Emma Marrone parla ancora dei gay, non dei bimbi rubati di Bibbiano

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“Io porto avanti le mie battaglie per tutte le persone che non hanno la possibilità di esprimersi, – dice l’ex cantante Emma Marrone in una intervista su Rai Tre ‘La mia passione’ – di tirare fuori la sofferenza in una società che non li sta aiutando perché io trovo assurdo che anche determinati ministri parlino dell’omosessualità come fosse un problema, una malattia, quasi da sconfiggere. Lo trovo aberrante, anacronistico, mortificante per la nostra società e l’essere umano in generale”. Tranne i bambini di Bibbiano, ai quali ma Marrone non dà voce, sarebbe stato imbarazzante, visto che gli attivisti gay, a Bibbiano, sono i mostri, non le vittime d’elezione.

“Tocco da sempre i temi come la diversità e l’omofobia attraverso la musica. Ho cercato sempre di portare avanti le mie battaglie fermamente perché non è possibile vivere ancora in una società dove l’omosessualità viene vista in maniera negativa, come il diverso. A me non fa male nulla, se la gente per strada mi dà della lesbica non la vivo come una offesa. Ho sempre vissuto in una famiglia che mi ha sempre detto ‘per noi se torni a casa con un uomo o una donna non fa differenza, a noi importi che tu torni a casa felice’. Purtroppo non tutti i ragazzi hanno la fortuna di crescere in famiglie così aperte, umane, sensibili e di larghe vedute”.

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E’ di questo relativismo che è malata la società. La tolleranza è diventata indifferenza. Si è passati dal tollerare comportamenti non normali a metterli sullo stesso piano dei normali. E poi accade Bibbiano: era inevitabile.

E’ questo relavitismo che ha lastricato la strada verso Bibbiano.

Dopo avere letto cosa pensa Emma Marrone, serve un ricostituente:

“Non sarei capace di amare un figlio gay. Non sono un ipocrita. Preferirei che morisse in un incidente piuttosto che si facesse vedere in giro con un uomo con i baffi.”
JAIR BOLSONARO




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