Unar, il grillino arcobaleno spende 350mila euro (vostri) per l’archivio dei gay

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L’Unar, che la Lega aveva promesso di chiudere una volta al governo, dopo lo scandalo dei soldi pubblici alle saune per orge gay, ha un nuovo direttore. E’ un uomo di Vincenzo Spadafora, il grillino arcobaleno, che spende centinaia di migliaia di euro dei contribuenti per la propaganda omosessista.

Si questi, almeno 350mila euro per «riordinare» la storia dell’attivismo arcobaleno. Coinvolti solo gruppi militanti LGBT.

L’Unar è guidato da Triantafillos Loukarelis, un uomo di fiducia di Vincenzo Spadafora, fermo sostenitore della causa Lgbt. E ora l’Unar ha pubblicato un bando, riservato ad associazioni impegnate in «attività inerenti la promozione dei diritti e le tutela delle persone lgbt» (quindi, di parte), per la realizzazione di un «archivio storico Lgbt», per il quale vengono stanziati 350mila.

Alcune domande: che fine hanno fatto le promesse sulle nuove politiche familiari? Perché destinare 350mila euro a un archivio storico Lgbt mentre la famiglia passa in secondo piano? Quei soldi possono essere dati alle famiglie numerose. In più, il sostanzioso contributo (70mila euro per ogni progetto) non è destinato ad archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante ex articolo 13 D.Lgs 42/2004 e non è altresì previsto l’intervento di personale altamente qualificato. Per questo chiediamo chiarimenti alla Direzione generali Archivi sul progetto di concessione dell’archivio Consoli (attualmente conservato presso l’Archivio centrale dello Stato) all’associazione Gay help line per partecipare al bando Unar. L’archivio Consoli (fondatore del movimento gay Italia e militante erotico) è stato acquistato dal Mibac nel 2001 per l’equivalente di 450 milioni di lire ed è stato già riordinato. Lo sappiamo, c’è un patto di non belligeranza sui temi etici ma il flusso di denaro destinato a propagande ideologiche e Lgbt va fermato e si aiutino le famiglie.




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