Carabiniere ucciso, prof di sinistra: “Uno di meno”

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I ‘buoni’. Il commento di una prof di Novara è stato denunciato dai parlamentari leghisti Tiramani e Patelli: «Vergognoso soprattutto perché scritto da una docente liceale». Lei: «Ho scritto una cavolata, sono stata stupida».

Non diciamo sciocchezze. Chi scrive una cosa del genere, soprattutto se adulto, è consapevole di quello che scrive. Se noi scrivessimo -150 per i clandestini che raccontano essere annegati in Libia l’altro giorno, sarebbe perché lo pensiamo.

«Un commento vergognoso, a maggior ragione se davvero arriva da un’insegnante», dicono i parlamentari annunciando un’interrogazione. La prof, 51 anni, però in seguito si è scusata con un post: «Mi spiace, chi mi conosce spero sappia che non penso così». Sul suo profilo però nonostante le scuse arriva un commento al minuto di critiche e insulti. «Questa signora di Novara – accusano i leghisti Tiramani e Patelli (prima che arrivassero le scuse) – ha pubblicato un commento semplicemente folle di cui come cittadina e come insegnante sarà chiamata a rispondere nelle sedi opportune».

La prof tenta di spiegare: «Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c’è nulla dire – aggiunge -. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltratta o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi – continua – E ho scritto quell’enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai…». «Voglio chiedere scusa a tutti – conclude l’insegnante – In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. Sono stata una stupida».

Libertà assoluta di dire quello che si pensa, anche l’indicibile. E libertà di dire che la prof è una stupida.




7 pensieri su “Carabiniere ucciso, prof di sinistra: “Uno di meno””

  1. Facebook e twitter. Laidi siti dove un manipolo di delinquenti detta legge. La natura americana degli stessi tutela dal reato di diffamazione perché in America quest’ultimo non esiste.
    Ami la tua Italia? Certo ti viene subito da rispondere! È il paese che ha dato i natali ai miei avi i quali spesso hanno sacrificato la loro stessa vita, ma a Zuckembergh o come caxxo si chiama, non interessa. Lui vuole ardentemente che non sia più nostra e a quanto pare non è il solo, sono in tanti, anche italiani. Vogliono che diventi la latrina dell’africa. Le loro armi sono la divulgazione di falsi buoni principi, la censura di twitter con la quale ti cambiano le parole dopo che tu le hai postate togliendo ad altri la facoltà di valutare il concetto che tu avevi espresso. Oppure il viscido shadow-ban: tu credi che il tuo post sia stato pubblicato ma in realtà lo vedi solo tu ed è inesistente per tutti gli altri. Se le tue idee sono corrette e hai dei followers ti sospendono in attesa di bannarti totalmente. Ecco questo mi fa pensare che non siano così sicuri della validità dei loro concetti… altrimenti rispetterebbero gli altri punti di vista.

    1. Fosse per me farei già una guerra civile per mandare queste merde nelle fogne di loro spettanza. Mancano le condizioni. E, temo, che non ci saranno mai. Soprattutto a vantaggio dei “sovranisti”. Quando la “prof” in questione si imbatterà nell’Osegale di turno non ci sarà nessun carabiniere.

  2. “Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c’è nulla dire…”: giustificazione ridicola, perché se voleva il commento lo cancellava, cosa che su FB si può fare. Comunque non capisco cosa ci sia da gioire quando viene ucciso un membro delle forze dell’ordine, che lavora per la sicurezza nostra e dell’autrice di questo post vergognoso.

    Purtroppo in Italia abbiamo gli insegnanti più ideologizzati che altrove, schierati con la sinistra.

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