,consci che in guerra tutte le armi a disposizione devono essere usate.
    Ciò al fine di ripristinare la legalità in tutti i luoghi.
    comunque si possono usare altri mezzi coercitivi tipo:ammanettarli,schedarli,caricarli su mezzi di trasporto in sicurezza e rimpatriarli,checché ne dica la magistratura.

  2. Innanzitutto vorrei ringraziare Vox che ci da notizie fresche ogni giorno e quello che è più importante non sono avvelenate, infarcite di bugie o epurate da censura. Orwell scrisse “nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”
    Credo anche io, come altri lettori, che sia venuto il tempo di girare armati per difendersi. La digos mi risultava estinta per mancanza di fondi ed il personale assorbito da altri reparti. Comunque, anche in questo frangente, avrebbero fatto più bella figura a rimanere nell’ombra. Avessero almeno l’onestà intellettuale di ammettere che non sono in grado di salvaguardare i cittadini autorizzando civili volenterosi a fare ronde armate.

  3. Basta! Devono sparare !!! Non ne posso piu’! La polizia deve sparare al petto, al bersaglio grosso, agli organi vitali, e uccidere!!! Altrimenti cambiassero mestiere poliziotti e carabinieri.

  4. Se accettate un consiglio, non vale la pena farsi esplodere il fegato per personaggi che pensano che il macchinista cattivo abbia fatto sterzare il treno apposta per investire il loro amico. Più o meno è come farsi venire un infarto per gli scarafaggi che escono dallo scarico. Diciamo che suggerisco un approccio tipo: “odiarli non è tutta la mia vita ma ne fa parte”.

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