Salasso detenuti immigrati: ci costano oltre 1 miliardo l’anno

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Il costo medio giornaliero di un detenuto supera i 137 euro. Insieme al vitto e all’alloggio ci sono da sostenere le spese per il mantenimento delle prigioni, gli stipendi degli agenti penitenziari, la manutenzione dei mezzi sempre più obsoleti utilizzati per le scorte e le traduzioni, quindi le spese sanitarie (farmaci, visite specialistiche e scorte di metadone), alle quali si aggiungono figure professionali come, tra gli altri, educatori e psicologi.

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Al 31 dicembre del 1991, da quando sono iniziate le statistiche degli stranieri nelle nostre carceri, gli immigrati detenuti erano 5.365 , oggi sono 20.224, quasi il 34 per cento del totale. Un numero abnorme rispetto alla loro incidenza sulla popolazione residente, che ci dice come delinquano in maniera enormemente superiore rispetto agli italiani.

Significa che spendiamo in detenuti stranieri oltre 1 miliardo di euro l’anno: una spesa altissima e insostenibile considerato il bilancio dell’Italia. La soluzione sarebbe teoricamente semplice: far scontare ai detenuti stranieri le pene nei Paesi di provenienza.

Ma c’è un problema: serve l’accordo dei paesi di provenienza e degli stessi detenuti.

Oppure possiamo delocalizzare il sistema carcerario, realizzando carceri all’estero, magari nei Paesi da dove proviene la maggioranza dei detenuti, come in Albania, dove mandare gli immigrati a scontare la pena. I costi scenderebbero di molto e sarebbero già fuori di qui una volta usciti di galera.

Detenuti stranieri espulsi anche senza consenso




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